Cava dei Tirreni, crollo di un soffitto a scuola

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Un nuovo crollo edilizio nella provincia di Salerno, questa volta ad essere colpita è stata un’aula della scuola media “Giovanni XXIII”, l’episodio è avvenuto il giorno 9 gennaio 2016. A tal proposito il Comune ha indetto la chiusura dell’istituto fino a martedì 12 gennaio.

Questo nuovo anno solare si è aperto rovinosamente per l’edilizia scolastica salernitana: la scorsa settimana vi sono stati altri crolli, ricordiamo la scuola elementare “Vicinanza” il giorno 3 gennaio 2016  ( per leggere l’articolo in merito: Crollo scuola Vicinanza, Salerno  e, a distanza di appena una settimana, un altro crollo ha interessato la vicina Cava dei Tirreni.image

A dare l’allarme sono stati i collaboratori scolastici, i quali, si trovavano in loco per effettuare le dovute pulizie. Nel primo pomeriggio del 9 gennaio, circa un metro di intonaco è crollato sulla cattedra di un’aula del primo piano danneggiando un video proiettore. I collaboratori hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine, rivolgendosi ai Vigili del Fuoco dal distaccamento “Città” di Salerno, insieme ai tecnici del Comune di Cava de’ Tirreni ed al vicesindaco Nunzio Senatore. Fortunatamente non vi sono stati feriti.

Per precauzione il primo cittadino Vincenzo Servalli, dopo poche ore ha firmato un’apposita ordinanza sindacale con la quale decreta la chiusura dell’istituito scolastico “Giovanni XXIII” fino a martedì 12 gennaio 2016.
I lavori di manutenzione e di ripristino sono cominciati immediatamente grazie a squadre specializzate, composte dai tecnici comunali e da imprese locali.
Restano chiuse le 9 aule del primo piano dell’ala interessata dal crollo. Per non far perdere giorni di lezioni agli alunni, il sindaco ha proposto l’ipotesi del doppio turno, usufruendo del vicino Liceo Classico “Marco Galdi” o della scuola elementare “Della Corte” .

Si accende un nuovo campanello d’allarme per l’edilizia scolastica di Cava dei Tirreni e di tutta la provincia: ma tutti tacciono. Le istituzioni lasciano gli studenti in edifici che collassano e implodono su se stessi. In ogni caso, le vittime potrebbero essere o giovani studenti che si affacciano alla vita o lavoratori che svolgono le proprie mansioni.

Se succedesse una disgrazia, le istituzioni competenti prenderebbero dei provvedimenti per le strutture fatiscenti?

Nicoletta Crescenzo

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