Il Flash Mob dei ribelli del De Filippis

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La protesta del liceo F. De Filippis di Cava De’ Tirreni, iniziata con un’occupazione, non si è mai fermata, ma è continuata con il flash mob di sabato 30 gennaio a Salerno, davanti alla Provincia.

Dopo il rientro a gennaio, e dopo 10 giorni di occupazione passati tra aule studio, corsi di formazione e pomeriggi interi a pitturare le aule, gli studenti hanno ritrovato il loro plesso in condizioni ben peggiori di come l’avevano lasciato. Si sono trovati di fronte ad ulteriori infiltrazioni d’acqua, pannelli crollati, termosifoni spenti per un misterioso guasto alla caldaia (risolto casualmente il giorno dell’Open Day) e promesse non mantenute da parte di chi la scuola pubblica dovrebbe tutelarla e metterla in primo piano. Così, il 30 gennaio alle ore 10, più di sessanta ragazzi e ragazze si sono ritrovati per le vie del corso di Salerno a manifestare ancora una volta, per il loro diritto ad una scuola pubblica efficiente ed accessibile a tutti. “Se il tetto crollerà, la colpa di chi sarà?” è questa la frase scritta in rosso sullo striscione, che gli studenti hanno portato fino alla Provincia, e dove, muniti di libri e foto delle condizioni fatiscenti del loro istituto, hanno dato inizio al flash mob, una forma di protesta più alternativa ed emozionante, che ha attirato l’attenzione di molti giornali e dei cittadini, rappresentando la scena di un tetto che crolla sulle loro teste, del freddo che li circonda nelle aule e infine, della morte dell’istruzione pubblica a causa del governo Renzi.

Uniti e compatti sotto il loro slogan “che senso ha essere il futuro, se il futuro ci viene negato?“, i ragazzi del De Filippis di Cava de’ Tirreni, ancora una volta, hanno deciso di non abbassare la testa e non di arrendersi, mostrando alla cittadinanza quanto disagiata ed urgente sia la situazione della scuola pubblica italiana: una scuola che non è all’altezza del mondo di oggi e che propone solo ed esclusivamente lezioni frontali e nozionistiche, con un costo dei libri troppo elevato ed una struttura che non garantisce agli studenti la sicurezza. Purtroppo, molto probabilmente anche questa protesta verrà dimenticata. Perché? Perché sono studenti, sono giovani, sono infantili, eccessivi, perché ingrandiscono i problemi e sognano troppo in grande. Però, hanno ragione.

Ana Nitu 

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