Inaugurazione delle Scale Troisi rinviata

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Vincenzo Troisi, fratello maggiore dell’attore Massimo Troisi, si è spento durante il giorno di Natale all’età di 66 anni dopo una lunga malattia. I funerali si sono tenuti nella parrocchia S’Antonio Abate di San Giorgio a Cremano con la partecipazione e il cordoglio di tutta la comunità. Erano presenti anche il sindaco Giorgio Zinno  e il corpo dei Vigili del fuoco, di cui Vincenzo Troisi faceva parte.

In segno di lutto, il sindaco Luigi De Magistris ha rimandato l’inaugurazione delle Scale intitolate a Massimo Troisi che si sarebbe dovuta tenere il 28 dicembre alle ore 10.30 a via Crispi. Dopo il tributo della città di San Giorgio a Cremano, che ha rinominato l’ex piazza Garibaldi in onore dell’attore, anche Napoli non poteva sottrarsi a questo dovere.

Sono passati più di dieci anni dalla morte dell’attore, avvenuta nel ’94, che si spense subito dopo le riprese dell’ultimo capolavoro, Il Postino, e ancora la città di Napoli non ha dato il suo contributo. Finalmente, grazie anche all’impegno delle Associazioni NapoliVivere e Uecap, l’iniziativa di intitolare le famose Scale dello ‘schizzo’ di Tonino, l’attore Lello Arena, nel film Scusate il ritardo, è andata in porto.

Le scene topiche del film furono infatti girate nei pressi di via Crispi e sono diventate famose per i pianti di disperazione del povero Tonino lasciato dalla fidanzata per uno svedese e del malcapitato Vincenzo, Massimo Troisi, che per  ascoltare gli sfoghi del compagno, in pieno inverno, si becca una febbre che da “38 e 1\2 scende a 36 meno 2”. Massimo Troisi è stato l’ultimo pulcinella, un pulcinella atipico, perché lui che era un napoletano atipico. Un amore sviscerato per le sue origini che riversava nella lingua napoletana, lingua madre che capivano tutti, senza bisogno di sottotitoli nei film o nelle trasmissioni in cui era ospite. Massimino, così chiamato dal suo amico e collega Roberto Benigni, faceva parte di quella schiera di nuovi artisti partenopei che hanno fattola storia della cultura napoletana moderna. La collaborazione e l’amicizia con Pino Daniele ne è una dimostrazione. La famiglia Trosi sarebbe stata presente all’inaugurazione delle Scale del 28 dicembre per officiare l’evento che, in seguito alla morte del fratello Vincenzo, è stato rimandato al 18 gennaio, sempre in via Crispi alle 10.30.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.

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