Serie A, il riassuntone della 21^ giornata

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Abbiamo dovuto aspettare la bellezza di ventuno giornate per vedere “finalmente” la classifica allungarsi. Questo turno ci ha schiarito le idee, dopo le prime indicazioni arrivate nelle ultimissime giornate: è corsa a due per lo Scudetto, con tutte le altre dietro a scannarsi per il miglior piazzamento possibile in Europa; la solita storia, insomma. Eppure la matematica non condanna ancora Fiorentina e Inter, a -6 dalla vetta. Ma, in alcuni casi, la matematica è meglio metterla da parte. Napoli e Juventus corrono a ritmi troppo alti per le altre pretendenti, o presunte tali, al titolo: le vittorie con Sampdoria e Roma ne sono l’ennesima prova. Due gare difficili, dove sarebbe potuto arrivare un pari; e invece no, ecco un’altra vittoria, la quinta consecutiva per gli azzurri e l’undicesima per i bianconeri. Se non perdi partite del genere, sei chiaramente un gradino sopra agli altri. Tra quelle dietro, in lotta per un posto nell’Europa che conta, quelle messe meglio in classifica sono la Fiorentina e l’Inter. I viola ritrovano la via della vittoria, dopo due sconfitte di fila, contro un Torino piuttosto bruttino. Gli uomini di Mancini, invece, vengono beffati all’ultimo da un ottimo Carpi. Lasciamo da parte eventuali battute sulla lasagna indigesta e sugli effetti benefici della tisana al finocchio per curare la cattiva digestione. Sorte analoga per i cugini del Milan, che raccolgono un punto sul difficile campo dell’Empoli e restano ancora distanti dal terzo posto, occupato proprio dall’Inter: il derby della prossima giornata diventa di cruciale importanza, questa volta non solo per l’onore, ma anche e soprattutto per la classifica. Nelle zone basse della classifica, la situazione rimane pressoché invariata: incredibilmente, tutte racimolano punti. Uno a testa per Hellas, Frosinone, Carpi e Genoa, mentre Bologna e Palermo si tirano momentaneamente fuori dalla palude battendo rispettivamente Sassuolo e Udinese. Lo scontro di metà classifica, tra la Lazio nona e il Chievo decimo, vede trionfare i padroni di casa.

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Neanche l’Ikea sarebbe riuscita ad assemblare due pezzi così: Hiljemark e Quaison trascinano il Palermo

TOP 3

1 – Dio Zlatan è sicuramente fiero di loro: Oscar Hiljemark e Robin Quaison hanno incantato il Barbera di Palermo, tirando i rosanero fuori dalle zone scomode della classifica. Gol di Quaison e assist (di tacco) di Hiljemark, gol di Hiljemark e assist di Quaison. Palermo parla svedese per una notte.

2 – Riuscisse a tenere questi ritmi, probabilmente ci sarebbe anche la Lazio tra le pretendenti al terzo posto. L’abbiamo ben capito la passata stagione, le ultime prestazioni ce lo stanno ricordando: quando Antonio Candreva è in giornata, non ce n’è per nessuno. Due gol e un assist per lui, dito davanti alla bocca rivolto ai detrattori. Ma il miglior modo per mettere le critiche a tacere è sempre e solo fare il proprio dovere in campo, e lui c’è riuscito egregiamente.

3 – Non è stata sicuramente una delle sue migliori partite, certo. Ma Paulo Dybala stupisce anche per questo, l’essere decisivo anche e sopratutto nella partite più difficili. Juventus – Roma sembrava destinata ad un pareggio, e invece ci pensa ancora una volta lui a togliere le castagne dal fuoco. La rinascita della Juve è in gran parte merito di quest’uomo e il paragone con i grandi del passato non è più un’eresia, ormai.

FLOP 3

1 – Giornata d dimenticare per Edgar Barreto, principale artefice della sconfitta blucerchiata contro la capolista. Prima regala un assist perfetto ad Higuaìn – come se l’argentino avesse bisogno d’aiuto – poi provoca il rigore in modo piuttosto ingenuo. Il pubblico lo prende di mira e Montella ha il buon senso di farlo uscire dopo neanche un’ora di gioco.

2 – Di palloni giocabili gliene arrivano pochi, la sua squadra è in difficoltà e lui non riesce a rendersi utile. Di chi stiamo parlando? Sarà forse Icardi o Dzeko? Magari Berardi oppure Paloschi? O, perchè no, Dionisi? Beh, in effetti nessuno di loro ha passato proprio una bellissima giornata. Icardi si becca le (poco) celate accuse del suo allenatore, Dzeko continua la sua corsa per il Bidone d’Oro, Paloschi sbaglia anche un rigore. Insomma, è davvero difficile scegliere.

3 – Tocca involontariamente il tiro di Lazaar complicando l’intervento del suo portiere, gioca una partita piena di insicurezze ed errori più che evitabili. Così non va, caro Wague: mollo di nome e di fatto.

IL GOAL

LA COPERTINA

Giornata di dediche in Serie A. Solo applausi, per Mertens e Giaccherini.

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Fonte: pagina Facebook Serie A TIM

 

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Fonte: pagina Facebook Serie A TIM

 

Marco Puca

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