Quarto, Mancini, Family Day: doppia morale di un perbenismo da nausea

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Il #brainch della domenica: Quarto, Mancini, Family Day
Il #brainch della domenica: Quarto, Mancini, Family Day

Cari lettori, raramente riusciamo ad assistere ad una paranza di idiozie da benpensanti nel giro di così pochi giorni. L’Italia del web, sempre così attenta e solerte nel sentenziare su tutto e il contrario di tutto, ha potuto illuminare del suo ipocrita splendore le pagine dei media e dei social network ed io, a fine settimana, mi ritrovo con un carico di lavoro così pesante da meditare di mollare tutto e andare a scrivere per Lercio.

Iniziamo da Quarto, amena e ridente cittadina in provincia di Napoli (no, non lo è per nulla, ma voi non lo sapete, quindi creo un po’ di atmosfera) che è diventata la Caporetto del Movimento 5 Stelle.

Rosa Capuozzo non ce l’ha fatta, ha dovuto cedere e dimettersi da sindaco. Si era già dimesso Giovanni De Robbio, consigliere eletto con i voti della camorra, ma a quel punto era troppo tardi: il meccanismo di purificazione era già stato avviato.

Ora, chi vive in Campania sa bene che quasi ovunque la camorra mette il suo zampino nelle sorti elettorali di ogni città. Chi credeva che il Movimento 5 Stelle ne potesse essere immune per un ingenuo sillogismo sloganistico, dovrebbe forse mettersi a cercare le pentole d’oro alla fine degli arcobaleni. Ma se l’onestà del Movimento si limita a questo, a scaricare politicamente ed umanamente un personaggio divenuto d’improvviso scomodo, in una pilatesca acrobazia di puritanesimo elettorale, non si riesce a scorgere questa presunta differenza etica che li aveva portati a definirsi addirittura eredi della questione morale di Berlinguer.

BrainchCiò che ha fatto il Movimento 5 Stelle, in realtà, è stato lavarsene le mani, e anziché affrontare la questione, fare finta di non esserne coinvolto. Una bella dimostrazione di maturità, accompagnata come sempre dal fanatismo del proprio elettorato che è riuscito nel giro di una rotazione terreste a roteare il proprio animo, dapprima difendendo a spada tratta il sindaco Capuozzo, quindi invocandone la gogna.

Ma i polpastrelli fini dei salotti borghesi hanno avuto un bel daffare anche nel districare la querelle tra gli allenatori di Napoli ed Inter, Sarri e Mancini. “Frocio, finocchio”, due giornate di squalifica, omofobo, razzista (?), poi Mancini che 15 anni prima aveva fatto lo stesso e quindi ipocrita, incoerente, vergogna.

Non s’è capito niente. E infatti nessuno ci ha capito niente, ma vuoi mettere l’occasione di fare un po’ di sana propaganda su questioni che accadono in ogni campo di ogni partita di ogni divisione, dalla Serie A ai campetti di terza categoria disegnati sull’asfalto? Ne cito due in particolare: il quotidiano Tuttosport, che ha avuto la spericolatezza di uscirsene con un titolone “Siamo tutti Mancini” che neppure dopo la strage di Parigi, salvo poi rimangiarselo il giorno dopo con profondo scorno; e Bassolino, che ha invitato il tecnico Sarri a partecipare al corteo “SvegliatItalia” di ieri a Napoli. Come se ad una manifestazione sui diritti civili (riuscitissima e partecipata, con nostra grande soddisfazione, nda) ci si andasse per ribattezzarsi agli occhi dell’opinione pubblica, e non per sincera convinzione.

Sono queste le strumentalizzazioni più vomitevoli di un’Italia incapace di vedere oltre il proprio naso, sempre in prima fila nel giudicare il prossimo e mai in grado di mettersi in gioco veramente. Bassolino ieri era al corteo, non so se Sarri abbia fatto lo stesso, ma la capacità di trasformare in campagna elettorale anche una discussione seria come uno scatto di civiltà lascia a dir poco inorriditi.

Ed a proposito di unioni civili.

Mentre tutta Italia si colorava di arcobaleno in nome di pari diritti ed uguaglianza, mentre una folla di circa un milione di persone dimostrava a chiare lettere che c’è un popolo molto più cosciente di vecchi conservatori che vorrebbero mettere i bastoni fra le ruote al DDL Cirinnà per salvarsi il posto in paradiso, a Milano il Pirellone si accendeva di luci che componevano la scritta “Family Day”. Chi a difenderla? Divorziati, separati, adulteri, pedofili e persone che credono nell’esistenza di un’ideologia gender: non credo ci sia bisogno di sottolineare altro.

A Maroni faccio comunque i complimenti, visto che capire quali luci lasciare accese è stato l’atto tecnicamente più complesso da quando governa la Lombardia, e chiudo lanciando un rimprovero, benevolo, a Papa Francesco, che in settimana ha esortato a “difendere la famiglia indicata da Dio”: caro Francesco, la famiglia indicata da Dio è quella in cui la sposa – minorenne – partorisce su concezione dello Spirito Santo. Non credi che se tutte le donne aspettassero di fare lo stesso, la specie umana si estinguerebbe molto prima che se permettessimo a due persone dello stesso sesso di unirsi liberamente?

Dai, ti voglio bene lo stesso.

Buona domenica, lettori cari, e al prossimo brainch.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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