Serie A Beko: a fatica Milano e Reggio Emilia, Cremona al fotofinish

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Dopo la pausa per l’All-Star Game della settimana scorsa, riparte il campionato di Serie A Beko. Nella sedicesima giornata, la prima del girone di ritorno, poche sorprese e tante conferme. La prima è quella dell’Olimpia Milano, che, pur senza Hummel, Sanders, Barac e Gentile, infortunato dopo otto minuti di gioco, vince a fatica l’anticipo del sabato contro una coriacea Aquila Basket Trento. Partita molto equilibrata con continui sorpassi da una parte e dall’altra, ma alla fine a deciderla è una tripla di Krunoslav Simon (20 punti con 5/10 da tre punti) ad una manciata di secondi dal termine. Per Milano ottima la prova di Milan Macvan, che chiude con una doppia doppia da 24 punti e 10 rimbalzi, mentre per Trento a nulla serve la stratosferica prova di Julian Wright (30 punti + 9 rimbalzi in 30 minuti di gioco).

Rimanendo in tema di squadre lombarde, vincono Varese, Cantù e Cremona. L’Openjobmetis sbanca il PalaMaggiò di Caserta vincendo una partita fondamentale per la conquista della salvezza. Sebbene fosse senza Cavaliero e Campani, Varese entra in campo con la faccia giusta, mentre la Juve, senza il suo leader Daniele Cinciarini, necessita di qualche minuto per entrare nel match. Grazie ad una stupenda percentuale al tiro da tre punti (10/20 a metà gara), Varese allunga sino al più sette (25-18), prima che salga in cattedra il lungo georgiano Nika Metreveli, che con sei punti in fila e sette rimbalzi catturati porta avanti Caserta all’intervallo. Nella ripresa, un parziale di 14-2 propiziato da Maalik Wayns (28 punti con 6/10 da tre punti) riporta avanti gli ospiti: Caserta non ci sta e con una grande prova d’orgoglio rimette in parità la contesa (61-61), ma nell’ultimo quarto è decisivo il parziale di 7-0 con il quale Varese sigilla una grande vittoria esterna contro una diretta rivale per la salvezza. Per Caserta ottima prova comunque della guardia Peyton Siva, che chiude con 24 punti, 7 rimbalzi e 5 assist. Cantù sbriga in maniera agevole la pratica Capo d’Orlando, all’undicesima sconfitta nelle ultime dodici partite. Partita sostanzialmente mai in discussione, che vede i brianzoli comandare dall’inizio alla fine contro una Betaland inerme ed incapace anche solo di abbozzare una reazione. Nel giorno dell’esordio degli ultimi nuovi acquisti Roko Ukic e Kyrylo Fesenko, l’Acqua Vitasnella chiude con 84 punti segnati e solo 56 concessi; sugli scudi Walter Hodge (18 punti + 6 assist) e Brad Heslip (16 punti). Più complicato il compito per Cremona, che vince contro la Dinamo Sassari complice un quarto quarto pazzesco da parte di Elston Turner, autore di 14 punti nella sola quarta frazione di gioco. Dopo una partita passata interamente ad inseguire, Cremona, sotto di dieci punti a cinque minuti dal termine della partita, rimonta furiosamente grazie ai canestri di Tyrus McGee (16 punti) e dello scatenato Elston Turner, che chiuderà con 28 punti. Sempre Turner sigla la tripla del pareggio (70-70) ad un minuto dalla fine, prima che Biligha segni il libero del sorpasso per la Vanoli. Nell’azione successiva, il nuovo arrivato Tony Mitchell fa due su due ai liberi e porta di nuovo avanti il Banco: a cinque secondi dalla fine, il solito Turner segna il canestro della vittoria per Cremona, che fa esplodere tutto il PalaRadi. Brutta sconfitta della Dinamo, che si lascia sfuggire dalle mani una vittoria che sembrava già in cassaforte.

Serie A Beko
Elston Turner, grande protagonista della vittoria di Cremona

Vince soffrendo nel finale la Reyer Venezia contro una Virtus Bologna mai arrendevole. Dopo un primo tempo dominato dai padroni di casa (41-28) grazie all’arma principale dei ragazzi di coach Recalcati, il tiro da tre punti -9/19 a metà gara-, nel terzo quarto l’Obiettivo Lavoro ricuce tutto lo svantaggio e passa addirittura al comando complice un parziale di 26-10. Nell’ultima frazione di gioco è battaglia vera, con entrambe le squadre che si affrontano a viso aperto alla ricerca della posta in palio: la spunta nel finale grazie ad una superba difesa la Reyer, che si riprende dalla sconfitta contro Avellino della scorsa giornata. Reggio Emilia non molla un centimetro e rimane al comando della classifica assieme a Milano grazie alla vittoria ottenuta contro Torino. La Grissin Bon fatica a scrollarsi di dosso gli uomini di coach Vitucci, che rimangono in scia ai padroni di casa grazie a Rosselli (20 punti) e Dawkins (12 punti): nel finale i canestri di Stefano Gentile (19 punti) e Polonara (14 punti) siglano il successo per i padroni di casa, che rimangono imbattuti tra le mura amiche del PalaBigi.

Pistoia espugna il PalaPentassuglia di un’Enel Brindisi sempre più in crisi, alla terza sconfitta consecutiva, la quinta nelle ultime sei partite. La Giorgio Tesi Group si rende protagonista di una gara accorta e senza sbavature al contrario dell’Enel, che invece è estremamente nervosa e poco lucida soprattutto in difesa. Pistoia chiude il primo tempo sul più otto (40-32), prima di dilagare sul più quindici nel terzo quarto complice il 4/8 nelle triple. Nel quarto periodo arriva la reazione di Brindisi, che con un parziale di 7-0 firmato Adrian Banks ritorna sul meno otto, prima che Pistoia decida di farsi del male da sola con due falli tecnici sanzionati rispettivamente a Moore e Knowles che portano Brindisi sul meno due (69-67) a pochi secondi dalla fine. Sul possesso più importante della serata però Banks commette infrazione di doppio palleggio, regalando di fatto la partita agli ospiti. Da segnalare per Brindisi nonostante la sconfitta la prestazione da 21 punti di Durand Scott. Nel posticipo dell’Adriatic Arena tra la Consultinvest Pesaro e la Sidigas Avellino hanno la meglio gli irpini, che colgono una preziosa vittoria esterna. Avellino consolida l’ottavo posto della classifica grazie ad una gara di sostanza, in cui a vincere è stato chi è risultato più lucido nei momenti conclusivi del match, e la Sidigas ci è riuscita. Quattro uomini in doppia cifra per i ragazzi di coach Sacripanti, capitanati dai 19 punti di Nunnally, mentre per Pesaro a nulla servono i 20 punti di Austin Daye.

Riccardo Gentilini

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