Campi Flegrei ed Ercolano nuovi musei autonomi

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Campi
Museo Campi Flegrei

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei e gli Scavi di Ercolano diventeranno musei autonomi.

Ciò è quanto annunciato dal Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini alle Commissioni culturali di Camera e Senato. Dopo aver reso già venti poli museali siti di autonomia, il Ministro ha comunicato l’imminente obiettivo di puntare su tale disposizione anche per altri dieci, affidati a direttori scelti con selezione di carattere internazionale.

Campi
Scavi di Ercolano

Oltre agli Scavi di Ercolano e al Parco dei Campi Flegrei, che riguardano da vicino il territorio campano, altri noti musei che otterranno l’ autonomia sono il museo Nazionale romano, il Parco Archeologico di Ostia antica, il Museo nazionale Etrusco, la Villa Adriana e  quella D’Este a Tivoli, e il Parco Archeologico dell’Appia antica. Sarà proprio quest’ultimo ad occuparsi di gestire la sezione che fa afferenza al territorio romano ed avrà, in aggiunta, l’obbligo di condurre una complessa funzione di coordinamento.

La riforma comporta pertanto, ingenti innovazioni che mireranno in primis a rafforzare i presidi di tutela i quali risulteranno in numero maggiore sul territorio. Essa apporta, quindi, ulteriori novità per i musei, ma soprattutto una rivoluzione nell’organizzazione della tutel, con l’arrivo di una Soprintendenza unificata per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il nuovo assetto del ministero con cui aumenteranno i presidi di tutela sull’intero territorio nazionale.

L’obiettivo è quello di garantire un miglioramento nel rapporto tra l’ amministrazione  ed i cittadini, facendo sì che le nuove soprintendenze possano configurarsi alla stregua di punti di riferimento costanti per un pubblico fatto sia di cittadini che di imprese, in modo da rendere possibile una riduzione dei tempi e dei costi burocratici.

L’accorpamento con l’aumento delle soprintendenze assicurerà un maggiore equilibrio in rapporto al singolo territorio preso in considerazione. A tal proposito, il Ministro Franceschini ha citato l’esempio dell’archeologia che dispone attualmente di 17 soprintendenze, sparse per tutta Italia; con la Riforma, esse saliranno a 39 alle quali saranno aggiunte le due soprintendenze speciali di Roma e Pompei.Entro febbraio si dovrebbero concludere le procedure di mobilità volontaria per lo spostamento del personale, per poi mettere a punto le nuove piante organiche.

Sale il numero degli uffici dunque, secondo un nuovo disegno di regolamento che tiene conto della dimensione del territorio, del numero degli abitanti e soprattutto dello spessore del patrimonio culturale.

Campi Flegrei ed Ercolano: nuovi poli museali di autonomia in Campania.

La Campania, in particolar modo è colpita da ingenti novità che riguardano da vicino il territorio dei Campi  flegrei e gli Scavi di Ercolano.

La scelta di optare per l’autonomia delle soprintendenze, in entrambi i casi rientra in un piano che mira a conferire una maggiore valorizzazione ai patrimoni considerati e ciò risulta palese soprattutto nel caso di Ercolano. Nota al pubblico come la seconda più estesa città sepolta dal Vesuvio, da sempre ha dovuto sostenere il peso di una minore risonanza in ambito turistico, per la maggiore notorietà della vicina Pompei.

Museo di Baia
Museo di Baia

Autonomia anche per il parco archeologico dei Campi Flegrei, che accorpa siti, quali il museo archeologico del Castello di Baia, l’area archeologica di Pozzuoli, il parco archeologico di Cuma e le Terme di Baia.Secondo tali disposizioni, i musei autonomi della Campania diventano sei, in quanto il polo di Ercolano e quello dei Campi Flegrei si aggiungono a quello del Museo di Capodimonte, amministrato da un direttore autonomo già dal 2015, assieme al Museo archeologico nazionale di Napoli, alla Reggia di Caserta e al Parco archeologico di Paestum. Tra le novità c’è anche il Complesso dei Gerolamini che entra a far parte del Polo Museale di Napoli.

L’intervento completa la riforma del Ministero e prosegue lungo il percorso di una più decisa valorizzazione del patrimonio culturale nazionale. Come ha dichiarato il Ministro, la Riforma mira a stimolare e a condurre in modo determinante “Ancora un passo avanti nella riorganizzazione del MiBACT”

Giovanna De Vita

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