Super Bowl 50: la difesa dei Broncos batte i Panthers

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Nella notte del 7 febbraio 2016 andava in scena al Levi’s Stadium di Santa Clara in California l’evento sportivo più seguito al mondo, il Super Bowl, quest’anno giunto alla cinquantesima edizione. A contendersi il prestigioso trofeo di campione NFL, i campioni della NFC Conference, i Carolina Panthers guidati dal fresco MVP Cam Newton, ed i campioni dell’AFC Conference, i Denver Broncos, guidati dall’eterno sceriffo Peyton Manning. Sulla carta si sfidavano il miglior attacco, dei Panthers, contro la miglior difesa, dei Broncos. Vediamo com’è andata.

Prima del kickoff, il consueto momento celebrativo riguardante l’inno nazionale americano, per l’occasione cantato da Lady Gaga.

Lady Gaga, protagonista all'inizio del Super Bowl 50
Lady Gaga, protagonista all’inizio del Super Bowl 50

Il lancio della moneta premia i Carolina Panthers, che decidono di cominciare la partita difensivamente. Sul kickoff di Graham Gano, kicker dei Panthers, comincia ufficialmente il Super Bowl 50. Primo drive ben gestito dai Denver Broncos, con Peyton Manning che decide di scaldare il braccio sin dal primo snap: Emmanuel Sanders prima ed Andre Caldwell successivamente portano i Broncos sulle 34 yards avversarie. Un paio di corse del running back C.J. Anderson permettono a Denver di avanzare ulteriormente, prima che la difesa di Carolina fermi l’attacco di Denver sulle proprie sedici yards. Field goal di Brandon McManus e 3-0 Broncos. Un buon inizio dunque per la franchigia del Colorado, all’ottava partecipazione ad un Super Bowl. I Panthers non imitano i Broncos sul primo possesso offensivo, e sono quindi costretti al punt; anche Denver si limita ad un rapido three and out, e sul punt successivo Carolina ripartirà dalle proprie 15 yards. Dettaglio non da trascurare, perché dopo una dubbia chiamata su un passaggio non completato di Newton e una corsa di Jonathan Stewart con magro guadagno, proprio il quarterback di Carolina subisce un sack da Von Miller e perde palla in end-zone: Malik Jackson la recupera ed è touchdown Denver (10-0). Gran pressione difensiva dell’intera difesa di coach Gary Kubiak, in particolar modo va dato credito al linebacker Von Miller per lo sforzo prodotto sul sack ai danni di Cam Newton.

Ware e Jackson: 10-0 Denver!
Ware e Jackson: 10-0 Denver!

Sui successivi possessi dominano le difese, dove da una parte Luke Kuechly, inside-linebacker e leader difensivo di Carolina, e Darian Stewart, safety di Denver, effettuano un paio di sack che fanno terminare di fatto le azioni offensive di entrambe le squadre, e si giunge così alla fine del primo quarto. Con l’inizio del secondo periodo, Carolina sfodera tutte le sue armi a propria disposizione e si rende protagonista di un eccellente drive, nel quale vengono fuori le qualità da running back di Cam Newton, che con un paio di corse alimenta il possesso in attacco dei suoi: sulle 15 yards di Denver, Aqib Talib, cornerback dei Broncos, commette un fallo personale di face mask ai danni di Corey Brown. Risultato: palla sulla one-yard line e touchdown di Stewart per i Panthers, che rientrano in partita a tutti gli effetti (10-7). Dopo due possessi alternati rapidamente, Carolina è costretta ad effettuare un punt per allontanare la palla dalla zona calda. A questo punto avviene l’incredibile: sul punt di Brad Nortman, Jordan Norwood non chiama la cosiddetta “fair-catch”, ingannando di fatto tutti i difensori di Carolina che prontamente se l’aspettavano. Questo fatto coglie alla sprovvista la difesa dei Panthers, che concede a Norwood un punt return di 61 yards, il più lungo nella storia del Super Bowl. Denver non riesce a sfondare però sulla successiva azione la difesa di Carolina, e così McManus effettua un altro field goal da posizione estremamente comoda: 13-7 per i Broncos, punteggio con il quale si va all’intervallo lungo dopo una serie di possessi offensivi non brillanti delle due squadre.

Durante l’intervallo avviene il consueto halftime show, quest’anno avente come protagonisti i Coldplay assieme a Bruno Mars e Beyoncè: spettacolo in campo e sugli spalti, come d’altronde da vera tradizione Super Bowl.

Beyoncè, Bruno Mars ed i Coldplay: spettacolo durante l'halftime show
Beyoncè, Bruno Mars ed i Coldplay: spettacolo durante l’halftime show

Il secondo tempo si apre con il primo possesso offensivo in favore di Carolina, come stabilito ad inizio partita con il coin toss. Dopo una corsa con nessun guadagno di Stewart, Newton effettua uno dei migliori passaggi della partita verso Ted Ginn Jr., che brucia letteralmente uno spento Talib e permette ai Panthers di guadagnare ben 45 yards. Dopo un fallo personale chiamato alla guardia di Carolina Trai Turner, che costa una quindicina di yards come penalità, Newton si connette ancora con Ginn per un altro guadagno positivo di 14 yards. A questo punto, con la palla sulle 25 yards di Denver e dopo aver sprecato tre tentativi buoni per il bersaglio grosso, Carolina è costretta a chiamare sul campo il kicker Gano per accorciare il parziale a tre punti, ma proprio l’esperto kicker dei Panthers sbaglia malamente un facile field goal dalle 44 yards e manda in fumo un drive in cui Newton e Ginn avevano permesso a Carolina di andare a punti. Tutto da rifare con cinque minuti buoni sprecati per i Panthers, quest’oggi con un ospite di eccezione a seguito come Stephen Curry. Il field goal sbagliato si fa più amaro quando Peyton Manning nel drive successivo per i Broncos completa due passaggi quasi in rapida successione ad Emmanuel Sanders e permette ai suoi di arrivare sino alle 17 yards di Carolina: la difesa dei Panthers tuttavia tiene bene e non concede nessun touchdown a Denver, costretta anch’essa al field goal. McManus mette a referto il suo terzo field goal del match e porta i Broncos sul 16-7. Ancora una volta, difese superiori agli attacchi, incapaci di sfondare il muro umano posto di fronte a loro. A questo punto, una partita a basso punteggio favorisce inevitabilmente Denver, che può gestire i ritmi della partita ai danni di una Carolina bisognosa di punti. Per la verità, Carolina avrebbe anche due ulteriori opportunità di accorciare lo svantaggio nei confronti dei Broncos, ma un fumble del fullback Mike Tolbert prima dell’intervallo ed un intercetto di Newton sulle 30 yards di Denver a metà terzo quarto impediscono di fatto che ciò accada.

Si giunge così alla fine del quarto con Denver sempre avanti 16-7, ad un quarto d’ora da quello che potrebbe essere il suo terzo Super Bowl nella propria storia. L’obiettivo di Denver ora è chiaro: giocarsi la partita difensivamente e lasciar passare quanto più tempo possibile in attacco. Non abbiamo più parlato di Peyton Manning: dopo un paio di passaggi completati a Sanders, lo sceriffo non combina più nulla di positivo fino al disastro di inizio quarto quarto, quando, con la palla sulle 50 yards, si fa rubare palla dal defensive end dei Panthers Kony Ealy, autore di una gran prova difensiva, e così Carolina ha una nuova opportunità di andare a punti, questa volta partendo da una posizione di campo molto favorevole. Funchess prima e Stewart poi avvicinano Carolina in end-zone, ma l’attacco dei Panthers viene ancora una volta fermato sulle 20 yards di Denver da una difesa dei Broncos che definire mostruosa è dire poco. Gano questa volta non sbaglia il field goal e Carolina finalmente va a punti: 16-10 con dieci minuti da giocare e un touchdown di differenza tra le due squadre. A questo punto, arriva la vera svolta della partita. Dopo un paio di possessi offensivi anonimi delle due squadre, Carolina ricomincia la sua rimonta dalle proprie 25 yards: è sul terzo tentativo e nove che la partita prende una piega a favore dei Broncos, quando Von Miller effettua un altro sack ai danni di Cam Newton che ancora una volta perde palla: tra lo scompiglio generale, alla fine ad uscire con la palla in mano è Ward, che recupera il pallone sulle 5 yards di Carolina dando una ghiotta occasione a Manning di chiudere la partita. Sul successivo possesso, Denver non riesce per l’ennesima volta a sfondare la difesa di Carolina, ma su un terzo tentativo e quattro, viene chiamato defensive holding ai danni di Josh Norman, che permette ai Broncos di proseguire il drive e di guadagnare al contempo un paio di yards. Dalle 2 yards di Carolina, Anderson finalmente riesce a penetrare in end-zone, e, dopo la verifica arbitrale che assegnerà il touchdown ai Broncos, porta Denver sul 22-10. Manning decide di provare la conversione da due punti per mettere fra sé e Carolina due touchdown pieni di vantaggio: ci riesce, completando il passaggio in end-zone con Bennie Fowler. 24-10 Denver, a tre minuti dalla vittoria, che si tramuterà presto in realtà perché Carolina non ne ha più e si ferma in attacco, consegnando il Super Bowl 50 ai Denver Broncos!

Tripudio per Peyton Manning, che diventa il primo quarterback della storia a vincere un Super Bowl con due squadre diverse ed il più vecchio quarterback di sempre a vincere un Super Bowl, giocando peraltro una partita abbastanza opaca. Tra i ricevitori, male Demaryius Thomas, completamente annullato da Josh Norman, mentre Sanders e soprattutto Norwood fanno il loro, così come il running back C.J. Anderson. Ma è difensivamente che Denver ha vinto la partita, e non potrebbe essere altrimenti. Von Miller, Derek Wolfe, Malik Jackson, DeMarcus Ware, Danny Trevathan, T.J. Ward, Darian Stewart e Chris Harris Jr. si sono resi protagonisti di una prova difensiva letteralmente fantastica, che non ha lasciato scampo ai Panthers, che comunque possono consolarsi pensando alla stupenda stagione appena passata. Newton ha fatto il massimo, i ricevitori hanno fatto la loro classica partita di sostanza, ma ciò che ha condannato Carolina sono state le palle perse, ben quattro, e le penalità, che hanno costato ai Panthers la bellezza di 102 yards. Malissimo l’offensive-line di Carolina, dove in particolare Michael Oher, tackle dei Panthers, ha fatto acqua da tutte le parti. Buonissima prova della difesa, che come al solito ha concesso pochissimo, ma non è stato abbastanza. L’MVP del Super Bowl 50 è meritatamente Von Miller, linebacker dei Denver Broncos, che sarà sicuramente rifirmato a peso d’oro dalla dirigenza di Denver durante la prossima off-season, autore di una prova difensiva leggendaria –chiuderà con 6 tackles, 2.5 sacks e 2 forced fumbles, uno dei quali ritornato in end-zone per un touchdown. Manning chiude probabilmente la sua carriera con una prova da 13 passaggi completati su 23 tentati per 141 yards, zero touchdown, un fumble perso ed un intercetto; Newton per contro chiude con una prova da 18 passaggi completati su 41 tentati per 265 yards, zero touchdown, un intercetto e due fumbles persi. La stagione NFL va in vacanza, ci rivediamo a settembre con una nuova ed emozionante stagione!

Il saluto tra Peyton Manning e Cam Newton a fine partita
Il saluto tra Peyton Manning e Cam Newton a fine partita
Von Miller, MVP del Super Bowl 50
Von Miller, MVP del Super Bowl 50

Riccardo Gentilini

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