Tornatore - La CorrispondenzaLa corrispondenza, 12° film del premio Oscar Giuseppe Tornatore, è una storia di una passione tanto breve quanto potente tra due persone.

Amy (Olga Kurylenko) è una studentessa di astrofisica fuori corso e una stuntwoman, innamorata e affascinata dall’eclettico professor Edward Phoerum (Jeremy Irons). Egli, dopo la sua prematura dipartita, riesce attraverso complicati e ingegnosi artifici a rimanere in contatto con la ragazza: messaggi di posta elettronica, lettere e filmati di se stesso continuano a raggiungere Amy ovunque lei vada. La presenza/assenza dell’uomo rischia però di aumentare il forte dolore che la donna prova per la sua mancanza.

Se con La migliore offerta Tornatore ha stupito tutti con un finale rivelatore e sorprendente, qui decide di stupire nello stesso modo dopo pochi minuti dall’inizio del racconto. La scomparsa di uno dei due personaggi principali stupisce e disorienta (in positivo) lo spettatore che però, resta ammaliato dalla complessa rete di corrispondenza che Ed ingegna. Le vite dei due personaggi sono svelate lentamente attraverso una forma diaristica cinematografica di ultima generazione. La tecnologia fa da padrona in tutti i sensi, ordina e gestisce le informazioni che l’autore centellina nel film.

Amy, che nasconde dentro sé un forte dolore legato al passato, è un personaggio completo e complesso. Il suo desiderio di sfidare la morte sui set cinematografici è un riflesso di quello che ha vissuto in passato. Proprio il legame tra il suo lavoro e il suo passato poteva (e doveva) non essere spiegato allo spettatore perché già chiaro e potente di per sé. La ragazza è circondata da altri personaggi che, in un modo o nell’altro, rappresentano per lei dei messaggeri. L’unico che non ha questo compito è Ottavio, interpretato da un Paolo Calabresi completamente trasformato, che traghetta (come un Caronte moderno) Amy verso l’isola di Borgo Ventoso (isola di San Giulio nel lago d’Orte). Questo luogo delle fughe d’amore dei due amanti, quasi sospeso e senza tempo, fa da sfondo alla maturazione della ragazza e ai primi segni di insofferenza nei confronti del gioco, a tratti sadico, di Ed.

Il regista siciliano è come al solito attento alla cura dell’immagine, al commento musicale e ai movimenti della sua macchina, sempre pulita e precisa. Si rivela però meno attento al ritmo del racconto che, in qualche punto, cala sensibilmente e nel finale si trascina dopo l’ennesimo struggente messaggio di Ed. La sua presenza virtuale rappresenta simbolicamente quello che succede alle stelle; dopo la loro scomparsa, si sa, esse continuano ad essere visibili. Ed, come chiunque vada via, anche senza i propri messaggi continuerebbe ad essere presente nella mente e nella vita di Amy, la quale come chiunque resti, cercherebbe in tutti i modi di elaborare il lutto. Raccontare un abbandono è sempre stato complicato per gli autori cinematografici, poiché parlare di un’assenza diventa pressoché impossibile con un mezzo che si basa essenzialmente sull’atto del mostrare. Tornatore ci riesce attingendo a piene mani nell’immaginario che ormai appartiene ad ognuno di noi e ci mostra come le persone, anche se a contatto per poco tempo, si influenzino tra di loro.

Andrea Piretti

NESSUN COMMENTO