Serie A, il riassuntone della 20^ giornata

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Con la ventesima giornata ha inizio il girone di ritorno e, contemporaneamente, la classifica sembra quasi prendere una forma quanto mai definita. Il Napoli e la Juventus riscattano con una vittoria le debacle di venti giornate fa, quando esordirono in Serie A con una sconfitta a sorpresa, rispettivamente contro Sassuolo e Udinese. Oggi occupano il primo e il secondo posto in classifica, e sembra proprio saranno loro a scannarsi fino all’ultimo per il tricolore; anche perché le altre si fermano tutte. L’Inter, che fino ad un paio di settimane fa era da Scudetto, ad oggi è la squadra peggiore della Serie A e nel primo anticipo di sabato strappa all’Atalanta un punto fondamentale per la salvezza. Cogliere l’ironia, grazie. La Fiorentina, nel posticipo serale della domenica, viene battuta dal miglior Milan della stagione. Nonostante ciò, i viola riescono a conservare il quarto posto in classifica, in virtù del pari della Roma con l’Hellas, che conquista un punto inutile per la salvezza. A meno che in questa sessione di calciomercato non arrivino 3-4 giocatori di livello internazionale, sia chiaro. Ci prova il Frosinone a Torino, contro i granata, a conquistare qualche punticino e quasi ci riesce. Ma i padroni di casa, guidati dal nuovo tandem d’attacco Immobile-Belotti, hanno la meglio sui ciociari. Delle ultime tre, l’unica a conquistare punti è il Carpi, che con due vittorie consecutive (Udinese e Sampdoria) continua a lottare per la salvezza che sembrava impossibile fino ad un mese fa. Complice anche il Palermo, che nell’anticipo domenicale della mezza contro il Genoa fa indigestione di gol e che ora è a solamente +4 dalla zona salvezza. Al Bentegodi, Chievo ed Empoli, che la salvezza sembrano già averla conquistata – salvo disastri apocalittici – si spartiscono un punto ognuno.

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TOP 3

1 – Non ci sono più parole per descrivere il signor Gonzalo Gerardo Higuaìn. Ma “20 gol il 20 partite” credo possa bastare. Segna, trascina la squadra, incanta e canta. Con uno così, sognare è lecito. Se poi ci aggiungi una squadra dietro di tutto rispetto e uno dei migliori allenatori in circolazione, ecco che questi sogni possono concretizzarsi.

2 – Un gol di testa, che “un attaccante deve saper fare“, come ha dichiarato nel post-partita. Un altro in acrobazia,  splendido, che non ti aspetteresti da un attaccante che sfiora l’uno e novanta. Ma Leonardo Pavoletti quest’anno ci sta abituando all’impossibile: 10 gol in appena 13 presenze, per uno che è esploso un po’ tardi, ma che dà l’impressione di poter dire la sua per tanti altri anni. Magari a partire da quest’estate francese…

3 – Non essere considerati uno dei portieri più forti al mondo solo perché non si ha mai avuto la possibilità di giocare in Champions League, è davvero un peccato. Ed è anche per questo che Samir Handanovic quest’anno si è svestito dei panni da portiere e si è messo su quelli da santo, per riportare l’Inter nell’Europa che conta e mostrare a tutti il suo incredibile talento, anche al di fuori dei confini nazionali.

FLOP 3

1 – Andelkovic, Gonzalez o Goldaniga? Difficile scegliere. La difesa del Palermo anche questa giornata ci ha dimostrato come si fa ad essere una delle difese peggiori della Serie A – la terza, dopo Frosinone e Carpi, per l’esattezza. Tutti e tre ammoniti (Andelkovic addirittura espulso per doppio giallo), tutti e tre colpevoli della pesante sconfitta esterna del Palermo a Genova. Forse sarebbe il caso, per Zamparini, di pensare più agli uomini che scendono in campo, piuttosto che a quelli che siedono in panchina.

2 – Non sarà stato facile giocare in queste condizioni, con tutte le voci di mercato che girano e con i tifosi che sui social lanciano l’hashtag #PrayForGuarinInChina. Ma da tanto, troppo tempo ormai, Fredy Guarin non riesce a trovare un minimo di continuità e si contano di più le prestazioni mediocri che quelle quanto meno decenti. E, allora, i tifosi fanno bene a pregare.

3 – Un gol ogni 421 minuti in Serie A. Uno ogni morte di Papa, insomma. E infatti il buon Bergoglio, le poche volte in cui Edin Dzeko decide di fare qualche gol, si sente mancare. Uno dei peggiori in campo nel pareggio interno con l’Hellas: ha le sue palle gol, ma le spreca malamente. Se la Roma ieri ha perso due punti, è anche perché il bosniaco non ha ancora capito che queste partite tocca a lui deciderle.

IL GOL

https://www.youtube.com/watch?v=lf6k-3QAAkQ

LA COPERTINA

Come detto, se l’Inter è dove si trova, è anche merito suo. Siamo abituati da anni ormai a vederlo salvare l’impossibile, a parare rigori uno dopo l’altro. Ma così non l’avevamo mai visto: miracoli in acrobazia con tanto di cappellino, che andava di moda negli anni ’90. Il paragone con Benji Price è quanto mai scontato.

 

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Fonte: Gazzetta dello Sport

 

Marco Puca

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