15 Regioni su 20 hanno espresso un parere favorevole riguardo al Decreto Termovalorizzatori contenuto all’interno dello ”Sblocca Italia” e finalizzato alla costruzione di nuovi inceneritori sul nostro territorio. L’articolo eleva i termovalorizzatori al rango di infrastrutture strategiche nella gestione dei rifiuti e prevede la costruzione di nuovi impianti e l’autorizzazione all’utilizzo alla massima potenza di quelli già in funzione.

La bozza iniziale di luglio prevedeva la realizzazione di 12 nuovi impianti:2 in Sicilia, 2 in Toscana ed uno a testa per Liguria, Veneto, Piemonte, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo e Puglia. Il documento è stato poi aggiornato in data 24 settembre e ne sono stati tagliati solo 3, “salvando” di fatto Piemonte, Veneto e Liguria. Nell’ultima versione, ossia quella approvata, il numero di termovalorizzatori da costruire è sceso addirittura a 8: tre al centro (Umbria, Marche e Lazio), due al sud (Abruzzo e Campania) e tre nelle isole (due in Sicilia e uno in Sardegna). Ancora è ignoto quale sia stato depennato.

Alcuni tra i Governatori coinvolti hanno fatto notare che il decreto prevede soltanto alcune modifiche quantitative e nessuna miglioria al fabbisogno già esistente. Nonostante ciò solo Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise si sono dette contrarie, mentre il resto delle Regioni ha dato il proprio assenso. Il presidente dell’Ente e governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha tuttavia sottolineato che ‘‘è un parere condizionato a emendamenti e osservazioni per l’integrazione tra i piani regionali e quello nazionale”.

Fulvio Bonavitacola, assessore all’Ambiente della Regione Campania (con delega ai Trasporti in Conferenza) ha spiegato ai microfoni che ”l’accoglimento degli emendamenti prevede che la ricognizione effettuata dal Governo sui nuovi impianti abbia carattere ricognitorio, che sia soltanto una fotografia della situazione secondo il fabbisogno all’attualità, ma che le decisioni sulla realizzazione degli impianti e la pianificazione spettino alle Regioni attraverso i rispettivi piani di gestione in considerazione del trend di crescita della raccolta differenziata”.

Pioggia di critiche da parte delle associazioni ambientaliste tra cui Greenpeace, Zero Waste Italy, Legambiente, Fare Verde e Wwf, le quali hanno fatto notare che con l’approvazione della bozza il pretrattamento dei rifiuti (la procedura che permette di differenziare ulteriormente i rifiuti) viene scoraggiato a favore dell’incenerimento e che si tratta di una normativa che va in direzione opposta rispetto alla strada intrapresa dall’Italia con il Collegato ambientale che prevede interventi per garantire un’economia circolare, la promozione del compostaggio e il ritorno al vuoto a rendere.

Il Decreto Termovalorizzatori potrebbe portare, inoltre, a drammatiche conseguenze generando una paradossale situazione per cui in alcune Regioni si dovrebbe fermare la raccolta differenziata pur di garantire materiale da bruciare ai nuovi inceneritori. Come spesso avvenuto con il Governo Renzi in materia ambientale la confusione regna sovrana!

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.