Il Mondo in Questione

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il mondo in questione

“Il Mondo in Questione”, la rubrica geopolitica di Libero Pensiero News, vi dà il benvenuto al terzo appuntamento. Anche per questa settimana cercheremo di riassumervi in breve le notizie politiche, economiche e di relazioni fra Stati più importanti, buona lettura!

INCONTRO INTERGOVERNATIVO TRA GERMANIA E TURCHIA SULL’EMERGENZA PROFUGHI

Emergenza profughi e lotta al terrorismo al centro dell’incontro intergovernativo tra Germania e Turchia tenutosi a Berlino venerdì 22 gennaio. Il premier turco Davutoglu e la cancelliera Angela Merkel hanno sottolineato l’impegno comune nella lotta alle migrazioni irregolari e ai trafficanti umani. La Merkel ha assicurato che i tre miliardi stanziati per la Turchia dall’Unione Europea per la gestione dei flussi migratori verranno versati, nonostante l’Unione consideri insufficiente gli sforzi fatti dal governo di Ankara. Il primo ministro turco ha inoltre dichiarato che «i colloqui di pace volti a porre fine alla guerra in Siria saranno un elemento chiave per arginare il flusso di migranti», riferendosi  alla conferenza per la Siria in programma il prossimo 4 febbraio a Londra che anche il presidente Barack Obama ritiene «un’occasione importante per risolvere la crisi umanitaria».

La Merkel e Davutoglu all'incontro intergovernativo tenutosi a Berlino sui migranti
La Merkel e Davutoglu all’incontro intergovernativo tenutosi a Berlino sui migranti

APPELLO DI VENEZUELA ED ECUADOR ALL’OPEC

Giovedì 21 i Ministri del Petrolio di Venezuela ed Ecuador, al termine di un vertice bilaterale, hanno rivolto un appello congiunto all’OPEC, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di greggio, affinché, di comune accordo tra i membri, si adottino misure concrete per porre fine alla corsa al ribasso del prezzo del greggio. I rappresentanti delle due Nazioni, i cui Governi sono da sempre molto vicini politicamente e le cui economie stanno soffrendo più di altre per la discesa del valore degli indici Brent e WTI, hanno annunciato che la fissazione di un prezzo di equilibrio che consenta a tutti i produttori di ottenere profitti maggiori è una misura non più differibile. Allo scopo di intavolare il necessario dialogo su questo tema, è stata auspicata da Caracas e Quito la convocazione di una sessione straordinaria dell’OPEC per febbraio: la riunione, alla quale secondo i ministri sarebbe positivo che partecipassero anche Stati estranei all’Organizzazione, avrà il compito di discutere e affrontare le cause maggiori della discesa dei prezzi, ovvero la fine delle sanzioni USA contro l’Iran e la sovrapproduzione da parte di alcuni Paesi del Golfo.

Venezuela ed Ecuador chiedono un intervento ai paesi dell' OPEC sui prezzi del greggio
Venezuela ed Ecuador chiedono un intervento ai paesi dell’ OPEC sui prezzi del greggio

UN NUOVO GOVERNO IN LIBIA

In Libia si è giunti alla formazione di un nuovo governo per l’unità nazionale, affidato alla guida del primo ministro, Fayez al Sarraj.
Attualmente il Paese ospita due governi distinti: quello di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, e quello di Tripoli a stampo islamista. I due esecutivi contano sull’appoggio delle varie fazioni che in Libia si sono formate in seguito alla morte di Gheddafi. Tuttavia, la speranza dei governi occidentali è che Fayez riesca ad unire il popolo sotto un’unica bandiera nazionale. Federica Mogherini, rappresentante dell’Unione Europa per gli affari esteri, ha dichiarato: «La Libia è a un punto critico ed è cruciale che tutti pongano gli interessi del Paese e della popolazione sopra a tutto». Anche Martin Kobler, inviato speciale delle Nazioni Unite, ha commentato la notizia e ha esortato il parlamento di Tobruk ad «approvare il governo» nei prossimi giorni.

Il primo ministro libico Fayez Al Sarraj
Il primo ministro libico Fayez Al Sarraj

SOMALIA, ANCORA UN BAGNO DI SANGUE

Diciassette persone morte: questo è il bilancio della strage compiutasi giovedì sera a Mogadiscio, quando un commando di miliziani di al Shabaab, gruppo molto vicino ad al Qaeda, ha fatto saltare in aria due autobombe.
Le forze di polizia sostengono che la prima autobomba sia stata fatta partire al calar del sole, mentre la seconda dopo circa un’ora. È stata proprio quest’ultima, esplosa davanti al Beach View Café, un ristorante sito su una delle più belle spiagge della capitale somala, a causare la morte dei diciassette civili.
Dopo le esplosioni l’esercito somalo è intervenuto tempestivamente, ingaggiando un violento scontro a fuoco con i miliziani islamisti che si è protratto sino alle 3 del mattino seguente, quando i fondamentalisti sono stati sgominati.

Le rovine di un hotel dopo l'attentato a Mogadiscio, in Somalia
Le rovine di un hotel dopo l’attentato a Mogadiscio, in Somalia

 

ATTENTATO IN UN’UNIVERSITÀ DEL PAKISTAN

Lo scorso mercoledì un gruppo di uomini armati ha colpito un’università nel nord del Pakistan, precisamente a Charsadda, causando la morte di circa 20 persone e una cinquantina di feriti. L’esercito pakistano ha annunciato che i quattro attentatori sono rimasti uccisi durante gli scontri a fuoco. Inizialmente l’attentato è stato rivendicato dai talebani, ma dopo qualche ora è arrivata la smentita da parte dei vertici dell’organizzazione, la quale ha negato ogni tipo di coinvolgimento dichiarando: «Chiunque abbia utilizzato il nome del TTP (Tehreek-e-Taliban Pakistan, ndr) per questa attività anti-islamica […] sarà punito in base alla Shariah». Così, a distanza di un anno dall’attentato nella scuola di Peshawar in cui morirono 150 persone, ancora una volta in Pakistan sono i giovani studenti le vittime sacrificali dei terroristi. A tal proposito è intervenuto il primo ministro pakistano, dicendo che «chi uccide studenti innocenti non ha né fede né religione».

 

Soldati all'ingresso dell'università di Charadda, in Pakistan
Soldati all’ingresso dell’università di Charadda, in Pakistan

LO STUDENTE AMERICANO DETENUTO IN COREA DEL NORD

Otto Warmbier è il nome dello studente americano arrestato dalle autorità nord-coreane. Non sono disponibili informazioni dettagliate sull’accaduto, ma recentemente un accenno di motivazione sembra essere stata rilasciata: la stampa di regime ha dichiarato che lo studente proveniente dall’Ohio sarebbe entrato nello stato asiatico spacciandosi per uno studente ma tramando segretamente contro l’unità del paese, con l’appoggio del governo americano. Una dimostrazione in più di quanto i rapporti tra Usa e Corea del Nord siano ormai ai minimi storici.

Kim Yong Un, dittatore della Corea del Nord e nemico degli USA

Hanno collaborato: Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Giacomo Rosso, Valerio Santori

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