Art Bonus, Salerno è alla ricerca dei mecenati

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Salerno aderisce all’ “Art Bonus”, progetto promosso dal ministero dei Beni e delle Attività culturali, che nato per contribuire al restauro dei patrimoni artistici su suolo nazionale, vede coinvolti l’Ordine dei Commercialisti, l’Unione dei Giovani Commercialisti, Confindustria, le Sovrintendenze Beni Culturali e Archivistica e la Fondazione della Comunità Salernitana.

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L’iniziativa “Art Bonus”, ai sensi dell’art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo“, introduce un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.

Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali (purché questi riguardino gli anni di imposta 2014,2015 e 2016) sotto forma di credito di imposta, con una detrazione fino al 65% dell’importo donato.

Le elargizioni liberali che possono essere effettuate sono di tre categorie:

  • Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici
  • Sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione
  • Realizzazione, restauro e potenziamento di strutture di enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo

Svariate sono le opere di proprietà del Comune che necessitano di un intervento di restauro, oltre la documentazione dell’Archivio Storico. (Documenti come i libri del catasto del XVIII e XIX secolo fino ai registri delle delibere comunali del 1808). L’individuazione è avvenuta confrontandosi con le funzionarie delle Soprintendenze di riferimento e il prezzo richiesto è il risultato di un’ indagine di mercato. I risparmi eventuali, dopo gli interventi di restauro liquidati, formeranno un fondo cassa sia per quei casi in cui il restauro è più costoso del previsto che per il restauro di pezzi non scelti o altri individuati con atti successivi. (Si darà, in ogni caso, immediata comunicazione al mecenate dell’utilizzo dei residui della sua elargizione liberale.)

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L’elenco stilato dalla Soprintendenza comprende in totale ben 48 “pezzi”, passando da spese minime per il restauro di quattro dipinti di 350 euro (Faraglioni di Capri- Anonimo, Cava di pietra con massi – Anonimo, Pastori – Anonimo, Alberi con vialetto e personaggio di lato – G. Esposito), ad un massimo di 90mila e 120mila euro, per il restauro di 2 sipari storici del Teatro Verdi: il Sipario del Morelli, e il sipario detto “Comodino”, entrambi risalenti al 1870.

Per informazioni di carattere generale: info@artbonus.gov.it

Teresa Manzo

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