Caremar: privatizzazione e licenziamenti

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Finisce male il 2015 e inizia ancor peggio il 2016 per i quattordici dipendenti della Caremar che sono stati licenziati in tronco.

Nonostante la protesta avviata il 31 dicembre alla Stazione marittima di Napoli dove gli ex dipendenti, tutti addetti alle biglietterie, si sono rinchiusi all’interno della struttura per rivendicare il proprio diritto al lavoro, il sindacato Orsa Marittimi ha proclamato uno sciopero di 48 ore per l’8 e il 9 gennaio con stop ai collegamenti marittimi con le isole di Capri, Ischia e Procida.

I lavoratori, nelle mani della società Travel Holiday che per molti anni ha accompagnato la compagnia per i servizi di biglietterie, hanno dovuto fare i conti con la privatizzazione della Caremar che, società da sempre pubblica, è passata nelle mani di Snav e Rifim pochi mesi fa.

L’avvocato Salvatore Ravenna, legale della compagnia, dichiara che il primo obiettivo è quello di “risanare i bilanci della nuova Caremar”; bilanci da risanare nonostante i 10 milioni di euro che per ancora altri nove anni la Regione Campania concederà alla compagnia, nonostante essa sia privatizzata e soprattutto, bilanci da risanare sulle spalle dei lavoratori licenziati e dei nuovi assunti.

I quattordici ex dipendenti , ai quali era stata promessa la continuità lavorativa, avuta in passato nonostante i molteplici cambi di gestione, hanno assistito con i propri occhi e sulla propria pelle non solo alle disastrose conseguenze di quel tanto decantato Jobs Act, ma alla distruzione delle proprie prospettive in men che non si dica.

I ‘vecchi lavoratori’ troppo onerosi per le casse della compagnia verranno sostituiti con giovani apprendisti, non solo assunti a costi inferiori ma con meno garanzie che mai. Sembra essere questa la prova evidente di una legge, il Jobs Act, che uccide i diritti dei lavoratori e che crea nuova posti di lavoro a discapito di altre persone. Per questo motivo gli ex dipendenti chiedono a gran voce un intervento non solo da parte della Regione Campania ma anche dello stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Il dramma che si presenta ancora una volta sotto i nostri occhi non è solo quello di quattordici persone che hanno perso un posto di lavoro, uno stipendio e quindi la possibilità di avere una vita degna di questo nome, ma quello di un governo che emana leggi, facendole passare per salvifiche e che tendono, invece, ad uccidere non solo ogni diritto ma a distruggere pian piano il nostro paese perché distruggono noi cittadini.

Alessandra Vardaro

1 COMMENTO

  1. Quel che è peggio è che si tratta, piuttosto che di una privatizzazione, di un “REGALO” di un bene pubblico, dunque di noi tutti, ai signorotti di turno che in cambio hanno supportato alcuni malavitosi nell’ascesa al potere nella istituzione Regione Campania…

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