Serie A, il riassuntone della 22^ giornata

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Riassuntone

Nella ventiduesima giornata di Serie A, la capolista Napoli e l’inseguitrice Juventus, oltre che a confermarsi come le due strapotenze del campionato, stabiliscono entrambi un nuovo record. Gli azzurri, con la straripante vittoria ai danni dell’Empoli, conservano il primo posto per il quarto turno consecutivo; eguagliato il record stagionale detenuto dall’Inter. I bianconeri, anch’essi micidiali nel successo esterno con il Chievo, raggiungono la dodicesima vittoria di fila e stabiliscono il record di vittorie consecutive in campionato nella storia del club, precedentemente detenuto dalla Juventus di Conte 2013/2014 che si fermò a undici. Se la corsa per lo Scudetto sta pian piano perdendo appeal, non si può dire lo stesso della disputa per il terzo e ultimo posto disponibile per la qualificazione – da guadagnarsi ai preliminari – in Champions League. Se fino a due settimane fa molte squadre sembravano fuori dai giochi e la nostra attenzione era concentrata sulla corsa per il titolo, ora la parte calda della classifica è quella che sta più in basso: Fiorentina, Inter, Roma e Milan, tutte racchiuse in 6 punti e con tantissimi scontri diretti ancora da giocare. Intanto domenica sera se n’è giocato uno, il più importante, il Derby della Madonnina che ha visto vittorioso il Milan. Nella scorsa puntata vi avevamo detto dell’importanza di questa stracittadina non solo per l’orgoglio, ma anche e soprattutto per gli obiettivi concreti delle milanesi: ecco, entrambe hanno subito un netto ridimensionamento. Il Milan, che sembrava poter puntare a non più di una qualificazione rosicchiata per l’Europa League, si rilancia improvvisamente per la corsa-Champions. L’Inter, in caduta libera da più di un mese, dice addio partita, orgoglio e sogni proibiti. A rendere ancora più interessante la battaglia ci pensa la Fiorentina, che si ferma col Genoa guadagnando solamente un punto, e la Roma, che agguanta i primi tre punti della gestione Spalletti. In zona retrocessione, si chiama fuori il Bologna, che con la sofferta ma meritata vittoria contro la Samp si piazza al decimo posto a +10 dal Carpi terzultimo. Carpi che rimane imbattuto nel 2016: per gli uomini di Castori due vittorie e tre pareggi, l’ultimo proprio questa giornata, contro il Palermo. Anche l’Hellas aggiunge un punto alla classifica, ma rimane ultima ad 11 punti, frutto di altrettanti pareggi.

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TOP 3

1 – Sembra finalmente aver messo tutti d’accordo: è lui il più grande talento italiano della Serie A. Sì, c’era ancora chi non riusciva ad ammetterlo, ma dinanzi a prestazioni di questo livello bisogna rassegnarsi. Gol e assist à la Maradona nell’ultimo successo dell’imbattibile Napoli: Lorenzo Insigne, almeno questa volta, ruba la scena al signor Gonzalo “gioco, dunque segno” Higuaìn.

2 – Otto occasioni da gol create, un gol (stupendo) e una traversa (dopo uno stop assurdo). La prestazione di domenica è l’emblema della carriera di Paul Pogba: tanta qualità e quantità, ancora qualche difetto in fatto di concretezza. «Errori di gioventù», spiega Allegri. Non vediamo l’ora che gli anni passino, allora.

3 – Il suo nome non compare né nella casella dei marcatori né in quella degli assist. Ma non è così che si valuta un giocatore, sarebbe troppo facile. Juraj Kucka è il protagonista che non ti aspetti del derby di Milano: fa tremare la retroguardia nerazzurra innumerevoli volte, soprattutto nel corso del primo tempo, e lavora come un matto in mezzo al campo.

FLOP 3

1 – Protagonista anche lui, questa volta in negativo, del derby è Davide Santon. Sovrastato da Alex in occasione del primo gol, gioca una partita tra mille difficoltà e perde goffamente la palla, facendo partire l’azione per il tris rossonero. Mancini non lo schierava tra i titolari da ottobre, ha scelto decisamente il momento sbagliato per farlo.

2 – Debutto da incubo per l’ex capitano nerazzurro Andrea Ranocchia: il Bologna ne rifila tre alla Samp e lui non è esente da colpe, anzi, soprattutto sul gol del raddoppio. È stata davvero la mossa giusta affidare a lui le redini della difesa di una squadra che per i prossimi cinque mesi dovrà lottare per salvarsi?

3 – Prestazione da dimenticare per tutta la retroguardia del ChievoVerona: Sardo e Cacciatore vengono sovrastati dalla qualità degli esterni bianconeri, Frey e Dainelli vedono ricadere su di loro tutte le responsabilità difensive e vengono distrutti dagli attaccanti avversari.

IL GOL

Gol alla Zlatan per Stephan El Shaarawy che, chissà, forse proprio da Ibra (suo compagno al Milan) ha imparato colpi del genere. Il Faraone torna in Italia, la Roma torna a vincere e l’Olimpico torna ad applaudire. What else?

 

LA COPERTINA

Arrivò in Italia nel 2002, a Cesena, dove in due anni di Serie C1 realizza solamente tre gol in appena 29 presenze. Torna in patria, anno dopo anno fa passi da gigante e si conferma come uno dei migliori attaccanti della Primera Division. Nel 2008 è il Napoli a riportarlo in Italia: da allora, German Denis totalizza 241 presenza (63 Napoli, 25 Udinese e 153 Atalanta) in Serie A con 73 gol all’attivo. Ora, a trentaquattro anni, ha deciso di ritornare all’Independiente, il club in cui si era rilnciato per ritornare in Italia, il Paese che l’aveva scaricato dopo appena due anni e con cui sentiva di avere un conto in sospeso da saldare. Caro Tanque, ci sei riuscito alla grande.

 

Cara Bergamo, Non saprei da dove iniziare ,forse semplicemente da un grazie immenso! Io e la mia famiglia siamo stati accolti benissimo e qui lasciamo un pezzo di cuore. Avró sempre un legame speciale con questa terra che il destino mi ha fatto scoprire ,che ho iniziato ad amare e che ora è dentro di me. Grazie per quello che VOI avete dato a me,mi avete fatto crescere calcisticamente ed umanamente , e di questo vi saró eternamente grato. Grazie a tutta l'Atalanta ,dalla famiglia Percassi a tutti quelli che con dedizione portano avanti questa società Un grazie particolare ai tifosi,siete UNICI! Mi avete sempre sostenuto e mi mancherà tantissimo esultare , correre e urlare sotto la curva. Sono stati anni intensi,emozionanti e pieni di soddisfazioni..ho amato ogni istante in cui ho indossato e lottato per questi colori,onorando la maglia e ció che rappresenta. Questo non è un addio ma un arrivederci,siete diventati troppo importanti per me. Grazie ,grazie e ancora grazie.sempre e comunque forza Dea!

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Marco Puca 

 

Fonte immagine in evidenza: Premium Sport

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