Il Mondo in Questione

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Cari lettori, ben ritrovati al secondo appuntamento della nostra rubrica geopolitica “Il Mondo in Questione”. Anche stavolta cercheremo di riassumervi in breve gli accadimenti politici, economici o di relazione tra Stati più rilevanti dell’ultima settimana. Arriviamo subito alle notizie!

– BRUXELLES E POLONIA AI FERRI CORTI SULLO STATO DI DIRITTO

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Jarosław Kaczyński, presidente del partito polacco di maggioranza.

La Commissione EU ha adottato la procedura di tutela dello stato di diritto nei confronti del governo di Varsavia. Essa pone l’attenzione sui cambiamenti apportati dal nuovo governo alla Corte Costituzionale e al controllo governativo sui media pubblici. Gli avversari politici di Jaroslaw Kaczyński, presidente del partito Diritto e giustizia, di cui fa parte anche la prima ministra polacca Beata Szydło, lo accusano di voler abolire l’indipendenza della magistratura e la libertà di espressione. La procedura di tutela potrebbe portare,in caso di accertata violazione dei Trattati,alla sospensione del diritto di voto della Polonia in Consiglio.

– ACCORDO TRA I “GIGANTI” LATINOAMERICANI

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Susana Malcorra e Mauro Vieira, attuali Ministri degli Esteri per Argentina e Brasile.

Lo scorso giovedì i Ministri degli Esteri di Argentina e Brasile hanno firmato un nuovo accordo bilaterale che prevede misure speciali per ridare slancio alle relazioni tra i due Paesi. I temi abbracciati sono i più diversi,da quelli economici (industria, commercio, energia, trasporti, agricoltura) a quelli politici (narcotraffico, difesa, scienza e tecnologia, sicurezza frontaliera). Particolare rilevanza ricoprirà però un’intesa che riguarda il riequilibro della bilancia commerciale relativa al settore automobilistico, negli ultimi tempi sfavorevole a Buenos Aires: l’Argentina ha infatti importato dal Brasile un volume di beni per un valore eccessivamente superiore a quello delle sue esportazioni. Il riavvicinamento tra i due Governi si inserisce comunque in un più vasto programma di rilancio delle economie latinoamericane, da attuare attraverso la rivitalizzazione, stante una congiuntura economica particolarmente complicata, del MERCOSUR, l’area latinoamericana di libero scambio al cui sviluppo si è concretamente interessata anche l’Unione Europea.

– L’ULTIMA SFIDA DI OBAMA AI REPUBBLICANI

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Il presidente Obama durante il suo ultimo discorso alla nazione.

Il presidente Obama nel suo settimo e ultimo discorso sullo stato dell’Unione si è espresso con toni molto forti in merito all’escalation islamofoba che si sta manifestando in America come in molte altre nazioni del mondo. «Quando dei politici insultano i musulmani, quando una moschea viene assalita, o dei ragazzi sono vittime di bullismo, non siamo maggiormente protetti», ha proferito il presidente con tono di sfida, riferendosi indirettamente alla campagna elettorale dei repubblicani, guidati da Donald Trump, imperniata sull’intolleranza. Obama ha anche detto che chi parla di declino economico del paese «vende fantasie» e sulla debolezza denunciata sul piano geopolitico ribadisce: «Non è vero che i nostri nemici stanno diventando più forti. Restiamo il paese più potente al mondo».

– L’EBOLA È TORNATA IN AFRICA OCCIDENTALE 

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Medici in azione con tute di isolamento e maschere.

Poche ore dopo l’annuncio di giovedì dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla fine della diffusione dell’ebola in Africa occidentale, è giunta la triste notizia della morte di una persona in Sierra Leone a causa del virus. Il caso è emerso a Kambia, città al nord del paese, vicino al confine con la Guinea. Da quando è iniziata la diffusione del virus, in Sierra Leone sono morte circa 4mila persone, tutte colpite dalla stessa malattia. In tutta l’Africa occidentale, invece, sono circa 11mila i deceduti dal dicembre del 2013.  È importante precisare che affinché un paese possa essere considerato libero e sicuro dalla presenza del virus è necessario il decorrere di due periodi di incubazione, di 21 giorni ciascuno, a partire dall’ultimo caso di contagio accertato.

– L’IRAN CATTURA DUE NAVI USA, POI LE LIBERA

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I marinai statunitensi mentre erano in custodia da parte delle autorità iraniane.

Due navi statunitensi, con a bordo circa 10 marinai, sono state catturate dalla Guardia rivoluzionaria iraniana per aver violato erroneamente le acque territoriali iraniane. Tuttavia, subito dopo le scuse giunte dagli Stati Uniti, le autorità iraniane hanno rilasciato i marinai in acque internazionali. A rivelarlo è stata la televisione di stato di Teheran. L’episodio è stato al centro dell’attenzione della comunità internazionale, visti, comunque, i delicati rapporti tra USA e Iran, sia per l’accordo da poco raggiunto sul nucleare sia per la lotta che il governo iraniano conduce contro l’ISIS.

– L’ISIS COLPISCE GIACARTA 

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La polizia indonesiana in azione subito dopo le esplosioni e le sparatorie.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato avvenuto in questa settimana a Giacarta, in Indonesia. Le esplosioni e le sparatorie sparse per la città hanno provocato la morte di sette persone, tra cui i 5 attentatori, e circa 20 feriti stando a quanto riferisce Al Jazeera. È la prima volta, tra l’altro, che l’ISIS colpisce l’Indonesia, il paese che ospita più musulmani al mondo. Tuttavia, la polizia indonesiana ha arrestato tre uomini sospettati di essere legati agli attacchi avvenuti nella capitale del paese.

Hanno collaborato Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Giacomo Rosso, Valerio Santori

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