“L’Inferno di Dante” al Museo del Sottosuolo di Napoli

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Dante
Dante

La cultura diventa protagonista assoluta degli spettacoli allestiti per salutare al meglio l’anno che è ormai terminato ed accoglierne il nuovo con entusiasmo. Si afferma in modo sempre più evidente nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano, la compagnia del Tappeto Volante, nota per lo straordinario successo legato alle numerose rappresentazioni messe in scena con abilità. La magnificenza delle grandi opere d’arte risulta senza tempo e ciò appare chiaro dallo straordinario successo che riscuotono tutt’oggi manifestazioni in grado di riportarne in auge la grandezza. E’ questo il caso di un capolavoro senza epoca come quello della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Dopo lo straordinario successo raggiunto attraverso la rappresentazione de “L’ Inferno di Dante”, diretto da Domenico Maria Corrado e portato in scena nell’ultima data di mercoledì 30 dicembre, esso torna ad allietare il pubblico partenopeo per festeggiare l’inizio del nuovo anno.

Versi impressi nella storia della cultura come passi indelebili nella costruzione di una delle opere di maggiore importanza nella storia della letteratura italiana, animano gli spazi del Museo del Sottosuolo in Piazza Cavour 140.

Dante
L’ Inferno di Dante

Dopo gli esiti positivi delle repliche di Natale, “L’Inferno di Dante” di Domenico Maria Corrado ha già risvegliato il sottosuolo partenopeo il primo dell’anno e si prepara a rifarlo stasera e domani 3 gennaio.

Protagonista dell’ ambizioso progetto è un gruppo fatto di giovani artisti, intenti a confrontarsi con alcune delle opere più complesse della letteratura classica, ed in grado di affrontare tale sfida con straordinaria capacità. È proprio in virtù di tale maestria che i precedenti spettacoli hanno consentito loro di catturare l’attenzione di numerosi visitatori, incantati dalle suggestive atmosfere della Prima Cantica della Commedia.

Perfetta appare l’ambientazione naturale, costituita dalle pareti di pietra del Museo del Sottosuolo di Napoli, luogo suggestivo ed unico nella bellezza della propria particolare conformazione. Non appare esservi sito più adatto delle cave grotte del sottosuolo partenopeo ad accogliere le anime dannate, fra le quali si snoda il percorso verso la catarsi del Sommo Poeta. Un antro naturale pronto ad accogliere gli spiriti nella punizione eterna per la loro perdizione, al di sotto di una suggestiva e nostrana Gerusalemme fatta di vicoli, violenza tradizioni folkloristiche che sanno al contempo di sacro e profano, ma anche di vitalità e cultura, quale si mostra Napoli. Il passaggio di cerchio in cerchio fino alle ultime bolge, è simulato e realizzato attraverso il transito in tre differenti ambienti, costituiti dalle sale che caratterizzano lo spazio del Museo, a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città.

L’opera si apre nella  “Sala Bianca”, dove Dante, in preda alla collera e al delirio del peccato, comincia il proprio percorso purificatorio in compagnia di Virgilio, che liberandolo dai tre simboli del peccato, la Lupa, la Lonza ed il Leone, permette al Poeta di incamminarsi verso la purificazione del proprio animo.

Dopo aver incontrato i protagonisti più noti dell’opera, fra il Traghettatore di anime dagli occhi di Bragia, Caron Dimonio, ed i peccatori più noti, come Paolo e Francesca, i celebri amanti uniti in eterno nella colpa del loro adulterio, la rappresentazione si sposta nella cosiddetta “Sala delle riggiole”. Altri mostri e personaggi leggendari attendono i due protagonisti: Cerbero, Pluto, le Furie faranno da sfondo al tormentato cammino di Dante e Virgilio sino all’ingresso alla città di Dite. Il pubblico sarà allora infervorato dalle tempestose parole di Farinata degli Uberti  e dalla straziante invocazione di Cavalcante Cavalcanti, eretici emersi dalle loro “archie infuocate” per incontrare il Poeta.

Reso con ingente maestria è il tragico scenario che vede protagonista il celebre suicida Pier Delle Vigne, che si presenta affermando, “ Uomini fummo, e or siam fatti sterpi”. Poeta e consigliere alla corte di Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, Pier Delle Vigne è mutato in un albero di Pruno straziato da tremende Arpie.

L’ultima sezione della rappresentazione viene allestita nella cosiddetta “Sala della guerra”, dove il Sommo Poeta e la sua Guida si confrontano con tre personaggi di straordinario spessore e fama imperitura: Ulisse, dannato nella sua fiamma eterna in compagnia del fedele Diomede, il Conte Ugolino ed infine, il Male oltre cui nulla esiste, Lucifero conficcato nelle viscere della terra, dalla cui sprofondamento nasce l’intero Inferno. Soltanto dopo aver attraversato il Male Assoluto, per Dante e Virgilio è possibile ritornare alla vita e uscire fuori “a Riveder le stelle”. Esito noto, eppure reso in modo struggente ed appassionato dalla capacità di giovani e talentuosi attori.

Per ulteriori informazioni: www.tappetovolante.org

Giovanna De Vita

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