Golden Globe 2016, antipasto da Oscar

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Nella serata del 10 gennaio si è tenuta la 73° cerimonia dei Golden Globe al Beverly Hills Hotel in California.

Che questo premio rappresenti il vero e unico antipasto in attesa degli Oscar Accademy è cosa certa ormai. Non tutte le previsioni della vigilia si sono rivelate corrette e molti sono tornati a casa delusi dalle assegnazioni dei premi.

Il grande vincitore è stato sicuramente Alejandro González Iñárritu che con la pellicola Revenant – Redivivo porta a casa tre globi d’oro: miglior film drammatico, miglior regia (l’anno scorso gli era stato preferito Richard Linklater) e miglior attore in un film drammatico (Leonardo DiCaprio). Per il divo statunitense questa vittoria, non la prima  in questa categoria (The Aviator, The wolf of Wall Street), potrebbe rappresentare finalmente il trampolino perfetto per la tanta desiderata statuetta.

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A portarsi a casa invece due statuette sono stati: il fantasy di Ridley Scott, The Martian – Sopravvissuto (miglior film commedia e miglior attore in un film commedia cioè Matt Damon), e il biopic (ennesimo) su Steve Jobs (anche titolo del film) con miglior attrice non protagonista (Kate Winslet) e miglior sceneggiatura (Aaron Sorkin, già sceneggiatore di The Social Network e L’arte di vincere). Le migliori attrici (drama e comedy) sono invece rispettivamente Brie Larson (Room di Lenny Abrahamson) e soprattutto Jennifer Lawrance (Joy di David O. Russell) che in questo modo ha già la mano sinistra sul secondo Oscar.

Anche l’Italia può festeggiare grazie all’intramontabile Ennio Morricone che firma le musiche del nuovo film di Quentin Tarantino, The Hatefull Eight. Sylvester Stallone invece trionfa interpretando il suo storico personaggio Rocky Balboa, questa volta spalla del giovane protagonista Michael B. Jordan, nella pellicola Creed – Nato per combattere. Come da copione invece il capolavoro Pixar Inside Out prevale nella categoria miglior film d’animazione, battendo Il viaggio di Arlo (ancora Pixar) e il film in stop-motion Anomalisa di Charlie Kaufman.

Grande delusione per Carol di Todd Haynes che torna a casa a mani vuote pur partendo con ben cinque candidature, di cui due addirittura nella stessa categoria (Cate Blanchet e Rooney Mara, migliori attrici protagoniste). Anche The Danish Girl di Tom Hooper, grande favorito nelle categorie per gli attori, resta a bocca asciutta. Soprattutto Eddie Redmayne, con una performance ancor più straordinaria di quella che gli è valsa la statuetta l’anno scorso (La teoria del tutto). Nella categoria miglior film straniero, infine, trionfa l’ungherese Il figlio di Saul diretto da Laszlò Nemes.

 Andrea Piretti

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