Moccia in manette, duro colpo al clan

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Il Clan Moccia perde colpi. Sono sette gli affiliati arrestati durante un blitz a Roma.

Non solo: anche il boss dell’omonimo gruppo emergente di camorra Alessandro Giannelli, che rientra nella sfilza dei responsabili del nuovo “far west” che si sta creando tra Napoli e provincia, è stato catturato dai carabinieri di Napoli mentre scappava verso la capitale. A tradirlo, un cambio di auto sull’autostrada A1.

I sette sono stati accusati per intestazione fittizia di beni, lesioni personali e minacce. A tali reati si aggiunge l’aggravante di aver favorito l’organizzazione camorristica. Inoltre, i sette erano tra i protagonisti di una rete criminale che operava a Roma nel settore ortofrutticolo e delle mozzarelle. Tutti i loro beni, per un valore di circa un milione di euro sono stati sigillati. Si tratta non solo di alberghi ma anche di esercizi commerciali che si estendono tra Afragola, provincia di Napoli, e Roma.

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, in seguito alla cattura, ha dichiarato: «I beni sequestrati alle mafie sono rappresentati maggiormente da terreni agricoli e per questo abbiamo avviato un lavoro con l’agenzia dei beni confiscati per riportare all’agricoltura 2200 terreni. Si tratta di interventi necessari in una strategia complessiva che punta ad avere davvero una filiera pulita».

In carcere sono finiti oltre al capo Luigi e Gennaro Moccia, un altro omonimo parente, Carminantonio Capasso e Maria Maranta. Ai domiciliari Riccardo Nardella e Nicola Castaldo. A favorire la penetrazione di Luigi sul mercato romano sarebbe stato Gennaro Moccia, titolare della Moccia Fruit. In una intercettazione citata nell’ordinanza del gip, lo stesso Gennaro Moccia, avrebbe detto, ironizzando sulla vicenza: «A Roma Moccia Fruit, a Napoli Moccia camorra».

L’inchiesta, condotta dai pm Barbara Sargenti e Maria Cristina Palaia, come riferito dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, ha preso le mosse dall’omicidio di Modestino Pellino, che risale al 23 luglio 2012, ritenuto un luogotenente di Luigi Moccia. Da quell’episodio sono nati diversi filoni di indagine che hanno portato agli arresti del 2016.

Maria Bianca Russo

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