Real Madrid: esonerato Benítez, arriva Zidane

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Benítez

L’indiscrezione, circolata già dalle prime ore del pomeriggio e riportata dai più importanti quotidiani sportivi spagnoli, è stata confermata ed ufficializzata nella serata di ieri a seguito di una riunione d’urgenza convocata dallo stesso presidente Florentino Perez: Rafa Benitez non è più l’allenatore dei blancos. A sostituirlo sarà ora Zinedine Zidane, sino a questo momento allenatore della squadra primavera, il Real Madrid Castilla.

Si conclude bruscamente, dunque, il rapporto tra il tecnico spagnolo e la squadra da lui sempre tifata; dal giorno della sua presentazione al Santiago Bernabeu, dove un commosso Benítez  parlò di un “sogno che si avverava”, al pareggio di domenica scorsa al Mestalla di Valencia per 2-2, sono passati soltanto 7 mesi.  Il suo ritorno in Spagna – nella squadra in cui aveva militato da calciatore e svolto il ruolo di assistente, nel settore giovanile, di Vicente Del Bosque nelle lontane stagioni 1993/1994 e 1994/1995 – non ha però mai del tutto convinto i tifosi del Real. Sin da subito gli “aficionados blancos” hanno manifestato il loro scetticismo nei confronti del tecnico in arrivo dal Napoli, dove in due anni era riuscito a conquistare una Coppa Italia ed una Supercoppa lasciando però alcuni tifosi partenopei con più di qualche malumore.

Se si guardasse soltanto ai numeri, l’esonero sembrerebbe quasi ingiustificato: in 18 giornate di campionato le vittorie del Real sono state 11, i pareggi 4 e le sconfitte 3. In Champions League i Galacticos hanno dominato e vinto un girone non semplice,  con 19 goal fatti e solo 3 subiti (migliore attacco e miglior difesa della fase a gruppi del torneo al pari dei tedeschi del Bayern Monaco). In totale su 25 gare stagionali il Real ha perso solo 3 volte. Ciò che forse ha condannato all’esonero Rafa Benítez è stato il modo in cui queste sconfitte sono arrivate: la prima, l’8 novembre scorso in casa del Siviglia, in una gara che si era messa benissimo grazie al vantaggio siglato da Ramos, persa poi sciaguratamente nel secondo tempo a causa di un vero e proprio crollo fisico e psicologico dell’intera squadra. La seconda, e ben più grave, è stata quella nel Clásico giocato a Madrid il 22 novembre, nel quale uno straordinario Barcellona (privo per gran parte della gara anche di Leo Messi) surclassò a domicilio il Real imponendosi per 0-4. L’ultima sconfitta è quella del 13 dicembre scorso, per 1-0 sul campo del Villarreal. A pesare sull’esonero è stato però anche il clamoroso errore  commesso dallo staff tecnico del Real in occasione della partita di andata dei 32esimi di finale di Copa del Rey contro il Cadice: Cheryshev, calciatore acquistato nell’estate scorsa dal Villarreal, fu schierato titolare (segnò tra l’altro anche la rete del vantaggio) nonostante fosse squalificato. Gli avversari, in seguito al ricorso presentato alla Federazione Calcistica Spagnola, ottennero la vittoria per 3-0 a tavolino di quella partita, il passaggio del turno e la conseguente eliminazione della squadra madrilena dalla competizione.

La sensazione che si è avuta in questi mesi è stata molto spesso quella di un uomo lasciato solo al timone della nave, con uno spogliatoio completamente spaccato, in cui quasi nessun calciatore seguisse le direttive del tecnico spagnolo. Lo stesso accadde quando Rafa era alla guida dell’Inter del dopo Mourinho e anche nella sua seconda esperienza italiana, sulla panchina dei partenopei, in tanti hanno associato alcune pessime prestazioni della squadra a dei ”mal di pancia” nutriti da alcuni calciatori nei confronti del tecnico. L’ironia del destino ha voluto che l’ultima partita alla guida del Real, Benítez la disputasse proprio nel “suo” Mestalla, in quello stadio che è stato la cornice dei suoi primi grandi trionfi da allenatore: ben 2 campionati ed 1 Coppa Uefa conquistati sulla panchina dei “pipistrelli”. E i tifosi del Valencia non hanno dimenticato gli anni d’oro vissuti, ringraziando ed omaggiando il loro ex tecnico con uno striscione che così recitava: Rafa, grazie per averci regalato i migliori anni della nostra vita”.

Spetterà ora a Zidane farsi carico dei problemi del Real Madrid e cercare di riportare serenità in un ambiente che vive una situazione particolarmente delicata. Nessuna dichiarazione ufficiale invece è ancora stata rilasciata da Benítez, che saluta mestamente dopo soli pochi mesi la panchina, forse,  più importante della sua intera carriera.

Ugo D’Andrea

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