Il Mondo in Questione: abusi su migranti, attrito USA-Iran, confisca dei beni a rifugiati

0
152
il mondo in questione

Carissimi lettori, eccoci, come sempre, al consueto appuntamento con la rubrica Il Mondo in Questione, che Libero Pensiero News offre per una panoramica riassuntiva sui principali accadimenti politici, economici e di relazione tra Stati avvenuti nell’ultima settimana.

Siete curiosi allora di scoprire cosa è accaduto nel mondo durante gli ultimi sette giorni? Vediamo insieme!

 – ABUSI SUI MIGRANTI NEGLI USA

MONDO

Il Ministro degli Esteri del Guatemala ha richiesto al Governo degli Stati Uniti di fare luce su casi di presunti abusi verificatisi, a partire dal 2014, in territorio americano ai danni di minori guatemaltechi immigrati. Secondo il Ministro, le violenze sarebbero state commesse dai familiari o comunque dagli adulti che hanno ottenuto l’affidamento dei minori da parte degli uffici per l’immigrazione, subito dopo il loro ingresso in territorio USA: i giovanissimi migranti avrebbero poi subito gravi abusi di natura fisica, sessuale e psicologica. Il fenomeno dell’immigrazione dal Guatemala verso gli Stati Uniti di minori non accompagnati è purtroppo ordinario, ma nel 2014 assunse proporzioni senza precedenti; di recente, il Presidente ha intavolato una serie di iniziative, d’accordo con i governi guatemalteco, honduregno e salvadoregno, che servano a rimuovere le cause sociali ed economiche dell’immigrazione minorile.

– IL SUDAN APRE LE FRONTIERE AL SUD SUDAN

mondo

Per la prima volta, dal 2011, anno in cui il Sud del paese aveva dichiarato la propria indipendenza, sono state riaperte le frontiere fra i due stati. Il presidente sudanese Omar al Bashir quest’oggi ha firmato un decreto con cui è stata ordinata l’apertura delle frontiere ed ha inoltre dato mandato alle autorità competenti di prendere tutte le misure di sicurezza del caso. Il governo sudanese si è dichiarato soddisfatto per la decisione presa dai “vicini” ed ha inoltre dichiarato, attraverso il proprio portavoce, che tale iniziativa favorirà l’economia del giovanissimo stato e porterà ad una regolarizzazione dei rapporti tra i due paesi che, dopo la scissione del Sud, vivevano in un clima rovente.

– LA CINA RILASCIA L’ATTIVISTA SVEDESE

mondo

La Cina ha deciso di rilasciare Peter Dahlin, attivista svedese e cofondatore del Chinese Urgent Action Working Group, un’organizzazione che ha come scopo la tutela dei diritti umani. Dahlin era stato arrestato qualche settimana fa dalle autorità cinesi perché accusato di svolgere attività ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. “Non è stato rilasciato ma espulso […] Durante l’interrogatorio sui suoi sospetti crimini ha confessato”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli esteri cinese. I sostenitori dell’attivista svedese, però, hanno denunciato che la confessione di Dahlin, trasmessa dalla Cctv, televisione di stato cinese, sembrasse fatta sotto costrizione. A tal proposito è da evidenziare come molti governi occidentali e gruppi a difesa dei diritti umani hanno criticato l’uso della televisione per le confessioni degli imputati, pratica che va contro a principi importanti come il giusto processo e i diritti dell’accusato.

– SVEZIA E DANIMARCA ANNUNCIANO NUOVE RESTRIZIONI SUL FRONTE IMMIGRAZIONE

mondo
Il ministro dell’Interno svedese Anders Yegman ha confermato che è stato programmato un rimpatrio di massa di circa 60.000/80.000 richiedenti asilo. Per i rimpatri, che solitamente avvengono su aerei di linea, sarà necessario ricorrere ad aerei speciali ed essi avverranno nel corso di mesi. La risoluzione avviene in seguito a numerose pressioni esercitate sul governo svedese per l’evidente stato di sovraffollamento dei centri di accoglienza in uno dei quali, in questa settimana, è stata uccisa Alexandra Mezher, giovane volontaria nel centro per minori non accompagnati di Molndal. La nuova legge sull’immigrazione, varata dal parlamento danese martedì 26 gennaio, si aggiunge al profilo di restrizioni delineato dalla Svezia. Essa prevede l’allungamento fino a tre anni per il ricongiungimento familiare e la possibilità per lo Stato di confiscare i beni ai migranti per “contribuire alle spese di mantenimento e alloggio”. Sono esclusi dalla confisca i beni che hanno un “valore affettivo speciale” come la fede nuziale, mentre saranno oggetto di confisca tutti quelli con un valore superiore ai 1340 euro.

– ANCORA TENSIONE TRA IRAN E USA

mondo
Sono state trasmesse in settimana dalla tv di stato di Teheran le riprese molto dettagliate di una portaerei americana presente nel Golfo. Le riprese sarebbero state effettuate da un drone non armato, durante una esercitazione militare della Marina della Repubblica islamica. La data delle riprese non è stata ancora accertata, ma la loro finalità è ben nota a tutti: dalla firma del trattato sul nucleare i rapporti tra Iran e Usa si sono più che mai inaspriti e all’apertura del presidente Rouhani fa da contraltare la rigidità della popolazione e dei gerarchi militari del Paese, per nulla felici di negoziare con un nemico dichiarato.

 – IL PARLAMENTO LIBICO NON HA VOTATO LA FIDUCIA AL GOVERNO DELL’ONU

mondo

Il nuovo governo libico di unità nazionale, proposto dalla comunità internazionale la scorsa settimana, non ha ottenuto la fiducia del parlamento di Tobruk. Tra i 104 presenti, ben 84 parlamentari hanno votato la sfiducia contro la designazione governativa proposta per risolvere la crisi politica libica e la guerra civile che attanaglia il paese. I dissidenti hanno dichiarato di non volere un governo composto da 32 ministri, bensì una lista più ridotta. A Tobruk avevano dieci giorni di tempo, a partire dallo scorso 20 gennaio, per dare fiducia al nuovo governo. Tuttavia, a causa della mancata fiducia, si rischia di mandare all’aria lunghi mesi di negoziati avvenuti grazie al sostegno delle Nazioni Unite.

Hanno collaborato Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Giacomo Rosso e Valerio Santori

NESSUN COMMENTO