Lo scorso 29 dicembre, il sindaco di Portici Nicola Marrone e il Presidente della Giunta Regionale hanno firmato l’atto aggiuntivo al “Più Europa”, il programma europeo che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vivibilità delle città campane.

Portici avrà quindi il suo lungomare, lungo circa 2 kilometri, che va dal Porto Borbonico del Granatello al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa e che unisce la città vesuviana a Napoli.

I lavori, cominciati già da qualche mese, procedono con l’obiettivo di completare il lungomare entro la stagione estiva.

L’Autorità Antitrust, lo scorso ottobre, aveva avviato un procedimento istruttorio nei confronti del Comune di Portici per accertare eventuali anomalie nell’appalto per il lavori sul lungomare, dopo l’esposto presentato dal Senatore Cuomo. L’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) ha però certificato la legalità e la correttezza amministrativa e il Tar ha bocciato il ricorso presentato dalla ditta arrivata seconda alla procedura di gara dopo che i lavori erano stati affidati alla ditta arrivata terza dopo le presunte irregolarità presenti nella documentazione della prima ditta. Non saranno quindi persi i fondi, anzi, a breve, verranno ultimate anche le altre opere finanziate da fondi europei come la riqualificazione dei tracciati viari di Corso Garibaldi e Via Università.

La firma dell’atto aggiuntivo al “Più Europa” ha coinvolto altre cinque città medie campane: Torre del Greco, Pozzuoli, Afragola e Cava de’ Tirreni, titolari come Portici di progetti finanziati con fondi europei superiori ai cinque milioni.

Il Sindaco si dice soddisfatto per aver recuperato i fondi necessari per la realizzazione del Waterfront, «un’opera strategica non solo per la nostra città, ma per un importate tratto di costa del Miglio d’Oro che unisce Portici con Napoli» perché «Portici punta sempre più ad inserirsi a pieno titolo nel circuito del turismo culturale». L’obiettivo della giunta, infatti, «è quello di restituire il mare ai cittadini dopo decenni di attesa e un lungomare degno di tale nome».

Sabrina Carnemolla