C’At accis à salut chiama a raccolta il popolo di Casalnuovo

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Il Mattino, la settimana scorsa, titolava ”Casalnuovo, qui i bimbi muoiono di più”.

Conosciamo tutti la ”terra dei fuochi” e sappiamo tutti che ci stiamo dentro. Sappiamo però che qui, i roghi, non sono all’ordine del giorno rispetto ad altri paesi. Noi, però, abbiamo una bomba. Abbiamo una raffineria, che smaltisce oli esausti, quelli che se li butti nel lavandino inquini, pensa bruciarli, che lavora petrolio e che è un sito a rischio di causare incendi rilevanti.
Abbiamo quest’impianto con 200 autorizzazioni, per anni hanno bruciato droghe sequestrate, armi vecchie che ci hanno regalato URANIO IMPOVERITO nei nostri cervelli, che può bruciare batterie al piombo, scarti chimici di laboratorio, ormai l’ho detto dieci, centro forse mille volte. E’ arrivato il momento di unirci, tutti! Senza pensare egoisticamente ”finchè stong buon ij” perchè lo ripeterò sempre, NESSUNO E’ IMMUNE. Questo paese ha perso tante persone, tanti, TROPPI bambini, questo non vi basta? Noi lo abbiamo sempre detto, se magari non ci credevate, adesso abbiamo i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità. E’ arrivato il momento dove tutti i Casalnuovesi ‘anna pusà chitarre e tammore, perchè sta musica, over ‘adda cagnà! Solo tutti quanti, uniti, possiamo vincere, però sta volta saremo irremovibili e sopratutto decisivi, e quando dico tutti, parlo proprio di tutti, dal giornalaio che ogni mattina legge titoli di morte, dal fruttivendolo che non sa cosa arriva sui suoi scaffali, dal pescivendolo che dalla sua bancarella ascolta attimi di vita di chi passa davanti alla sua bottega, dall’autista delle pompe funebri che è più occupato di un cantante di fama internazionale, dal prete che ha la chiesa sempre piena di pianti e odore di incenzo, dal ragazzo o ragazza che la mattina per dirigersi a scuola passa di fianco a uno sversamento illegale, dalla casalinga che pulisce cenere dal balcone mentre guarda una delle ”mamme della terra dei fuochi” in tv fino al medico curante, al farmacista che segna la ricetta o vende troppi farmaci chemioterapici.

Questo appello è davvero a tutti, a tutte le persone, a tutti i commercianti, a tutte le associazioni, a tutti consiglieri comunali, a tutti gli assessori, al sindaco, ai preti, alle mamme, ai papà, ai nonni, a chi si è rotto il cazzo, a chi ha fiducia nella lotta, a chi non ha fiducia nella lotta, agli studenti, ai miei amici e anche ai miei nemici. Noi siamo pronti a (ri)organizzarci, lo faremo domenica mattina alle 10.30 a P.zza Mafalda di Savoia (Casalnuovo) e da lì, tutti insieme dobbiamo partire. Grazie per chi ha letto, adesso è l’ora di metterci tutti in campo.

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