Globe Italia: ”Salvare il clima vale 1,5% del Pil”

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Sono ormai mesi che il Governo discute della possibilità di raggiungere una crescita dell’1,5% del Pil nel corso del 2016. Ciò è possibile tramite politiche volte a favorire la lotta al cambiamento climatico che consentirebbero, oltre che a favorire la crescita economica, a migliorare la salute dei cittadini.

Ad affermarlo è l’intergruppo parlamentare Globe Italia in collaborazione con un gruppo di esperti che, a circa un mese dalla Cop21 di Parigi, si è riunito per discutere riguardo alcune priorità politiche per supportare il contenimento dei riscaldamento terrestre entro i 2 gradi.

All‘iniziativa dal titolo “Il clima dopo Parigi. Le politiche dell’Italia verso la decarbonizzazione”, organizzata presso la sala Aldo Moro a Montecitorio, hanno partecipato Stella Bianchi, presidente dell’Integruppo Globe, M. Felix Buttin, Consigliere dell’Ambasciata di Francia a Roma, Guglielmo Epifani, Presidente X commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Ermete Realacci, Presidente VIII commissione Ambiente della camera dei Deputati, Antonio Navarra, professore del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Focal Point IPCC per l’Italia, Carlo Carraro, professore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e vice presidente working group III IPCC, Riccardo Valentini, professore dell’Università della Tuscia e Consigliere Regione Lazio. Per il mondo delle imprese Roberto Potì, Comitato Esecutivo Edison Spa, Giovanni Tordi, AD Officinae Verdi; Aldo Di Carlo, Codirettore Polo Solare Organico della Regione Lazio (CHOSE). Le conclusioni sono state affidate a Gianluca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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Stella Bianchi di Globe Italia

Siamo a un punto di svolta cruciale verso un cambiamento che non ammette più ripensamenti. Lo storico accordo di Parigi chiama ogni paese aderente a serie e strutturate politiche di decarbonizzazione che per l’Italia rientrano anche in un impegno Ue a ridurre dell’80 per cento le emissioni di Co2 rispetto al 1990.” ha commentato il presidente del gruppo Stella Bianchi. 

Queste, invece, le parole dell’economista e docente universitari della Ca’ Foscari di Venezia Carlo Carraro: “Le politiche per il controllo dei cambiamenti climatici non solo producono un beneficio diretto perché evitano o riducono i danni ai nostri sistemi produttivi, soprattutto nel turismo e nell’agricoltura, ma chiamano investimenti che faranno da ulteriore volano di crescita economica per il nostro paese. Gli investimenti addizionali annui in mitigazione e adattamento sono dell’ordine dei nove miliardi di euro, soprattutto nel settore privato, con un effetto di crescita pari a circa un punto di Pil. A questo si aggiunge l’effetto dei danni evitati, stimabile in un altro mezzo punto di Pil all’anno”

Quattro i pacchetti d’intervento proposti per indirizzare gli investimenti privati alla lotta ai cambiamenti climatici:

  • Efficienza energetica: estensione dell’ecobonus ai condomini e agli alloggi di edilizia residenziale pubblica in modo da promuovere interventi su interi edifici e quartieri ottenendo così riduzioni di consumi intorno al 60 – 70%.
  • Fonti rinnovabili: è necessario riconvertire le centrali termoelettriche meno efficienti in centrali a energia pulita e promuovere investimenti nelle reti di distribuzione intelligenti.
  • Industria: per avere un ruolo di prestigio si devono valutare processi produttivi che sostituiscano il carbone con fonti meno inquinanti e investire nella decarbonizzazione di grandi complessi industriali come ad esempio l’Ilva di Taranto.
  • Mobilità sostenibile: dai recenti dati è emerso che gran parte dell’inquinamento è dovuta al traffico. Occorre, quindi, incentivare l’uso dei trasporti pubblici e modalità di spostamento ecologiche quali l’auto elettrica e la bicicletta.

 Una grande opportunità per il nostro paese, per investire in efficienza, in rinnovabili, in mobilità sostenibile, in riconversione dell’industria pesante verso un’economia più a misura d’ambiente, ma anche più forte e competitiva.

Vincenzo Nicoletti

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