Cava, il corteo per il diritto alla vita finisce in parapiglia

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Cava corteo diritto alla vita
Cava corteo diritto alla vita

Da quando la lotta per l’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de’ Tirreni è iniziata l’8 dicembre scorso, i cittadini non hanno abbassato un momento la guardia.

Tra banchetti, raccolte firme e manifestazioni, hanno portato avanti ininterrottamente la battaglia per il diritto ad una sanità pubblica efficiente, e dunque, per il diritto alla vita. Dopo la chiusura del reparto di ostetricia che ha causato la probabile morte di un feto nel ventre della madre, la voglia di lottare si è accumulata, ed è scoppiata nella manifestazione non autorizzata di lunedì 23 gennaio.

Iniziata a Piazza Lentini, la manifestazione non autorizzata si è poi sparsa per tutta la città, bloccando le strade ed il passaggio dei mezzi di trasporto. Uniti e compatti dietro ad un unico striscione, i cittadini hanno messo da parte le loro ideologie politiche e hanno marciato accomunati da un unico obiettivo fino all’autostrada, dove hanno incontrato la resistenza del corpo di polizia; dopo aver tentato di strappare lo striscione dei manifestanti, che bloccava l’entrata dell’autostrada, è iniziato un parapiglia generale. Nell’atto di violenza sono state coinvolte un’infermiera dell’ospedale stesso, ed una studentessa minorenne del liceo Federico De Filippis.

La forma di protesta si è poi conclusa con un sit-in dei manifestanti, in particolare degli studenti, alla stazione di Cava de’ Tirreni, dove dopo un quarto d’ora di cori e dibattiti, il sindaco, Vincenzo Servalli, ha tenuto un discorso con i presenti.

“Vogliamo un incontro immediato a Napoli, organizzato dal comune con i rispettivi pullman. Abbiamo bisogno che De Luca scenda in piazza, proprio come è sceso durante il periodo della votazioni, prendendoci in giro. Siamo stanchi di fidarci dei politici che ci imbottiscono di bugie, perché oggi, in piazza con noi, mentre i ragazzi di 15 anni prendevano le mazzate da chi dovrebbe difenderci, non c’era nessun politico” hanno detto fermamente i cittadini presenti, dichiarando che se non fossero stati presi provvedimenti concreti ed immediati, avrebbero boicottato la festa di Montecastello. “Stiamo facendo il possibile. Ci organizzeremo per quest’incontro a Napoli” ha poi risposto il primo cittadino, ponendo fine alla manifestazione.

Ana Nitu

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