Riscoperte rime italiane risalenti al Trecento

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Ritrovate Rime italiane alla Biblioteca Vaticana
Ritrovate Rime italiane alla Biblioteca Vaticana

Nelle ultime ore gioisce il mondo della letteratura: tramite il 39° volume della rivista “Medioevo Romanzo”, pubblicato la scorsa mattina, si apprende difatti la sorprendente scoperta di Maria Careri la quale ha fatto sapere di aver ritrovato oltre che dei testi di lirica provenzale anche delle rime italiane risalenti alla prima metà del Trecento.

La docente di Filologia Romanza dell’Università di Chieti-Pescara scrive così – è questo tra l’altro, il titolo dell’articolo uscito sulla suddetta rivista- una nuova pagina di lirica romanza mediante delle ricerche effettuate presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Le rime sono state rinvenute dall’ultima pagina di un manoscritto di carattere giuriudico, il Palatino latino 750: esse appaiono scritte su più strati e in momenti diversi, probabilmente tra la fine del Duecento e l’inizio del secolo successivo.

In particolare, sono state riportate alla luce quattro o cinque canzoni provenzali, una ballete francese, una ballata di Francesco da Barberino e  una serie di componimenti di lirica italiana trecentesca. Della ballata di Francesco da Barberino si era in verità già a conoscenza per mezzo però, di un unico ed incerto testimone; per quanto riguarda invece le restanti rime italiane, esse risultano essere dei veri e propri inediti: si tratta più precisamente, di liriche trascritte in un volgare dell’Italia Settentrionale di epoca medievale.

Senza dubbio è grande lo stupore dei ricercatori e degli appassionati: grazie alla scoperta della Careri è infatti possibile ritracciare con maggiore accuratezza il profilo della prima poesia provenzale, dando rilievo a determinati aspetti formali e contenutistici che precedentemente non sono stati presi in considerazione. Il ritrovamento appena annunciato dimostra inoltre, quanto sia culturalmente redditizio il minuzioso lavoro di indagine presso archivi e fondi bibliotecari: di certo tanti altri testi, di valore fondamentale per la ricostruzione della storia letteraria, sono ancora nascosti tra scaffali dimenticati e mura che sanno d’antico. Tocca quindi, proprio agli studiosi scovarli e far sì che i posteri possano incuriosirsi dinnanzi ai nuovi capitoli della letteratura e proseguire a loro volta, le ricerche: perchè si sa, d’imparare, o meglio di scoprire, non si finisce mai!

Fonte: Treccani Magazine

Anna Gilda Scafaro

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Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Anna Gilda Scafaro aspira a diventare una buona insegnante e una valida giornalista. Appassionata di scrittura e amante dei libri, nutre un forte interesse per l’Arte in tutte le sue sfaccettature più belle e complicate. Sogna di visitare i più rinomati musei europei e mondiali e di viaggiare alla scoperta delle storie più arcane e affascinanti che si celano nel cuore delle grandi e piccole città. Attualmente scrive per Libero Pensiero News, occupandosi della sezione Cultura.

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