ViviAmo Napoli: i fantasmi di Palazzo Fuga

0
305
palazzo fuga

Palazzo Fuga è il palazzo monumentale più importante di Napoli, una delle più grandi costruzioni settecentesche soprannominata anche, in gergo popolare, Reclusorio o Serraglio per via dell’uso diversificato e tragico che ne è stato fatto nei secoli. Tale struttura nasce in origine con l’appellativo di Real Albergo dei Poveri poiché, nel 1749, Carlo III di Borbone nominò l’architetto fiorentino Ferdinando Fuga affinché potesse progettare la costruzione di un vero e proprio Albergo dei Poveri rivolto ad accogliere circa ottomila poveri del Regno di Napoli, derelitti e senza tetto in cerca di un rifugio e di un pasto caldo.

L’albergo doveva rappresentare il simbolo della pietà illuminata ad opera dei Borbone verso i propri sudditi.

palazzo fuga

A causa dell’ingente cifra necessaria al completamento della struttura e ai disordini politico sociali emersi durante la rivoluzione del 1799, l’opera rimase per sempre incompiuta per cui la sua attuale mole di circa oltre 100.000 metri quadri di superficie, rappresenta solo un quinto del progetto originale. Oggigiorno tale struttura rappresenta il segno materiale della trasformazione di napoli in capitale, il simbolo dei suoi problemi sociali irrisolti.

L’intento di Carlo III era quello di favorire una modernizzazione del territorio facendo sì da garantire i bisogni di sicurezza urbana legati allo sviluppo e alle conseguenze della prima rivoluzione industriale. Successivamente, dal 1802, Palazzo Fuga divenne un luogo in cui accogliere gli orfani della Santa Casa dell’Annunziata garantendo loro i mezzi di sussistenza e l’insegnamento di un mestiere affinché potessero rendersi autonomi nella vita quotidiana.

Nonostante i buoni propositi, l’Albergo dei Poveri, nel corso del tempo, divenne prima un vero e proprio carcere, etichettato come “serraglio” ossia luogo dal quale non sarebbe stato più possibile uscire e poi un Centro di Rieducazione per Minorenni. Nel 1943 e 1980 ci furono importanti crolli e terremoti che provocarono lesioni interne alla struttura e causarono la morte di alcune anziane donne insieme a delle persone che le assistevano.

Palazzo Fuga: Ghost Story

palazzo fugaIl territorio napoletano è da sempre ritenuto luogo mistico a causa dei racconti popolari che si sono diffusi attraverso i secoli. Sono in molti ad aver visto e sentito delle presenze ambigue a Palazzo Fuga a causa del suo travagliato iter storico. Si tratta di una vera e propria tragedia della povertà.

A causa della peste in molti sollecitavano la pubblica carità. C’erano le febbri putride, una forte malnutrizione e le precarie condizioni igienico sanitarie ad alimentare tale clima di profondo sconforto sociale. Inizialmente poveri e contadini vennero accusati di esser stati portatori di simili malattie e le loro stesse produzioni agricole vennero gettate in acqua. All’interno degli ospedali di Palazzo Fuga i malati venivano curati, medicati e le loro vesti venivano bruciate subito dopo per paura che si potesse diffondere il contagio. Malgrado ciò, vivi e morti furono a stretto contatto tra loro per molto tempo al punto da confondere, durante la sepoltura, i cadaveri con le persone vive, incoscienti o moribonde.

Molte anime, dopo la morte, non erano riuscite a morire del tutto e non riuscendo a trovare pace, non sapendo dove altro andare, erano rimaste intrappolate in quei luoghi. Secondo alcune testimonianze sarebbe tutt’oggi ancora popolato da misteriose presenze poiché si osservano bagliori alle finestre, strane figure e lamenti flebili che si perdono nella notte ma non si sa da dove arrivino. Nel 1800 Napoli era popolata dagli ‘nfinferi’, soprannome dei ‘padroni’ delle prostitute, protagonisti di storie romantiche e di tristi drammi. In prossimità di tale struttura i passanti dicono di aver sentito urla strazianti e calpestio di passi senza notare però alcuna presenza fisica.

napoli-segreta-fantasmi-e-leggende-partenopee-L-n6MI9U

Palazzo Fuga: Il Louvre Napoletano

Il palazzo più grande di Napoli potrebbe attrarre moltissimo in ambito turistico-culturale se la sua monumentale struttura, fosse adibita a Museo. Per tale riqualificazione è nata un’idea progettuale da Dario Marco Lepore. L’intento è quello di mutare Palazzo Fuga in Museo Universale che accolga il notevolissimo e variegato materiale conservato nei tanti magazzini dei musei napoletani. Lepore afferma:

“Il Louvre, nel giro di un anno, riesce a portare a Parigi dieci milioni di visitatori, che soggiornano, bevono, mangiano, dormono e fanno shopping a Parigi. A Napoli abbiamo 500000 reperti archeologici provenienti dal Museo Archeologico Nazionale non esposti. Al Museo di San Martino, mille dipinti dell’ottocento napoletano giacciono nei depositi. Il tesoro di San Gennaro è costituito da ventiseimilaseicentotrentasei opere d’arte ed il suo valore per i beni donati dai sovrani nel giro di settecento anni, lo rende il tesoro più importante al mondo, superiore al tesoro della Regina d’Inghilterra. Non ho parlato dei depositi di San Martino, di Capodimonte, del Duca di Martina, dove giacciono migliaia di opere d’arte; non ho parlato delle collezioni d’arte della Provincia di Napoli e del Banco di Napoli non esposte. La scelta è la nostra, siamo ad un bivio. La città dei giovani è solo uno spot, non serve a nulla. Collegare con la funivia Palazzo Fuga a Capodimonte, creerebbe un unico grande polo Museale ben collegato alla città.

Palazzo Fuga potrebbe ospitare i più importanti artisti a livello internazionale che producono le loro opere in città per la Biennale. Ospitalità in cambio di donazioni per il Museo del Grand Tour. Siamo in grado, nel gruppo Arte e artisti a Napoli, di fare donare opere d’arte alla città. Gli eredi Tizzano, uno dei più importanti scultori del nostro Novecento, ci hanno dato la loro disponibilità a donare venti opere di Giovanni Tizzano, due di Franceco Tizzano e due di Renato Tizzano alla nostra città. Grazie alla generosità di Maria Tizzano e Margherita Lista, rispettivamente figlia e nipote del noto scultore, la donazione si concretizzerà per il Museo Civco di Castel Nuovo.

Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris si impegna a favore della riqualificazione di Palazzo Fuga:

«L’antico Palazzo Fuga, riparte come luogo di solidarietà e accoglienza. Il nostro obiettivo non è quello di creare un dormitorio o un “parcheggio di persone”, ma di dare vita ad un progetto diverso. C’è la voglia di realizzare un vero punto di riferimento per i senzatetto in gravi difficoltà. Inoltre stanno per avviarsi gli importanti lavori di riqualificazione di piazza Carlo III. Si tratta di un’iniziativa che diventerà simbolo culturale della città stessa. Stiamo promuovendo una rete di collaborazione con l’intervento di psicologi e avvocati. Sono ben accetti tutti gli aiuti economici che le varie associazioni umanitarie vogliono darci. Il Rotary Club si è offerto per l’acquisto delle docce. Questa è una risposta concreta alle politiche di ostilità del governo centrale e di quello regionale.»

palazzo fugaSabrina Mautone

 

NESSUN COMMENTO