L’agenda dei Beni Comuni e la sinergia tra le associazioni

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Per il quinto anno consecutivo l’agenda dei Beni Comuni torna in edicola e non solo. Difatti, grazie alla cooperazione tra le associazioni YaBasta! e Melagrana, l’agenda già da qualche anno ha fatto il suo ingresso nelle scuole, nelle case e nelle sedi dei movimenti. Quest’ultima prende forma, oltre che per la sinergia tra le due associazione, anche grazie a chi ha contribuito scrivendo percorsi di prossimità. Il tema dell’agenda è l’accoglienza riferendosi proprio a questo periodo in cui molti sono costretti ad abbandonare il proprio Paese. Infatti, le associazioni creatrici e collaboratrici di questo progetto ci spiegano che “una comunità giusta spezza il pane e non lascia annegare”.

A seguire l’intervista all’associazione YaBasta!.

Quando e come è nata l’agenda dei Beni Comuni?

“L’agenda dei Beni Comuni nasce nel 2012 sulla spinta del grande movimento dell’acqua pubblica a cui partecipammo e che rappresentò, almeno nel nostro territorio, un punto di partenza per declinare il concetto di Bene Comune. Da quell’idea provammo, assieme all’associazione Melagrana, a mettere assieme 12 parole vettori che rappresentassero dei Beni Comuni ( acqua, lavoro, giustizia, ambiente, solidarietà, solo per citarne alcuni) e chiedemmo a 12 associazioni impegnate su quei temi di scrivere dei testi partendo dalla loro esperienza quotidiana. L’esperimento riuscì e decidemmo di continuare a tessere questa tela fatta di pratiche sociali, relazioni, impegno e valori”.beni comuni

Qual è il vostro obiettivo?

“Il nostro è un triplice obiettivo: da un lato la costruzione di un momento di confronto sul tema dei beni comuni partendo dalle pratiche sociali. In questi anni quasi 50 associazioni hanno partecipato all’agenda dei Beni Comuni, da associazioni diffuse a livello nazionale come la Croce Rossa, Emergency, Libera, a realtà locali, fino ad intellettuali del calibro di Ascanio Celestini ed Erri De Luca. Insomma è una specie di tavola rotonda permanente sui Beni Comuni che ci accompagna per tutto l’anno. In secondo luogo la realizzazione di un prodotto editoriale che fosse pratico, professionale e intelligente. Perciò abbiamo scelto di inserire in ogni settimana dell’agenda citazioni e date da ricordare, pagine di note, esperimenti di scrittura creativa. Infine l’idea di creare uno strumento di autofinanziamento per le associazioni che lo realizzano, dalla nostra associazione che usa l’agenda per finanziare i percorsi di supporto scolastico gratuiti alle altre realtà che ne hanno fatto uno strumento di autofinanziamento per le proprie attività”.

Come si realizza la solidarietà dell’accoglienza a centinaia di kilometri di distanza dai conflitti?

“La solidarietà è innanzitutto verso i rifugiati e i profughi che intraprendono le epopee della speranza e spesso della morte per provare ad avere una possibilità di vita. Noi pensiamo che l’accoglienza sia oggi il bene comune fondamentale per contrastare i processi di imbarbarimento e i nuovi razzismi che avanzano. Poi bisogna cambiare le politiche europee. Per questo motivo assieme ad altre 60 associazioni abbiamo lanciato un’appello dal titolo “disarmiamo la guerra”, per chiedere una serie di misure per ridurre le estreme disuguaglianze che sono il fondamento dei vari fondamentalismi, per interrompere ogni rapporto con i paesi dove i diritti civili vengono calpestati e il sostegno a chi lotta contro i fondamentalismi, in primis i Kurdi e quindi la liberazione del presidente Ocalan, ingiustamente incarcerato nelle prigioni turche. Invitiamo tutti a leggere e sostenere quest’appello sul sito e a praticare l’accoglienza a partire dai propri quartieri, perché i migliori strumenti di integrazione sono da sempre il mutualismo e la solidarietà”.

Per ulteriori informazioni e per conoscere le ulteriori attività inerenti all’accoglienza svolte dall’associazione

Ilaria Cozzolino

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