Smog: in arrivo una maxi sanzione per l’Italia

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A causa delle mancate misure per la riduzione dello smog l’Italia rischia una maxi sanzione da parte della Corte europea di Giustizia. La Commissione Europea si è decisa,infatti, a passare alla seconda fase della procedura di infrazione comunitaria con la richiesta di condannare il Bel Paese a pagare un’ammenda di oltre un miliardo di euro più eventuali sanzioni aggiuntive proporzionali alla durata ulteriore delle violazioni alla direttiva sulla qualità dell’aria.

L’UE aveva già condannato Polonia e Bulgaria a causa dell’eccesso di smog, ma il caso italiano era passato inosservato. I dati delle concentrazioni di gas inquinanti relativi agli anni 2013 e 2014 sono stati inviati solo il 30 novembre scorso con ampio ritardo rispetto alle scadenze imposte dall’Esecutivo europeo.

Numeri alla mano il nostro paese, a detta della CE, è reo di aver superato per oltre 10 anni la soglia massima di concentrazione di particolato Pm10 imposta dall’Unione Europea nel 2005 in tutta la Pianura Padana (Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto) e nelle città di Roma e Napoli.

Il coefficiente di gravità è il massimo possibile in quanto le violazioni minacciano direttamente la salute dei cittadini. La situazione nella Penisola in termini di morti attribuite all’esposizione al Pm10 e al biossido di azoto è la peggiore di tutto il continente: dai dati forniti dall’Agenzia europea per l’Ambiente è emerso che i decessi prematuri sono in media 84000 all’anno.

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Foto scattata nel vicentino.

La regione italiana maggiormente inadempiente è il Veneto. I piani d’azione per il rispetto delle soglie stabilite dalla direttiva non sono stati aggiornati dal 2006 e solo ora, vista la situazione critica, si sta muovendo qualcosa. Lo scorso 6 gennaio l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) del Veneto non riuscì a stabilire il livello effettivo di concentrazione del Pm10 per tutta la giornata perché era superiore al livello massimo di 350 microgrammi per metro cubo che le centraline possono registrare. A rischio anche il Piemonte giustificato però dalla presenza di montagne intorno alle città che ostacolano il ricambio dell’aria.

La Commissione europea ha aperto, inoltre, procedure d’infrazione anche contro altri 13 Stati membri per l’eccessiva concentrazione di polveri sottili: Belgio, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Ungheria, Lettonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovacchia e Slovenia. D’altronde con la salute dei cittadini europei non si scherza!

Vincenzo Nicoletti

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