Diritto alla vita negato all’ospedale cavese

0
125
Proteste ospedale Cava
Proteste ospedale Cava

È passato quasi un mese da quando i cittadini cavesi hanno iniziato a mobilitarsi e a protestare contro la chiusura dei reparti di ginecologia, ostetricia, radiologia e pronto soccorso h12 dell’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo: ospedale che soccorre non solo ed esclusivamente i 60mila abitanti cavesi, ma anche quelli provenienti da aree circostanti come la costiera amalfitana e l’agro nocerino sarnese.

Sebbene i cittadini continuino ad organizzare manifestazioni e a richiedere un’efficiente sanità pubblica, e dunque, un vero e proprio diritto alla salute, e sebbene il sindaco Vincenzo Servalli si sia impegnato a sostenere la lotta e a richiedere l’annullamento della chiusura dei reparti in questione, la situazione non sembra essere migliorata: anzi, sembra essere peggiorata, e continua a pesare sulla coscienza di ogni singolo cittadino.

Perché l’episodio avvenuto negli ultimi giorni ad una madre è un vero e proprio mattone sulla coscienza di ogni abitante cavese, e non deve rimanere isolato. Non sentendo più il proprio bambino muoversi nel grembo, la donna si era recata presso l’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo per sottoporsi ai controlli dovuti, ma ha trovato il reparto di ginecologia chiuso, vedendosi così negato il diritto alla salute e ad un’efficiente sanità pubblica. Arrivata all’ospedale Ruggi d’Aragona, in seguito ad uno spostamento fulmineo, i medici hanno sottoposto la madre ad un prelievo sanguigno e ad un’ecografia, grazie alla quale hanno potuto constatare la morte intrauterina del bambino. La domanda sorge spontanea: il bambino avrebbe avuto qualche possibilità di sopravvivenza se il reparto fosse stato aperto e avesse garantito alla donne le cure necessarie?

Questo non lo sa nessuno. Si sa però, che le ragioni economiche e di bilancio che vengono proposte da chi continua a tagliare, non possono essere una causa accettabile per negare ad un’intera popolazione il diritto alla salute, o come in questo caso, il diritto alla vita. È inaccettabile che la situazione della sanità continui a peggiorare e a diventare sempre meno stabile: è troppo chiedere un’efficiente sanità pubblica che tuteli e che sia al servizio delle esigenze dei cittadini? Sulla salute non si dovrebbero fare i conti in tasca a nessuno.

Ana Nitu

NESSUN COMMENTO