Irrati, 4 minuti per riflettere

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Al minuto 65′ dell’incontro di Seria A Lazio – Napoli, l’arbitro del match, Irrati di Pistoia, per circa quattro minuti, ha sospeso il match. La necessità di questa sospensione è stata ravvisata dal direttore di gara che ha registrato continui cori razzisti nei confronti della squadra ospite e, peggio ancora, per i continui versi da “scimmia” indirizzati al difensore della squadra partenopea, Kalidou Koulibaly, e provenienti da una parte della tifoseria laziale nella curva “nord” dello stadio Olimpico di Roma.

Stadio Olimpico: proprio in uno stadio il cui nome evoca le Olimpiadi e la cui bandiera è formata da cinque anelli intrecciati, ed i cui principi fondamentali si basano sulla uguaglianza e unità nello sport, si è verificato, per l’ennesima volta, un episodio gravissimo.
I “buuu” della curva laziale non sono un semplice insulto, ma tendono a mortificare e denigrare non solo lo sport ma fondamentalmente un uomo di sport.

Kalidou è un ragazzo che si è formato come uomo e come atleta nelle strade di Saint Diè-des-Vosges quartiere Kerllermann (Francia). Senza entrare nei dettagli del suo percorso sportivo e umano, che potrete trovare in diversi link ed in diversi filmati di youtube, è evidente che ogni risultato ottenuto da Kalidou è frutto non solo del talento ma anche dell’impegno profuso con sacrificio e dedizione per il calcio, la sua passione.

Non si può annullare così un’uomo. Non si può rendere inferno uno stadio che, per un ragazzo come Kalidou e, come per ogni altro ragazzo che vive di calcio, è il coronamento di un sogno che diventa poi esempio e sogno anche per tanti bambini. Ciò che hanno fatto quei pochi vigliacchi della curva nord dello stadio Olimpico è inumano.

È stato un gesto coraggioso quello del direttore di gara, Irrati di Pistoia, quello di sospendere la gara per 4 minuti.

Forse non sono stati sufficienti per cercare di estirpare questa abitudine orribile. Forse bisognava sospendere definitivamente la gara ed assegnare lo 0-3 a favore del Napoli a tavolino. O forse no, forse così si perderebbe il significato vero dello sport e del luogo di aggregazione sportiva chiamato stadio.

Mi piace pensare che questi 4 minuti, anche se pochi, siano serviti per riflettere.
Intanto, la risposta più importante (forse ancora più importante della chiusura della curva nord decisa quest’oggi) l’ha data con il suo impegno Kalidou, impegnandosi nonostante tutto fino alla fine del match. A testa alta. Onore a lui.

Salvatore Annona

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Nato a Napoli nel 1975 vi ho vissuto fino ad oggi, senza mai emigrare. Dopo il diploma di geometra, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Civile nel 2005 con tesi in Ingegneria Sismica. Ho una splendida famiglia con moglie e due splendidi figli. Attualmente esercito la libera professione e sono membro della Commissione Manutenzione e Recupero degli Edifici Industriali presso L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. Curioso sin dalla nascita, ho coltivato diverse passioni come la lettura e la grafica digitale. Amo immensamente la musica e lo sport (in particolare il calcio ed il tennis).

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