“Questione di appartenenza” tra i vicoli partenopei

0
229

Napoli – Ieri al museo Madre l’inaugurazione della mostra “Questione di appartenenza”. Nata da un progetto dell’artista Eugenio Tibaldi, e realizzata in collaborazione con i ragazzi del Liceo Giambattista Vico. 

L’artista, originario del Nord Italia, arriva qualche anno fa nella periferia napoletana, ma solo un anno fa si sposta nel centro storico della città. E nel 2014 prende forma il progetto “Questione di appartenenza”. Il Tibaldi indaga i vicoli, i bassi, gli “anfratti” del centro storico e ne rimane affascinato; comprende che quei luoghi non sono “luoghi di nessuno” senza regole, ma che hanno delle proprie regole interne basate sull’antica tradizione napoletana. 

Da lì la decisione di creare un’opera che riuscisse a mostrare quell’informalità, non critica ma positiva, delle antiche strade di Napoli e di farlo coinvolgendo gli studenti del Liceo Giambattista Vico

Insieme all’artista e al suo curatore, Fabrizio Tramontano, si affiancano 30 ragazzi e le insegnanti coordinatici del progetto, Luciana Soravia, Giovanna Pastore e Ileana Passerelli insieme alla direttrice scolastica, Maria Clotilde Paisio. 

Il lavoro di realizzazione di “Questione di appartenenza” dura un anno.

Il prologo è l’incontro tra il Tibaldi e gli studenti, in cui l’artista spiega il progetto e dà ai ragazzi le direttive sul lavoro da svolgere. Poi sono i ragazzi a scendere in strada: armati di smartphone a caccia dell’informalità, della particolarità partenopea tra “vic e vicarielli” del centro storico di Napoli.

Nelle quattro aree designate per la ricerca (Quartieri Spagnoli, Centro storico-Forcella, Sanità, Materdei-Montesanto) saranno i ragazzi a dover osservare, scrutare e trovare i dettagli, per poi fotografarli con il loro telefono (strumento richiesto appositamente per la sua non-professionalità, perché posseduto da chiunque, sottolineando anche negli strumenti di utilizzo l’idea di informalità). 

questione di appartenenza

Mostrare i dettagli di una Napoli troppe volte denigrata dai napoletani stessi, che camminano veloci senza più riuscire ad osservare la tradizione e apprezzare quella contraddittorietà, quell’informalità che sono l’elemento costituzionale della città. Questo lo scopo del progetto di Eugenio Tibaldi, e la volontà che siano proprio i ragazzi a riscoprire la bellezza di Napoli a volte dimenticata. 

Portoni dei bassi, tubature, edicole, cassette della posta, balconi, finestre sono i soggetti dei 24.ooo scatti, stampati su foglio unico di cui poi sono stati ritagliati gli spazi bianchi, per creare nell’esposizione un gioco di ombre sulle pareti.

questione di appartenenza “Questione di appartenenza”, con i cinque arazzi descrittivi, sarà esposto al primo piano del museo Madre (Sala delle Colonne) fino al 18 gennaio. Saranno proprio le studentesse del Liceo Giambattista Vico ad esporre la loro opera ai visitatori e non solo: i ragazzi del liceo hanno sposato il progetto scuola-lavoro e sono attualmente tirocinanti del museo Madre come guide di tutte le opere presenti nel complesso. 

Ieri l’inaugurazione, preceduta appunto da una visita guidata ad alcune opere esposte al museo Madre, scelte per pertinenza tematica (legate in qualche modo alla città di Napoli) e poi la presentazione del progetto che ha appassionato i visitatori, intrattenutisi in un lungo dibattito con gli studenti protagonisti che hanno raccontato ciò che  “Questione di appartenenza” gli ha donato.  

“Abbiamo scelto, ad esempio, le finestre, anche abusive, perché elemento di informalità: attraverso queste ogni palazzo era diverso dall’altro e potevamo vedere chi c’era in casa, cosa facevano le persone all’interno delle loro case. Questo non è possibile in altre città, come Milano, in cui i palazzi sono tutti uguali”, afferma una delle ragazze. Si riprende il concetto di eliminazione del confine tra pubblico e privato, interno ed esterno, cercato dal Tibaldi.  

Un progetto artistico che diventa anche sociale, mostrando il “caos funzionale e funzionante” del centro storico partenopeo, come afferma l’artista.

http://www.madrenapoli.it/eventi/eugenio-tibaldi-questione-di-appartenenza/

Lucia Ciruzzi 

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteMatierno, il fratello smentisce:”Le violenze non ci sono mai state”
Articolo successivoLettera contro la guerra
Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

NESSUN COMMENTO