NAPOLI – Giungono buone notizie dall’imperitura città di Pompei: pochi giorni fa, sono stati difatti avviati i lavori di recupero della cosiddetta “Schola Armaturarum Juventis Pompeiani” , meglio conosciuta come Casa dei Gladiatori.

La Casa dei Gladiatori in seguito al crollo
La Casa dei Gladiatori in seguito al crollo

Era il sei novembre 2010 quando l’edificio collassò tutto d’un colpo, lasciando increduli e amareggiati gli occhi del mondo intero. L’allora ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, addossò lo sconcertante crollo della Casa dei Gladiatori alle piogge che, ininterrotte ed abbondanti, avevano picchiato per giorni sugli scavi pompeani, provocando così lo smottamento del terrapieno attiguo all’antica costruzione. L’evento fu come una pugnalata mortale al cuore di un paese già altamente ferito, bisognoso più che mai di interventi concreti, volti a risanare piaghe rimaste troppo a lungo scoperte.

Dopo quasi sei anni e un susseguirsi di frane e cadute, finalmente a Pompei si può di nuovo parlare di restauri e recuperi: una squadra di esperti si è già messa all’opera per la fabbricazione di coperture che possano proteggere dagli agenti atmosferici le pareti affrescate originali della Casa dei Gladiatori, un tempo ospitante armature e trofei militari. Nel corso dei lavori, si valuterà tra l’altro la possibilità di riedificare le mura già andate distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, affinché la medesima Domus possa riappropriarsi degli originari volumi e di tutto il suo splendore.

L’intervento a favore della costruzione, dissequestrata nel dicembre scorso e dunque, nel periodo natalizio di forte incremento delle visite e delle entrate, costerà all’incirca 80mila euro. Le coperture temporanee saranno ali larghe tre metri, capaci di abbracciare il perimetro complessivo della Casa dei Gladiatori che verrà poi avvolta da un sistema di teli microforati di pvc. L’operazione rappresenta senza dubbio, soltanto il punto di partenza di un percorso di valorizzazione delle strutture e dei simboli portanti di un sito archeologico che, da solo, potrebbe sostenere la complessiva economia turistica della  Regione Campania.

Si spera quindi, nella promozione di numerose attività di manutenzione inerenti l’intera area di Pompei, serbatasi intatta per millenni: mediante le moderne tecnologie è ora possibile bloccare l’azione erosiva del tempo, evitando disastri prevedibili e disfatte irrimediabili. È bene aver cura di ciò che ci ha reso grandi nel passato e soprattutto di ciò che ci conferisce il dono dell’unicità nel presente.

Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno

Anna Gilda Scafaro

CONDIVIDI
Laureata in Lettere Moderne e specializzanda in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, sogno da sempre di tramutare la mia passione per la Letteratura in un mestiere. Mi emozionano la poesia, gli affreschi e le tinte rosate del tramonto. La scrittura è il mio rifugio, il mezzo con il quale esprimo liberamente la mia essenza e la visione che ho del mondo. Attualmente coordino la sezione Cultura di Libero Pensiero News.