Smog e Bagnoli, fuoco incrociato su De Magistris

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Smog e Bagnoli, fuoco incrociato su De Magistris
Smog e Bagnoli, fuoco incrociato su De Magistris

È un inizio di 2016 difficile quello del sindaco di Napoli De Magistris, alle prese con le numerose critiche scaturite dalle sue scelte in tema di politica ambientale.

La decisione di revocare, in seguito alle prime piogge, l’ordinanza che aveva imposto il blocco alla circolazione delle auto ha esposto il sindaco alle polemiche provenienti da più fronti. Tra le voci più autorevoli ad esprimere forte dissenso nei confronti della gestione del problema inquinamento c’è stata quella del commissario straordinario per Bagnoli, Nastasi. In un’intervista pubblicata da “Il Mattino”, il commissario ha attaccato De Magistris, colpevole, a suo dire, di provvedimenti isolati ed inefficaci sul lungo periodo, che denotano mancanza di programmazione.

Pur ammettendo che i fondi anti inquinamento stanziati dal governo sono ridotti, ammontando a circa 12 milioni per tutto il Paese, Nastasi sottolinea che una gestione pronta ed attenta delle risorse possa consentire di superare i blocchi del traffico, che spesso si rivelano “palliativi”, “provvedimenti–tampone”. Proprio la questione dei fondi messi a disposizione dal Governo nazionale per l’ambiente consente a Nastasi, poi, di affondare ancora all’indirizzo di De Magistris, ritenuto colpevole di aver speso, in quasi 5 anni di amministrazione, solo 4,5 dei 46 milioni stanziati per risolvere la criticità di Bagnoli, definito “uno dei siti più inquinati d’Europa”. Vantando l’impegno per Napoli del Governo, che presto riverserà in città una vera pioggia di milioni (ne arriveranno 10 per la sola bonifica dell’amianto, mentre altri 50 saranno stanziati per l’area occidentale), Nastasi si augura un maggiore impegno del Comune nella “cabina di regia” per Bagnoli, auspicando proposte concrete.

Non può passare inosservato il vero e proprio giudizio politico del commissario per Bagnoli sull’operato del sindaco in materia di emergenze ambientali, nonostante Nastasi abbia comunque precisato di essere un tecnico, cui non spetta questo genere di valutazioni. Certo, tra il commissario (che è anche vicesegretario generale alla Presidenza del Consiglio) e De Magistris i rapporti non possono essere sereni, dato che il sindaco ha fatto di tutto per opporsi alla nomina, arrivando ad impugnarne l’atto e platealmente contestando l’iniziativa del Governo, denunciandone il fine politico, mascherato con una presunta necessità tecnica.

Il rapporto di De Magistris con altri interlocutori tecnici sui temi ambientali non è più fortunato. Anche il commissario straordinario dell’Arpac (l’agenzia regionale che, con le sue centraline in diversi punti della città, rileva il livello di polveri sottili presenti nell’atmosfera), Pietro Vasaturo, si è espresso negativamente sulla revoca del blocco alle auto: Vasaturo ha rimarcato che ha avuto poco senso adottare una decisione così importante senza disporre dei dati dell’agenzia successivi ai primi due giorni di blocco. Se il provvedimento originario del 26 dicembre, infatti, era fondato sui dati rilevati dall’Arpac, non si vede perché, prosegue il commissario straordinario, si sia basata la revoca non sullo stesso criterio scientifico, ma solo sull’arrivo delle prime piogge, che hanno depurato parzialmente l’aria. Senza mezzi termini, ma curiosamente anch’egli ribadendo comunque la propria qualità di tecnico, non interessato a giudizi politici, Vasaturo ha affermato che De Magistris “ha avuto troppa fretta. Ha sbagliato.

E il sindaco? La sua reazione agli attacchi non si è fatta attendere. All’indirizzo di Nastasi non ha rivolto parole concilianti, quando a Sky Tg24 ha dichiarato che “è venuto qui a fare politica, mandato da Renzi a espropriare il nostro territorio”, avvertendo poi che “non consentiremo a nessuno di mettere le mani sulla città, né a Nastasi né al presidente del consiglio”. In risposta al commissario dell’Arpac ha invece rivendicato in toto l’autonomia della decisione della revoca del blocco, determinata dalla capacità dell’amministrazione di monitorare “in tempo reale la città e non quando c’è l’onda mediatica o il protagonismo di turno”; sarebbe stata un’inutile compressione dei diritti dei cittadini insistere nel blocco, considerato anche che i dati dell’Arpac non sono pervenuti nei giorni di festa, quando, afferma De Magistris, è stato impossibile perfino “parlare con loro” (Vasaturo indica in alcuni problemi alla rete internet la causa dell’impossibilità di trasmissione dei nuovi dati, regolarmente raccolti anche nel periodo festivo).

Al di là delle polemiche e accuse trasversali, mentre l’opposizione cittadina “brinda” al polverone sollevato dalla decisione controversa del sindaco (Lettieri si è affrettato a parlare su Twitter di “figuraccia di De Magistris”), c’è spazio anche per un po’ di dietrologia. Se non è difficile evidenziare, in tempo di campagna elettorale, il valore politico dell’atteggiamento anticentralista del sindaco sulla questione Bagnoli, in merito alla revoca del provvedimento antismog molti hanno ipotizzato che questo, già applicato per andare incontro alle esigenze di un’opinione pubblica spaventata dalle polveri sottili, sia stato revocato principalmente per le proteste della lobby dei commercianti, imbufaliti per il calo di vendite in periodo di saldi, a causa dell’impossibilità per i consumatori di raggiungere i negozi senza le auto.

Ludovico Maremonti

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