Alessandria eroico, ma vince il Milan

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Seguire ‎Alessandria-Milandirettamente dalla tana dell’Orso, in questa semifinale di andata di‪ Coppa Italia‬ che già sa di nostalgia futura grazie agli inaspettati exploits di Spezia, Carpi e appunto Alessandria, è stato un susseguirsi di emozioni forti.

Nella prima frazione di gioco si è visto un Milan poco incisivo, come ormai d’abitudine in questo periodo, mentre un Alessandria ben organizzato e con i reparti stretti prova più volte a rendersi pericoloso in contropiede, sfruttando sulle fasce le discese degli esterni Marras e Fischnaller, talentuoso attaccante altoatesino. Considerevole anche il tanto lavoro sporco svolto da Marconi, sceso spesso a centrocampo ad aiutare in copertura e cercare la sponda per i compagni sulle fasce: alla punta di scuola atalantina manca però più volte la mobilità necessaria per saltare l’uomo in dribbling e trovarsi a tu per tu con Abbiati.
La partita sembra procedere senza velleità, finché Mario Balotelli sciupa davanti al bravo portiere alessandrino Vannucchi il potenziale vantaggio concludendo con un pallonetto fuori misura.
Il gesto però in qualche modo attiva i rossoneri: è il 43′ quando Luiz Adriano si invola sulla fascia destra dell’Alessandria ed Antonelli riesce a penetrare in area, dove viene travolto con irruenza da Morero, poi ammonito; è calcio di rigore. Balotelli si incarica del tiro dal dischetto e freddamente porta in vantaggio i suoi poco prima dell’intervallo, che arriva senza recupero.
Nessun problema nei quarantacinque minuti iniziali per l’arbitro Irrati.

In avvio di ripresa i rossoneri sciupano il raddoppio a porta sguarnita calciando sopra la traversa, e probabilmente complice l’errore accusano il colpo, lasciando spazio all’Alessandria, che spinto dagli oltre 20mila dell’Olimpico di Torino cerca il pareggio.
Intorno al 62′ è proprio l’Alessandria a poter recriminare per un calcio di rigore non concesso: è evidente un tocco di mano di Zapata su un tiro di Fischnaller, ma l’arbitro Irrati non ravvisa irregolarità nella posizione del braccio del milanista. Vibranti ma inascoltate le proteste degli alessandrini in campo e sugli spalti.
Dieci minuti più tardi una doppia carambola su tiro di Poli porterebbe il Milan in vantaggio, se il subentrato Niang non coprisse la linea visiva all’estremo difensore Vannucchi, causando la non assegnazione della rete per fuorigioco attivo.
Al minuto 83 ancora occasione per il raddoppio rossonero, stavolta costruita in contropiede con Niang sulla sinistra, ma Vannucchi è bravo a sfiorare il pallone che colpisce così il palo più lontano, tenendo ancora in corsa i grigi di mister Gregucci.
Dopo 4 minuti di recupero, nei quali l’Orso tenta l’assalto ad un pareggio che non sarebbe stato immeritato, Irrati fischia la fine di una gara intensa.

I piemontesi, ben rappresentati dal migliore in campo Gianmarco ‪‎Vannucchi, portiere classe ’95 mandato in prestito dalla Juventus,‬ e da uno stremato pendolino di nome Manuel Marras, classe ’93 da seguire, non hanno affatto sfigurato ed escono applauditissimi dall’Olimpico, con ancora la possibilità di raggiungere la finale di ‪‎Coppa Italia‬ nel ritorno a San Siro il primo marzo.

Questo Alessandria, comunque vada la sfida alla Scala del Calcio, ha impartito una sonora lezione al costoso Milan di Sinisa Mihajlovic, al pubblico torinese che l’ha sostenuto ed a tutte le squadre di Serie A: spesso un po’ di organizzazione e tantissimo cuore, qualità che certamente non mancano all’undici piemontese, possono far diventare grande anche una squadra di Serie C, che compete ad armi pari con una grande, pur se appannata. Figurarsi cosa potrebbe essere un Alessandria milionario.

Simone Moricca

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