Paura e disagio alla Circumvesuviana di Napoli.

Questa volta niente ritardi, niente corse saltate, la colpa va ad un ordigno ritenuto inesploso, rivenuto in mattinata e notato da un passeggero che viaggiava in direzione Ercolano. Dato ancora il periodo di festa, la Circumvesuviana, tra l’altro considerata da Legambiente come la seconda stazione peggiore di Italia, era piena di turisti diretti come di consueto a Pompei a visitare gli scavi, e che purtroppo sono stati costretti a cancellare la visita.

Appena vi è stata la segnalazione, gli artificieri sono intervenuti trovando non uno, ma ben tre ordigni. Alcune ipotesi sostengono che le cosiddette “cipolle” siano state lanciate dai balconi li vicino: vi è la possibilità ma non c’è certezza. Dopo essersi accertati che non vi erano ulteriori ordigni, le corse hanno iniziato a riprendere verso le 13:00 assicurando i passeggeri che i congegni erano stati eliminati.

Per non creare ulteriori disagi, la cooperativa che si occupa del servizio trasporto turistico, la Vesuvio Express, ha accompagnato gratis i pendolari alla stazione Garibaldi. Episodio simile avvenne lo scorso 25 novembre, quando fu ritrovato un ordigno all’esterno di un edificio abbandonato a Torre Annunziata, accanto a cui è situata la scuola superiore di indirizzo tecnico “Cesaro” e appunto la Circumvesuviana. Le fonti riferiscono che nell’ordigno vi era nascosta della droga, molto probabilmente appartenente ai clan della zona. I viaggiatori vennero evacuati immediatamente e le corse furono sospese per due ore. Solo quando vi fu l’intervento degli artificieri, il tutto venne ripreso normalmente.

L’episodio di oggi, come quello di novembre, ha fatto pensare subito ad un attacco terroristico, ma ovviamente non è stato così. La polizia nel frattempo continua ad indagare.

Maria Baldares

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Classe 1996, nata a Napoli. Laureanda in Scienze della Comunicazione. Ha scritto per diverse testate online e cartacee. Attenta in particolare alle tematiche sociali, si occupa per Libero Pensiero News della sezione Territori.