Rotta artica: nuova frontiera per i migranti?

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Negli ultimi mesi dell’anno scorso è stata “scoperta”, per così dire, una nuova rotta percorsa dai migranti che scappano da Siria, Iraq e numerosi paesi africani. La nuova rotta coinvolge i paesi scandinavi ed è per questo chiamata rotta artica.

I migranti, per percorrerla, cercano di raggiungere il territorio russo che confina con la Norvegia e la Finlandia. Arrivano a Mosca e da lì tentano con altri mezzi di giungere a Murmansk, città portuale della penisola di Kola, a 10 km dal confine con la Norvegia situato nei pressi di Storskog. Le autorità al confine si sono coordinate e hanno posto il divieto di oltrepassare la frontiera a piedi e il governo norvegese ha posto il divieto ai suoi cittadini di dare passaggi ai migranti e  per questo l’unico mezzo utilizzabile è in molti casi la bicicletta.

La rotta artica è stata scoperta di “recente”, dato che secondo delle ricerche norvegesi, lo scorso anno furono solo in cinque a percorrerla.

Secondo il New York Times, l’aumento di migranti su questa frontiera sarebbe collegata ad una serie di commenti positivi sui social network dei rifugiati che l’hanno percorsa, al confronto dei viaggi che percorrono i Balcani o peggio ancora che affrontano le acque mediterranee.

È possibile acquistare una sorta di “pacchetto” in Russia che comprende un passaggio in taxi da Munsmark fino alla frontiera di Storskog o una bicicletta. In alcuni di questi pacchetti molto spesso è compreso anche un visto turistico che permette di attraversare il territorio russo e oltrepassare le frontiere. I migranti inizialmente, entrati in Norvegia venivano portati a Oslo, da qualche tempo invece, sono reindirizzati a Storskog, dove è stato creato un centro di accoglienza temporaneo

A novembre inoltre, la Norvegia ha cominciato a rispedire numerosi richiedenti asilo in Russia, provocando un aumento del flusso verso la Finlandia, attraverso i valichi della Lapponia ed il ministro degli Interni finlandese, Petteri Orpo ha dichiarato che il governo è preoccupato per quello che succede lungo la frontiera orientale del paese, lunga 1300 km. Il ministro degli Esteri Timo Soini, invece, chiede controlli più severi alle frontiere e avanza l’ipotesi che dietro l’aumento dei flussi verso la Finlandia ci sia il crimine organizzato, sul presunto coinvolgimento dei trafficanti nel transito dei migranti stanno indagando le autorità finlandesi. I trafficanti potrebbero, infatti, fornire biciclette e auto per attraversare il confine e occuparsi di tutta la logistica.

La Norvegia e la Finlandia nel 2015 hanno ricevuto circa 30.000 richieste d’asilo che nel 2016, secondo le autorità finlandesi, potrebbero addirittura aumentare fino a 50.000, a fronte anche dei recenti provvedimenti approvati in Svezia e Danimarca per la gestione della crisi immigrazione. Il governo svedese ha infatti da poco annunciato la programmazione di numerosi rimpatri che avverranno su degli aerei speciali e la Danimarca ha approvato una nuova legge sull’ immigrazione che tra le altre cose prevede la possibilità per il governo danese di confiscare beni ai richiedenti asilo. Nonostante le restrizioni poste dai governi scandinavi e il rigido inverno nordico, sembra essere proprio questa l’alternativa più sicura per i migranti.

Sabrina Carnemolla 

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