Intervista a Maria Verde, illustratrice napoletana

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Maria Verde è una giovane illustratrice che lavora e studia a Napoli. L’ambito pubblicitario, spesso non considerato da chi pensa di voler fare arte, è il suo obiettivo principale. Grazie alle migliori scuole di illustrazione del territorio ha forgiato il suo stile.

Di cosa ti occupi precisamente e qual è il tuo percorso?

“Adesso mi occupo sostanzialmente di illustrazione. Fin da piccola mi sono espressa col disegno. Dopo gli studi scientifici però mi sono iscritta a lettere, avendo accantonato per un po’ l’idea di fare arte. Poi però ho subito capito che non era la mia strada. Mi sono iscritta alla scuola Comix per illustrazione, che ho frequentato per due anni, poi l’Accademia d’arte a Napoli che mi ha formata definitivamente con pittura e graphic desing. Adesso sto studiando comunicazione pubblica, la pubblicità infatti è il primo vero obiettivo per me”.

Chi, durante questo percorso, ti ha aiutata e ispirato maggiormente? 

“Sicuramente il mio professore Gianluca Tramontano, ora mia relatore. Anche Giuseppe Boccia (detto Peppe Box) della Comix e Mario Punzo“.

Su cosa si baserà la tua tesi?

“Sulla pubblicità sociale, ovvero quella che non è interessata al commercio. In Italia esiste più o meno da quarant’anni. Il mio progetto artistico sarà una campagna pubblicitaria attua a sensibilizzare un tema, secondo me, molto importante: spesso, si sa, gli artisti che offrono la propria professionalità non vengono retribuiti adeguatamente o affatto. La visibilità non è un pagamento, e questo purtroppo ancora in pochi lo hanno capito. Anche tra gli artisti stessi c’è questo falso mito“. 

maria verdeIn questi anni a quali eventi o mostre hai partecipato?

“A vari concorsi. Ad esempio al Subway – Letteratura qualche anno fa, riuscendo a vedere un mio disegno come copertina di un racconto. Per quanto riguarda le mostre invece io le trovo abbastanza inutili. Mi spiego: parlo almeno di quelle che si fanno in posti non adeguati, ovvero la maggior parte qui a Napoli. Penso che la visibilità si possa raggiungere tranquillamente anche tramite i social. Discorso diverso invece per le gallerie, con qualcuno che ti segue passo passo e ti aiuta a crescere la tua visibilità”.

Hai avuto una evoluzione nel tuo modo di disegnare?

“Assolutamente sì. Ad esempio ho fatto il corso di pittura con la professoressa Maria Cristina Antonini che mi ha indirizzato verso altri tipi di pittura, non più figurativa. Nasco come iperrealista poi ho cambiato stile. Ho fatto le mie ricerche e finalmente ho trovato qualcosa che mi interessava maggiormente”.

Chi ti ha ispirata? Quali artisti hai studiato per arrivare a questo tipo di disegni?

“Come detto grazie a Maria Cristina Antonini ho iniziato a vedere l’arte figurativa sotto altri aspetti. Non più quindi come copia fedele della realtà ma proporre qualcosa che si trovi all’interno di me stessa. Ho provato quindi ad esternare questo. Considero il mio vero guru Egon Schiele, artista della secessione viennese. Anche però l’illustratore spagnolo, Daniel Egnéus, che ha visto i miei lavori facendomi i suoi complimenti”.

Il tuo futuro?

“Vorrei proiettarmi nel mondo della stampa o della fashion desing. Anche la pubblicità mi interessa. Nulla è escluso, diciamo. Tutto è arte“.

Andrea Piretti

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