DEMA, tra presunte acquisizioni e false promesse

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La DEMA di Somma Vesuviana
La DEMA di Somma Vesuviana

I lavoratori e i sindacati temono la chiusura di tutte le sedi italiane e internazionali

Somma Vesuviana   Da mesi ormai il caso DEMA spa tiene in sospeso i lavoratori e le loro famiglie. Gli stabilimenti italiani di Somma Vesuviana, Paolisi e Brindisi e quelli esteri di Montréal e Tunisi, infatti, rischiano di chiudere.

Dal 2013 al 2015 gli operai dell’azienda aerospaziale sono in situazioni critiche e confuse che vanno dalla mobilità alla cassa integrazione. I più fortunati sono già in pensione, avendo accettato un piccolo contributo aziendale nei primi anni della crisi. Qualcun altro è stato demansionato e qualcuno addirittura licenziato con motivazioni fumose.

Un quadro inquietante, se si pensa alla mancata pseudo-acquisizione dell’azienda da parte dell’ ing. Vittorio Civitillo, presidente del gruppo Seri, controllato dalla famiglia casertana Civitillo, che attraverso varie acquisizioni si è concentrata sul recupero della filiera delle batterie esauste, dalle quali si possono riciclare piombo e polipropilene. Tra il 2011 e il 2012 l’azienda Seri ha realizzato un fatturato di oltre 61 milioni di euro ed ha iniziato a valutare una possibile quotazione in borsa. Desiderio coronato nel 2014, con la holding Seri di Industrial spa.

Ora, l’azienda elettrica di impianti fotovoltaici e batterie d’auto potrebbe esordire anche sulla scena aerospaziale, acquisendo importanti quote societarie proprio della DEMA spa. Questa ipotesi sembra fare gola al perito informatico Vincenzo Starace, storico presidente della DEMA spa che, vendendo solo una parte delle sue quote, non perderebbe il controllo sulla sua creatura. Non si esclude, però, che questa possibilità rimanga un miraggio, visti gli ingenti debiti in cui versa l’azienda, che solo dieci anni fa acquisiva il controllo di mercati internazionali.

La DEMA spa, nata a Pozzuoli nel 1993 come azienda di progettazione ed ingegneria aerospaziale, nel 2001 riqualifica l’ex area FAG di Somma Vesuviana; da lì Brindisi, Paolisi nel Beneventano, Montréal in Canada e Tunisi nel bacino del Mediterraneo. Una escalation con la quale si completa l’intero circolo di produzione, dalla progettazione all’assemblaggio di aeromobili, vantando importanti partner come Alenia, Avio, Augusta Westand e Airbus Military. La capacità produttiva aumenta notevolmente e la joint venture raggiunge grossi introiti nel giro di pochi anni.

Cosa sia poi successo dal 2010 ad oggi resta un mistero. La situazione è delicata e complessa e i sindacati continuano a richiedere interventi efficaci che scartino l’ipotesi di chiusura, al fine di tutelare le migliaia di figure umane e professionali che, nel corso degli anni, hanno dedicato il loro know-how alla crescita dell’azienda. Negli ultimi giorni, l’esame congiunto in sede d’unione degli industriali si è esaurito nell’ennesimo mancato accordo e nell’impossibilità di un efficace piano industriale. Lo stesso annuncio dell’acquisizione da parte dell’ing. Civitillo sembra non avere seguito. Così come le presunte acquisizioni di Paolo Scudieri, proprietario della Adler Group, azienda plastica in Ottaviano,  e Lettieri, presidente di ATITEC, già azienda di manutenzioni aeronautiche, quest’ultimo anche candidato sindaco per la città di Napoli.

Intanto sul sito www.demaspa.it resta la triste voce “job opportunity” e il rischio di licenziamento per i suoi lavoratori che avanza preponderante.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

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