L’ex cementificio di Sapri verrà definitivamente abbattuto

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Sapri. L’ex cementificio, definito “ecomostro”, verrà abbattuto al seguito dell’ordinanza firmata dal sindaco della città Giuseppe Del Medico.

downloadL’imponente struttura di cemento armato, fu costruita intorno agli anni ’50 con i contributi della Cassa del Mezzogiorno, e sarebbe dovuta essere lo scheletro di un’azienda per materiali edili ma il fallimento della ditta appaltatrice determinò l’interruzione dei lavori che non furono mai più ripresi.
In totale incompatibilità con l’ambiente naturale circostante, inutile e ovviamente inutilizzata, ha scatenato numerose polemiche da parte dei cittadini della città di Sapri e degli ambientalisti della zona, accompagnate da numerose promesse di abbattimento (purtroppo) mai mantenute.

Nel 2005 il giornale “l’eco di Basilicata” citava testuali parole: “E’ molto probabile che lo scheletro di cemento sarà abbattuto. La zona che costeggia la strada statale ospiterà strutture turistiche.”  Sono trascorsi 10 anni da allora e nulla di tutto ciò è avvenuto. Si sono susseguite numerose campagne e proteste, ma di fatto, i desideri dei cittadini non sono stati esauditi e la situazione ambientale della zona versa ancora in uno stato degradante.

Addirittura nel marzo 2009, la struttura sterile si è aggiudicata il primo posto nel concorso fotografico a livello nazionale “Non solo Punta Perotti” che ha “premiato” i peggiori ecomostri d’Italia. Ciò non è stato abbastanza per attuare un cambiamento.
Altra tappa importante avvenne nel 2013 quando nella piazza del Porto a Sapri, fu firmato un protocollo d’intesa tra  Comune e società Club Tirrenico srl per l’abbattimento della struttura ex cementificio.

Si spera che questa sia l’ultima tappa della travagliata storia dell’ “edificio, finalmente è stata firmata l’ordinanza di demolizione
da parte del sindaco e la società Club Tirrenico, proprietaria della struttura, in caso di mancato mantenimento della promessa, sarà il comune stesso ad intervenite per abbattere la struttura con rivalsa di spese a carico della società.
Si spera di poter rivedere il sito di nuovo nel suo stato originario e far tacere finalmente le polemiche.

Nicoletta Crescenzo

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