Kandinsky in mostra: La grande arte dei Guggenheim

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Dal 19 Marzo al 24 Luglio 2016 Palazzo Strozzi ospiterà “Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim”Firenze con l’esposizione di oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana degli anni ’20 e ’60.

Tale mostra è stata curata da Luca Massimo Barbero ed organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York e Venezia. Attraverso queste opere si mira alla creazione di un netto confronto tra le opere fondamentali dei maestri dell’arte europea e alcuni dei più importanti dipinti e sculture di autori americani: Marcel Duchamp, Max Ernst, Man Ray, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Jackson Pollock e Roy Lichtenstein.

Dedicare una mostra alle collezioni Guggenheim significa immergersi nuovamente nelle neoavanguardie del secondo dopoguerra in un avvincente, fitto e costante dialogo tra artisti europei e americani. I grandi dipinti, le sculture, le incisioni e le fotografie esposte in mostra riportano alla straordinaria stagione dell’arte del Novecento di cui Peggy e Solomon Guggenheim sono stati attori decisivi.

In primis ci sarà la presentazione dell’operato artistico di Kandinsky.

Kandinsky

«L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro»

Vasilij Vasil’evič Kandinskij nasce a Mosca nel 1866 da una famiglia benestante russa. Si laurea in legge ma fin dalla tenera età mostra una particolare attrazione per lo studio artistico al punto da abbandonare la carriera giuridica per l’Accademia delle Belle Arti di Monaco.

Egli abbandona ogni rapporto figurativo con la realtà oggettiva dandosi alla visione del mondo senza forma; il linguaggio che adopera sembra essere del tutto incomprensibile, fatto di segni e colori che suscitano nell’animo emozioni contrastanti. Secondo il suo punto di vista l’arte si rileva nella sua bellezza dunque nella sua astrazione.

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Kandinsky manifesta in tutte le sue opere la sua concezione artistica: l’arte deve basarsi sul linguaggio dei colori. Egli individua un nesso strettissimo tra l’opera d’arte e la dimensione spirituale e afferma che il colore ha due possibili aspetti sugli spettatori: uno fisico, superficiale, basato su sensazioni momentanee e uno psichico dovuto alla vibrazione spirituale che può essere diretta, immediata e che può verificarsi con altri sensi.

Il colore ha un odore, sapore, suono e può essere chiaro e scuro, caldo e freddo. Questi 4 suoni possono essere combinati tra loro. Inoltre, ognuno di essi, manifesta allusioni e sensazioni specifiche motivo per cui è necessario conoscerli, sentirli per poi adoperarli. Il giallo ad esempio manifesta una forza centrifuga paragonabile alla follia vitale e al contempo sembra quasi esprimere il suono di una tromba; l’azzurro invece, pur manifestando una gran forza, può essere paragonato al suono di un flauto. Il bianco rappresenta un non suono, il nero il silenzio di morte, il verde allude ad una sensazione di noia, tepore contrariamente all’operato eccentrico del rosso o dell’arancione.

Insomma, Kandinsky ci regala un mondo astratto fatto di linee e di segni colorati in base alle emozioni che provocano negli spettatori.

Ulteriori informazioni:

Biglietti: Intero € 12,00 – Ridotto e gruppi € 9,50 e € 4,00

Costo prevendita a biglietto (escluso scuole) € 1,00

http://www.liberopensiero.eu/2016/01/13/mostre-arte-2016/

Sabrina Mautone

 

 

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