Il Mondo in Questione

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il mondo in questione

Cari lettori, benvenuti al primo appuntamento della nuova rubrica geopolitica “Il Mondo in Questione”. Il proposito di Libero Pensiero News per il nuovo anno sarà quello di tenervi aggiornati e riassumere in pochi punti, di settimana in settimana, i fatti più rilevanti accaduti nel mondo a livello politico, economico e di relazioni tra Stati. Partiamo subito!

IRAN vs ARABIA SAUDITA – Dopo la totale rottura dei rapporti diplomatici tra il governo iraniano e quello saudita, seguita anche dagli altri Paesi alleati della monarchia del Golfo, tra cui Somalia, Sudan, Bahrain, Qatar e Gibuti, l’Iran ha accusato l’Arabia Saudita di aver bombardato la propria ambasciata in Yemen. Tuttavia il fatto è stato smentito da diverse fonti ufficiali. Il governo di Teheran, però, ha messo al bando tutti i prodotti sauditi e ha vietato ai propri cittadini i pellegrinaggi alla Mecca. L’astio tra i due Paesi è aperto da tempo, ma si è riacceso sabato scorso, quando Rihad ha causato 47 vittime, accusate di terrorismo, tra cui il religioso sciita Nimr al Nimr, la cui morte ha riacutizzato lo scontro tra sciiti e sunniti in Medio Oriente, che dura ormai da secoli.

KIM JONG-UN E LA BOMBA H – Immediate le reazioni degli USA alla notizia del presunto esperimento nucleare della Corea del Nord: «Viene condannata ogni violazione delle risoluzioni ONU», afferma il portavoce del Consiglio di Sicurezza statunitense. Anche il premier giapponese, Shinzo Abe, è intervenuto, dicendo: «Non lo possiamo assolutamente permettere e lo condanniamo fermamente». Si aggiunge al coro dei dissidenti anche la Cina, storica alleata della Corea del Nord, che si «oppone fermamente al test, realizzato nonostante l’opposizione della comunità internazionale».

TENSIONI IN VENEZUELA – Non comincia serena la nuova legislatura dell’Assemblea Nazionale venezuelana. In occasione dell’insediamento del nuovo parlamento si sono verificate aspre polemiche tra le forze politiche chaviste e le destre, che grazie alle elezioni dello scorso dicembre hanno conquistato la maggioranza dei rappresentanti. I deputati del Partito Socialista Unito del Venezuela hanno criticato, in particolare, la nomina del neo presidente dell’Assemblea, Henry Ramos Allup, designato dalla nuova maggioranza, a causa del suo passato politico nella Quarta Repubblica. Secondo fonti vicine ai chavisti, inoltre, Ramos, appena proclamato presidente, avrebbe dato la parola ad un esponente della sua formazione politica, violando il protocollo previsto dalla legge per la cerimonia di insediamento dell’Assemblea; avrebbe poi anche ordinato di rimuovere i ritratti di Bolívar e di Chávez dal palazzo parlamentare. Quest’ultima notizia ha provocato manifestazioni di piazza a Caracas.

STRAGE A MISURATA – Clima rovente in Libia: dopo gli attentati al porto petrolifero di Es Sider, che ha provocato ingenti danni, un camion bomba esplode in un centro di addestramento della polizia libica, causando la morte di 47 reclute ed il ferimento di altre 118. I feriti sono stati trasportati negli ospedali cittadini, ma molti hanno riportato ferite così gravi che risulta quasi impossibile riconoscerli. Questo è il più grave attacco bomba avvenuto dopo la caduta di Gheddafi. Nessuno ha ancora rivendicato l’attacco, ma è molto probabile che dietro l’attentato ci sia lo Stato Islamico.

SVEZIA E DANIMARCA SOSPENDONO GLI ACCORDI DI SCHENGEN – Dallo scorso 4 gennaio Svezia e Danimarca hanno ripristinato i controlli alle frontiere per fermare temporaneamente il flusso di migrazioni. I due Paesi scandinavi hanno sospeso il Trattato di Schengen fino al prossimo 14 gennaio. Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, a riguardo, ha dichiarato che «salvare Schengen è un dovere collettivo», mentre il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier opta per una soluzione comune, «affinché Schengen possa funzionare».

CALA L’ASPETTATIVA DI VITA IN MESSICO – Uno studio dell’Università della California di Los Angeles ha dimostrato come la durata media della vita in Messico si stia inquietantemente abbassando. I periodi di tempo comparati sono stati il quinquennio tra il 2000 e il 2005 e quello tra il 2005 e il 2010, e i referenti della ricerca sono stati i soli uomini dai 15 ai 60 anni. Nella passata decade (nella quale è stata combattuta un’importante guerra al narcotraffico) l’aspettativa di vita è calata in media di 6 mesi, ma in alcune località si è vissuto addirittura 3 anni di meno.

Hanno collaborato Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Giacomo Rosso, Valerio Santori

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