Non uccidere è stata definita la serie Tv evento dell’anno.

Una rivoluzione totale per la Rai e per l’intero genere. Protagoniste Miriam Leone, Monica Guerritore e Thomas Trabacchi.

Non uccidere ha visto andare in onda le sue prime sei puntate su Rai Tre il venerdì sera da settembre ad ottobre, per poi fermarsi, proprio come è di consueto per le serie Tv americane, anche se non si tratta di una di quelle. Sabato 9 gennaio Non uccidere torna, sempre su Rai Tre intorno alle 21.50, subito dopo Che Fuori Tempo Che Fa.

Ogni episodio di Non Uccidere è costruito intorno a un’indagine chiusa: un caso verticale che riguarda un delitto in famiglia o, più genericamente, un delitto consumato dentro una comunità chiusa: un monastero, un quartiere a prevalenza musulmana, la scena omosessuale torinese e di cui si arriva alla soluzione a fine puntata. A condurre l’indagine è sempre Valeria, con il supporto di Andrea Russo, la sua “spalla”, efficiente e sempre operativo, e un gruppo ristretto di agenti: il “rookie” Luca Rinaldi e il veterano Gerardo Mattei. A capo della squadra Giorgio Lombardi, che si trova nella difficile posizione di essere sia il compagno di Valeria che il suo diretto superiore: una posizione che diventa particolarmente scomoda quando le intuizioni investigative di Valeria forzano le procedure. Se ogni caso è l’esplorazione di un piccolo sistema chiuso, parallelamente all’indagine viene raccontato quello stesso sistema attraverso tre punti di vista di personaggi che gli orbitano intorno. In ogni puntata, dunque, tre ulteriori storie che sfiorano l’indagine ma hanno, tutte e tre, uno sviluppo indipendente, che si apre e si chiude all’interno della stessa puntata. Tipicamente si tratta di parenti della vittima, o di sospettati: un vero e proprio coro laterale che accompagna lo spettatore lungo tutta la puntata e restituisce, alla fine, un ritratto tridimensionale della famiglia di riferimento della puntata.

Gli strumenti di Valeria? Un intuito investigativo che le permette di esplorare le scene del crimine arrivando quasi a immedesimarsi nella vittima. La sua debolezza? Non riuscire a staccarsi dal caso finché non è risolto. Le sue parole d’ordine? “Tutti mentono”. Specialmente negli interrogatori, che sono la vera arena psicologica in cui Valeria mette in campo la sua abilità di scavo nei cuori dei sospettati e, soprattutto, nelle loro menzogne.

E poi c’è l’altro versante della fiction, quello personale e privato.

La linea orizzontale di Non Uccidere racconta la complessa evoluzione del rapporto tra Valeria e sua madre Lucia appena uscita dal carcere dopo aver scontato la pena con l’accusa di aver ucciso il marito, che riverbera sulla protagonista, in una chiave più intima, il tema centrale della serie.

È un rapporto estremamente conflittuale, e inizialmente a senso unico: Lucia vorrebbe ricostruire un qualche tipo di familiarità con la figlia, mentre Valeria rifiuta in toto la presenza della madre nella sua vita, non perdonandole l’assassinio del padre e rinfacciandole di essere stata assente nei momenti più importanti della sua vita. Nel corso della serie, le due donne inizialmente estranee impareranno a conoscersi, a costruire un territorio di comunicazione condiviso, e una forma accettabile di vita quotidiana. Lucia però è una donna misteriosa che, anche lei, come i sospettati di Valeria, protegge le sue verità nascoste. Verità che, sotto lo sguardo analitico della nostra protagonista, non tarderanno a riaffiorare.

Non uccidere ha il sapore dei film classici di una volta, una sorta di Maigret dei giorni nostri. La cura, l’attenzione per il dettaglio, la quasi totale assenza della musica e l’ambientazione spesso cupa dell’hinterland torinese conferiscono a questa fiction un quid in più che la rende accattivante. Per non parlare della bravura di attori del calibro di Monica Guerritore o di Miriam Leone la quale è riuscita perfettamente a calarsi nella parte di una donna, Valeria, tormentata e quasi incapace di vivere la vita con leggerezza. Una donna dedita al suo lavoro, in grado anche di trascurare sé stessa, ma mai le sue indagini.

Appuntamento dunque con Non uccidere da sabato 9 gennaio, su Rai Tre, per un totale di sei imperdibili puntate.

Se vi siete persi le prime sei puntate della serie potrete rivederle a questo link.

Enrica Leone

CONDIVIDI
Articolo precedenteDomani i biglietti ANM costeranno solo 1 euro!
Articolo successivoCava, Il Forum Dei Giovani non rinuncia al Club Universitario Cavese
Mi chiamo Enrica Leone, sono nata a Lecco. Diplomata con maturità scientifica, ho intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza. Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinto ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza, per rendere i miei articoli ancora più miei. Una passione che mi ha portata a pubblicare pochi mesi fa il mio primo romanzo: Basta avere coraggio, presso la casa editrice Arduino Sacco Editore. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modo di raggiungere. Alla scrittura, da poco tempo ho affiancato il lavoro di organizzatrice di eventi di beneficenza ed assistenza alla comunicazione. Mi piace il contatto con il pubblico. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinchè il compito affidatomi possa venir portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario. Amo il cinema, la televisione (quella di qualità) e tutto ciò che ha a che fare con lo spettacolo ed è questo ciò di cui mi occupo.

NESSUN COMMENTO