Un Popolo in Cammino, per sconfiggere la camorra

Oggi l'assemblea cittadina organizzata da Un Popolo in Cammino per ragionare sui temi su cui intervenire per combattere la camorra.

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Un Popolo in Cammino

Napoli – Oggi, dalle ore 14.00, l’assemblea pubblica organizzata da Un Popolo in Cammino, alla Chiesa San Severo nel quartiere Sanità, per discutere sulla via da intraprendere per la lotta alla camorra.

“Napoli è pronta al cambiamento, le istituzioni lo sono? Basta commuoversi, adesso bisogna muoversi!”. È il motto, la domanda, che propongono gli attivisti del movimento Un Popolo in Cammino. Non solo più smuovere le coscienze, ma anche adoperarsi ancora più concretamente per continuare ad incentivare la lotta alla camorra. Uno squillo di trombe, una chiamata cittadina necessaria ora più che mai, soprattutto dopo la scia di sangue che ha trascinato con sé l’ultimo mese. 

Maikol, il ventisettenne ucciso a Forcella la sera di San Silvestro, un’altra vittima senza colpa. E poi Francesco Esposito, 33 anni, pregiudicato per reati connessi allo spaccio di droga. Giuseppe Calise, pregiudicato di 24 anniPasquale Zito, 21 anni, pregiudicato legato da stretti vincoli di parentela con ex appartenenti al clan D’Ausilio. Francesco Tafuro, 33 anni, e Marcello Liguori, 32 anni, quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine per gioco d’azzardo. Mario Volpicelli, 53 anni, precedenti per reati di droga, imparentato con i fratelli Sarno, capintesta dell’omonimo clan. Davide Montefusco44 anni, uno dei primi pentiti del clan Sarno era diventato collaboratore di giustizia. Luigi Di Rupo, 24 anni, imparentato con il boss del clan Amato-Pagano.

Siamo nel pieno di una nuova guerra di camorra. Lo scopo dell’assemblea cittadina di oggi è trovare una strategia d’azione per sconfiggere la camorra, e le idee sono ben chiare: niente militarizzazione, ma risoluzioni per i problemi sociali che spingono i giovani a ripiegare sulla criminalità. “Nella guerra di camorra di oggi è riscontrabile un forte dato generazionale, è generazionale infatti la crisi sociale e occupazionale che oggi colpisce Napoli” ha affermato uno degli attivisti di Un Popolo in Cammino, Gianluca Torelli. 

E proprio dai giovani e dai problemi che questi incontrano si vuole partire per l’elaborazione di un piano di azione vincente. Prima di tutto bisogna creare lavoro per i giovani. Secondo punto dedicato alla valorizzazione dei Beni Comuni. Beni Comuni troppo spesso dimenticati ed abbandonati dall’Amministrazione, ma che numerose realtà, associazioni, movimenti si sono adoperati a ripristinare per rimetterli al servizio della comunità. Un lavoro partito dal basso e proseguito come tale, del quale quindi i cittadini, spinti dalla necessità, sono stati gli unici e soli attivisti. Ancora, agricoltura. Punto indispensabile della discussione, essendo Napoli la seconda città europea per ettari coltivati a viti e dato il potenziale agricolo del territorio. Anche per la coltivazione dei terreni rurali è forte la spinta di attivismo che sta coinvolgendo cittadini e soprattutto giovani. E dal terreno si passa all’ ambiente. Preme trovare una soluzione per i danni provocati dallo smaltimento dei rifiuti tossici e per far sì che questo problema, che già grava pesantemente sulla popolazione delle località colpite, non dilaghi ancora. A tal proposito “Si pensa alla realizzazione di eco-distretti con centri di preselezione di quartiere. In queste strutture avviene la fase di prepulizia del rifiuto e di differenziazione manuale dei diversi tipi di materiale”. Per concludere, il riutilizzo del beni confiscati alla camorra. In tal modo si creerebbe maggiore disponibilità lavorativa, si restituirebbero alla società beni altrimenti inutilizzati e il tutto dando un energico schiaffo morale, utilizzando quelli che erano i centri operativi per distruggere il territorio, per invece arricchirlo e valorizzarlo. 

Tutto ciò sarà possibile solo se ai cittadini verrà dato sostegno e speranza. “È stato detto più volte che Napoli non si libererà mai della camorra, ma in realtà con le nostre iniziative abbiamo dimostrato che questo non è vero. Ma la risposta che c’è da parte della città deve essere sostenuta dalle istutizioni” , ha concluso Gianluca Torelli di Un Popolo in Cammino. 

Creare opportunità e alternative alla criminalità è la via. 

Lucia Ciruzzi 

 

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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