Maikol, l’ultima vittima della camorra

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Maikol, ultima vittima della camorra
Maikol, ultima vittima della camorra

Napoli – 31 dicembre 2015, poche ore prima della mezzanotte, quartiere Forcella, Piazza Calenda, è la caffetteria Splendore a macchiarsi del sangue di Maikol Giuseppe Russo.

Maikol, 27 anni, marito e padre di famiglia, aspettava che il fratello finisse il suo turno al bar dove lavorava quando quel proiettile gli entra nella testa e gli stronca la vita. Nessuna faida camorristica questa volta. Nessun tentativo di appropriarsi del lavoro di un onesto uomo per avvantaggiare i traffici illegali, come fu per Luigi Galletta. Luigi, 21 anni, meccanico, disse no alla camorra che voleva utilizzarlo per truccare i motorini e fu ucciso qualche mese fa, anche lui a Forcella. Questa volta però gli affari della malavita non c’entrano, questa volta è stata la “stesa”.

Come “da tradizione”, i boss usano festeggiare sfilando sugli scooter per il quartiere e facendo risuonare forte il suono degli spari delle pistole. Come cani, sembra vogliano marcare il territorio. Tre scooter, sei persone, lo scorso 31 dicembre, sparano all’impazzata in Forcella per richiamare il quartiere a festa per l’inizio dell’anno nuovo. E questa volta, come altri prima di lui, Maikol è stato la vittima della loro “stesa”.

“Abbiamo l’obbligo di rimanere sconvolti” indignata l’assessore ai giovani Alessandra Clemente si riferisce a Maikol, a Luigi, a Genny Cesarano, ma anche alla facilità con cui circolano le armi in città. Strumenti di morte, utilizzati come giocattoli: perché alcuni di quelli che le utilizzano sono in effetti bambini nell’età dei giochi; perché, come in questi casi, utilizzate come tali, per richiamare lo spirito della festa alla stregua di festoni e palloncini.

Questa volta è stato un gioco a togliere la vita ad un ragazzo, ma nel corso di questi mesi è stata un’altra faida camorristica ad affliggere i vicoli di Forcella e del centro storico. Da un lato il clan Giuliano, a cui ormai è rimasta solo la “paranza dei bambini”, dall’altro la famiglia dei Mazzarella, al centro il traffico di stupefacenti, di cui ovviamente si contendono il monopolio.

Oggi Forcella esplode. I cittadini, stanchi di dover temere di uscire dalle proprie case, gridano arrabbiati “Basta! Tutto questo non ha senso!”. E il presidente della Quarta Municipalità, Armando Coppola, risponde: ” Tutto questo avrà fine solo se si interverrà con atti concreti, ossia la presenza dell’esercito. Ma bisogna pianificare una nuova strategia: i militari devono presidiare i vicoli più a rischio del centro storico e polizia e carabinieri coordinare le attività di intelligence”. Il piano è posizionare forze armate a vigilare il “circuito della morte”: DecumaniForcellaSan GaetanoTribunali.

Ma non solo, continua Coppola: “Senza dimenticare che solo attraverso una seria attività di inclusione sociale e il coinvolgimento delle scuole si può vincere la camorra”.

Forze armate per difendersi, educazione e informazione per cambiare: la strategia per porre un argine a questo tsunami criminale.

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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