La Campania stanzia 900mila euro per i rom, e scatta la polemica

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Campo rom
Campo rom

La decisione della Giunta regionale della Campania di stanziare 900.000 euro a favore della comunità rom di Giugliano suscita le forti polemiche dell’opposizione, e in particolare di Forza Italia.

Secondo quanto si legge in una nota della Regione Campania pubblicata ieri, le risorse, assegnate dalla Giunta De Luca in una specifica voce del Bilancio 2015 come finanziamento in quota parte, in seguito allo smantellamento del campo nomadi “Masseria del Pozzo” (già oggetto di un’ordinanza di sgombero da parte dell’autorità giudiziaria) saranno destinate alla realizzazione di un “mini eco-villaggio composto da 44 moduli abitativi per un totale di circa 260 persone da ospitare. Il comunicato annuncia, inoltre, che il piano abitativo sarà coordinato con una serie di ulteriori misure, per favorire l’integrazione della comunità rom nel tessuto sociale campano: saranno così elaborati progetti di scolarizzazione e socializzazione per le famiglie ospitate e i minori della comunità.

Il comunicato della Regione si è resa necessaria in conseguenza delle polemiche sollevate in particolare da Armando Cesaro, capogruppo regionale di Forza Italia, e da Salvatore Ronghi, responsabile delle politiche del lavoro di Forza Italia in Campania: secondo i due rappresentanti dell’opposizione in Consiglio Regionale, la Giunta assegna fondi cospicui ad una comunità che, negli anni, si è procurata da vivere illegalmente, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica, mentre dimentica di aiutare i cittadini del Napoletano, di cui è cronica la precarietà abitativa e la necessità di case popolari. “I giuglianesi – insiste Cesaro –  non meritano tutto questo”.

La nota però evidenzia come la delibera della Giunta è stata adottata sulla base di un progetto presentato dal Comune di Giugliano e già concordato con la Prefettura, in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica: il sindaco Antonio Poziello si è dichiarato soddisfatto dell’intesa raggiunta, che tra l’altro prevede che debba essere lo stesso Comune di Giugliano a sostenere le spese per la bonifica delle aree individuate per la costruzione del nuovo villaggio per i rom. Il primo cittadino ha infatti rimarcato come una decisione del genere non fosse più differibile, sottolineando che le condizioni igienico-sanitarie del campo di Masseria del Pozzo sono ormai insostenibili, con grossi rischi per la salute non solo dei rom, tra cui sono moltissimi i bambini, ma dell’intera cittadinanza. Inoltre, non va dimenticato che la zona in cui ormai da trent’anni sorge il campo è un’area industriale e di discariche a fortissimo impatto ambientale: le molte associazioni che si sono occupate, in questo lungo periodo, di promuovere i diritti dei rom (tra cui “Opera Nomadi”) hanno spesso denunciato le terribili conseguenze del continuo contatto con i veleni, tra cui la contrazione di gravi malattie e la nascita di individui affetti da handicap.

Oltre a costituire una potenziale “bomba igienico-sanitaria”, è indubbio che il campo rappresenti da anni anche un problema oggettivo di ordine pubblico, al di là delle sensazionalistiche dichiarazioni degli esponenti di Forza Italia. Le fabbriche della zona hanno spesso denunciato furti di rame e altri materiali; inoltre, i rom sono stati anche accusati di essere tra i maggiori responsabili dei roghi che avvelenano la Terra dei Fuochi. Lo stesso Presidente De Luca, al termine di un vertice con il Ministro dell’Interno Alfano e la Prefettura, qualche mese fa aveva annunciato lo smantellamento del campo entro ottobre, allo scopo soprattutto di limitare il fenomeno degli incendi, auspicando la “mano pesante” dello Stato in proposito. Ebbene, anche se con un po’ di ritardo, alla linea dura è stata affiancata una politica di spesa regionale che si propone non solo di eliminare il campo di Giugliano, ma anche di promuovere una progressiva integrazione dei rom. Si spera che l’idea possa avere maggior successo di sgomberi forzati o altri provvedimenti repressivi: anche perché progettare l’integrazione di una comunità, come afferma il sindaco Poziello, non solo è lo strumento per restituirle dignità, ma anche per poi pretendere legittimamente da quella il rispetto dei principi di legalità e del vivere civile.

Ludovico Maremonti

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