Bagnoli, lo strappo di De Magistris

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Bagnoli, lo strappo di De Magistris

Il destino di Bagnoli resta terreno di scontro tra Governo, Regione, Comune di Napoli e società civile.

La nuova riunione della Cabina di Regia per Bagnoli, tenutasi giovedì 14 gennaio nella Prefettura di Napoli, è stata accompagnata dalle polemiche per la decisione del sindaco De Magistris, di non far presenziare alcun rappresentante del Comune al tavolo istituzionale.

Si conosceva già da tempo la posizione estremamente critica dell’Amministrazione nei confronti dell’organismo che, guidato dal Governo Renzi attraverso i suoi rappresentanti, il commissario straordinario Nastasi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti, si ripromette di risolvere finalmente il problema dell’area ovest di Napoli, dopo anni di incertezze e ritardi: perciò al tavolo decisorio, cui ha partecipato anche il Presidente della Regione Campania De Luca, ed altri importanti esponenti del mondo politico, culturale e sociale (Decima Municipalità, Comune di Pozzuoli, Università Federico II, Soprintendenza, Legambiente e Fondazione IDIS “Città della Scienza”) mancava solo il primo cittadino napoletano, che aveva comunque annunciato la sua assenza in una nota inviata al Presidente della Cabina di Regia su Bagnoli Claudio De Vincenti e rilanciata ieri da un comunicato stampa del Comune.

Nel documento si legge che, poiché l’Amministrazione “non condivide, sia nel metodo, sia nel merito, le modalità con cui si è svolta l’ultima riunione su cui l’Assessore Piscopo, con apposita nota della scorsa settimana, aveva manifestato il proprio dissenso”, a partire da ieri non avrebbe più partecipato ad alcuna riunione della Cabina di Regia. Sotto accusa, in particolare, l’assenza di contraddittorio nella riunione precedente, tenutasi a Roma, in cui, a detta di De Magistris, era mancata “ogni possibilità di discussione (e di eventuale dissenso) sui contenuti (…) delle iniziative che ha in campo il Soggetto Attuatore”, a causa di un’ esposizione sintetica e con l’ausilio solo di alcune slides dei progetti elaborati da Roma, impedendo “ogni obiezione di merito al Comune, così come, eventualmente, agli altri componenti della Cabina”.

De Magistris con la sua assenza ha voluto ribadire che, poiché su Bagnoli il Governo ha dimostrato che intende comunque giocare la partita da solo, per la città di Napoli è ormai inutile anche dialogare, peraltro nelle sedi e alle condizioni dettate da Roma.

Il rifiuto del sindaco di partecipare alla Cabina si dimostra coerente con la polemica intavolata da tempo con Renzi sul ruolo del commissario Nastasi, di cui è stato impugnato davanti al TAR l’atto di nomina.

Al vertice in prefettura il sindaco ha preferito la manifestazione che comitati e centri sociali hanno organizzato tra la Galleria Umberto e Piazza del Plebiscito: nel corso del suo intervento, De Magistris ha alzato ancor più i toni, accusando la Cabina di stare preparando un “’pacco’ molto pericoloso per la città”, che “apre le porte alla vecchia politica, agli affari e alla criminalità”, appellandola come luogo di “consorteria criminale; infine, si è detto pronto a riprendere il dialogo su Bagnoli una volta che Renzi l’abbia ricondotto sul “binario della correttezza”.

I toni piuttosto accesi della protesta dei movimenti per Bagnoli sono stati poi confermati da alcuni tafferugli scoppiati tra polizia e manifestanti, quando alcuni tra questi hanno palesato l’intenzione di irrompere in Prefettura; dopo una breve mediazione da parte dell’assessore comunale al Patrimonio Fucito e di dirigenti della DIGOS, però, è tornata la calma ed è stata consegnata ai funzionari prefettizi una lettera con alcune proposte programmatiche sviluppate dalle associazioni coinvolte nei cortei.

La presa di posizione di De Magistris ha rischiato di far passare in secondo piano i lavori della Cabina. Dal tavolo istituzionale sono filtrate innanzitutto le dichiarazioni, fortemente critiche nei confronti del sindaco, espresse da De Luca (secondo cui la scelta del primo cittadino è “una forzatura politica”, “una ricerca di contrapposizione con il governo nazionale”), ma anche quelle più o meno concilianti di De Vincenti (secondo il sottosegretario “la porta resta aperta” per il sindaco, le cui insinuazioni sulle “consorterie criminali” sono bollate però come una “battuta che si commenta da sola”) e Nastasi (“c’è sempre spazio per la collaborazione”). Tra una polemica e l’altra, si è riusciti anche a parlare di progetti concreti: si è discusso del destino della colmata, ancora in bilico tra rimozione e bonifica (previa valutazione costi/benefici e modifica del piano regolatore, vecchio ormai di 20 anni, che ne prevede la sola rimozione) e della futura destinazione dell’area, che, afferma De Vincenti, seguendo anche le indicazioni provenienti dalla società civile e dal mondo universitario e coinvolgendo anche Pozzuoli, sarà utile allo sviluppo turistico e culturale dell’intera città. Il progetto definitivo dovrebbe essere approntato entro il 30 marzo e dalla Cabina si assicura che non ci saranno ritardi.

Prossima riunione il 20 gennaio, a Roma. A quanto pare, ancora senza De Magistris, ovvero senza che sia anche Napoli a decidere del suo stesso futuro.

 Ludovico Maremonti

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