Si è tenuto martedì 2 febbraio, presso la Farnesina, il vertice delloSmall Group, ovvero dei Paesi maggiormente impegnati nella lotta allo Stato Islamico. Il meeting, che è stato co-presieduto dal Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, e dal Segretario di Stato statunitense, John Kerry, ha visto la partecipazione di 23 Paesi, oltre a quella dell’Alto Rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini.

Quello appena avvenuto è il terzo incontro di questo gruppo, dopo quelli di Londra e Parigi del 2015. I lavori si sono svolti in un clima rovente, essendosi tenuta tale conferenza all’indomani di un sanguinoso triplice attentato, a Damasco, in cui è stato anche coinvolto un mausoleo-moschea sciita. Il bilancio attuale della strage è di 71 vittime e 110 feriti, ma si teme che possa ancora salire. Questo attentato è avvenuto in un momento cruciale, in quanto proprio in questi giorni stanno svolgendosi a Ginevra i colloqui di pace tra il governo di Assad ed i ribelli siriani, con la mediazione dell’ONU.

Chiaro l’intervento di Kerry, che ha affermato:“la lotta all’ISIS sarà di lungo periodo” e che saranno necessari “nuovi contributi da parte dei Paesi della coalizione”. Il sottosegretario USA ha inoltre speso parole di elogio nei confronti dell’Italia, sostenendo che è stato operato “uno sforzo enorme, in particolar modo in Libia, dove il ruolo dell’Italia è stato ed è essenziale per continuare a schiacciare Daesh”. Kerry ha altresì dichiarato in conferenza stampa:

“L’Italia è stata grandiosa. Il suo impegno nella coalizione è uno dei più grandi in termini di persone, di contributi finanziari e militari in Iraq e, in particolare, per il suo ruolo di leadership in Libia nel processo di formazione del Governo”.

È stato, poi, il turno del ministro italiano Gentiloni, il quale ha sottolineato come il rischio che lo Stato Islamico accresca la sua azione in Libia sia molto elevato, ma ha anche aggiunto che: “è confortante per l’Italia sapere che c’è convergenza tra di noi sulla necessità di puntare sul percorso negoziale che si è aperto”.

Il ministro “padrone di casa” ha specificato fra l’altro “La comunità internazionale intende cooperare con il Governo Libico che si andrà a formare nei prossimi giorni e che si cercherà di andare incontro alle richieste dell’Esecutivo nordafricano.

Altro autorevole intervento è stato quello di Federica Mogherini, la quale si è soffermata sulla strage in Siria, sostenendo:“L’esplosione a Damasco è chiaramente mirata a colpire gli intenti di inizio di un processo politico e diplomatico” e che la strada che si sta percorrendo: “È probabilmente l’unica opportunità di mettere fine al conflitto in Siria, che ha causato e continua a causare tanta sofferenza a tante persone”.

Dal meeting è emersa la comune volontà da parte di tutti gli stati aderenti di proseguire con le trattative diplomatiche e le negoziazioni, che sono viste come l’unica strada perseguibile per eliminare la minaccia dello Stato Islamico e per far tornare la situazione, soprattutto in Siria, ad un livello accettabile.

Galileo Frustaci