Il Capodanno nel mondo e le sue origini

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Capodanno
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CapodannoLa celebrazione del  Capodanno costituisce una delle festività più note e diffuse in numerose parti del mondo. Eppure, non tutti sono a conoscenza di quali siano le origini e le diverse usanze legate a tale ricorrenza nelle culture diverse da quella occidentale.

Le radici della celebrazione dell’inizio di un nuovo anno mostrano di essere molto lontane nel tempo.

E’ necessario risalire sino all’epoca degli Antichi Romani per incontrarne la nascita. Fu infatti il celebre condottiero Giulio Cesare a decretarne l’origine, promulgando la creazione di un nuovo calendario; esso fu definito, appunto, Giuliano e fissava all’inizio del mese di Gennaio il principio del nuovo anno. L’usanza di effettuare i festeggiamenti in tale periodo pare coincidere con le festività dedicate al dio romano Giano, dal cui nome risulta appunto quello del primo mese dell’anno.

Precedentemente, il Capodanno veniva celebrato in maniera diversa dai vari popoli, a seconda di quelle che costituivano le loro diverse tradizioni. Testimonianze di celebrazione del Capodanno sono state riscontrate presso le più svariate civiltà, da quella babilonese a quella celtica, sino alla civiltà anglosassone, che fissarono l’origine del nuovo anno rispettivamente al termine dei mesi di ottobre e di marzo.

La liturgia cattolica si lega alla festività del Capodanno, rendendola anche una celebrazione di carattere ecclesiastico, da quando nel 1691 Papa Innocenzo XII decretò il 31 dicembre il giorno in cui  la Chiesa Cristiana celebra la memoria di San Silvestro, il Pontefice noto per aver condotto al battesimo l’imperatore Costantino. Tale circostanza ha assunto un’importanza straordinaria nella storia, in quanto ha determinato il transito dell’antica civiltà Romana dalla religione pagana a quella cristiana.

A partire da questa storica occasione, il Capodanno, dal suo stato originariamente laico e pagano, si è tramutato in una ricorrenza cattolica e in quanto tale, risulta attualmente celebrata in numerose culture.

In precedenza vi erano numerose diversità locali legate alla data della celebrazione del Capodanno, che continuarono a perpetuarsi anche dopo l’adozione del calendario gregoriano. Dal 1691 con il papa Innocenzo XII e l’adozione universale del calendario gregoriano, il 1º gennaio come inizio dell’anno divenne comune nei Paesi Cattolici.

Del tutto singolare risulta il cosiddetto Capodanno lunare, tipico della cultura cinese, festeggiato oltre che in Cina, anche in numerosi altri Paesi dell’estremo oriente, come la Corea, il Vietnam e la Mongolia, cadendo tra il 21 gennaio ed il 19 febbraio.

Un caso particolare è poi costituito dal Capodanno Giapponese che viene celebrato il 1º gennaio di ogni anno sin dal 1873, seguendo il calendario gregoriano.  A mezzanotte del 31 dicembre, i templi buddisti in tutto il Giappone suonano le campane per un totale di 108 rintocchi, indicanti i 108 peccati originali nella fede buddista. I giapponesi, difatti, ritengono che il suono delle campane sia in grado di purificare l’animo dai peccati compiuti nel corso dell’anno che volge al termine.

Nella tradizione Islamica, invece, il Capodanno si festeggia durante il primo giorno del mese di Muharram e può corrispondere a qualsiasi periodo dell’anno gregoriano, in quanto l’anno lunare impiegato nel calendario islamico è di circa una settimana più breve dell’anno solare del calendario gregoriano, sicché il Calendario Islamico risulta posticipato di circa un mese ogni tre anni rispetto a quello gregoriano.

Se in Italia abbiamo quindi celebrazioni legate soprattutto a rituali scaramantici che spaziano dal consumo di cibi di buon augurio economico ad indumenti portafortuna, in altri Paesi occidentali, come la Spagna e la Grecia, vige la tradizione di mangiare chicchi d’uva, in sostituzione delle lenticchie italiane che assicurerebbero nuovi introiti economici.

Nella maggior parte dei Paesi dell’Europa orientale, vi è invece l’usanza di aprire la porta di casa a Mezzanotte per permettere all’anno nuovo di entrare con tutta la propria fortuna.

Pertanto, la festa del Capodanno, che talvolta pare ridursi alla stregua della consueta immagine fatta di lenticchie, cotechino, rimozione di oggetti vecchi ed inutilizzati, o indumenti intimi scarlatti, conserva invece una profonda ricchezza, che racchiude il fascino di secoli e secoli.

Giovanna De Vita

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