Sanremo e San Valentino: la settimana di Satire Wars

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Ta-ta-ta. Tanto tempo fa in una galassia molto molto lontana è tempo di Sanremo e San Valentino: combo micidiale. Mentre un mucchio di fidanzati provano a convincere le proprie fidanzate che proprio no, non si può vedere Sanremo di sabato sera mentre c’è Juventus-Napoli e Paolo Cannavaro tenta di spiegarlo al capo della cospirazione sith, Conte Conti, la situazione sembra essere irreversibile! Da quando Lord Barry White ha detto “Carlo, sono tuo padre!”, le cose vanno di male in peggio, fino a partorire la fesseria “Registrate la partita e la vedete dopo Sanremo”. La congiura va avanti, mentre la principessa Hilary Of Friend tenta in ogni modo di evitare il passaggio al lato oscuro della forza del Padawan Buffon con uno “smadonnamento” alla lettura del titolo della rubrica.

Signore e signori, sfigati fidanzati e burloni simpaticoni che prendete in giro i fidanzati durante San Valentino, benvenuti a questo nuovo numero di Satire Wars. Tanta carne al fuoco questa settimana ..Oddio, levatela di lì prima che si bruci!

Iniziamo con la nostra top ten.

Partiamo dalla numero 10 in cui troviamo quelli di Lercio che ci fanno notare come l’Isis stia guadagnando punti e consensi in Italia perché “loro bonificano le paludi”, “con loro le bombe arrivano in orario” e “qualcosa di buono l’hanno fatto”. Cosa vi ricordano queste affermazioni?! A noi la storia di quell’elettricista che fece un bellissimo impianto elettrico in una casa e, dopo il lavoro, stuprò figlia e moglie del padrone di casa. A quel punto, il padre di famiglia, rientrato, lo ringraziò “Lei ha fatto un bellissimo impianto. Lo stupro è un incidente di percorso. Chi non ha mai stuprato qualcuno?”.

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A proposito di stupri, Kotiomkin e il web chiariscono come svolgere le indagini, se non altro morali, in merito.

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E ancora sulle violenze, ci vengono in aiuto quelli di Kotiomkin che, alla numero 9, ci ricordano la signorilità della nipote di quello che “Bastava farla capo delle ferrovie”. C’è chi, come dice Caparezza, “Quando c’era lui, ci deportavano in orario” e chi spara idiozie, senza porto d’armi, in orario: questione di genetica. Si fa quel che si può, ovviamente nella maniera peggiore possibile.

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Ci rendiamo conto che le due prime posizioni contengono una dose di antifascismo da radical-chic di sinistra e ci lanciamo immediatamente in un elogio dell’italiano medio che va a vedere Zalone in ciabatte e riesce a sorbirsi perfino Sanremo: chapeau. Quell’italiano buonista, che non punta all’autarchia o alla rivoluzione, che fa tutto per simpatia e coscienza, soprattutto quando ricorda/scopre di averne una. Fortuna che abbiamo in soccorso il mitico Mauro Biani alla numero 8.

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Alla numero 7, Soppressatira ci ricorda che all’italiano che guarda Sanremo, c’è di peggio: quello sfigato e rosicone, quello bontempone e simpaticone che “San Valentino è la festa degli innamorati. Allora perché i cervi si fanno regali a vicenda?!”. E, allora, cambio di registro: battuta bomber sul classico “Italians do it better” e tutti a casa: fidanzati, scapoli e ammogliati. En plein!

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Alla numero 6, Spinoza LIVE scherza su un saluto abbastanza serio ad opera di Carlo Conti: quello a Licio Gelli. Ci saremmo aspettati il classico “R.I.P2”, ma quello sporco negro, che non ha prestato ascolto al diktat “Conduci Sanremo a casa tua”, ha voluto essere molto più fine e salutare a suo modo quel gran bel pezzo di p…iduista!

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Alla numero 5, invece, quelli di Kotiomkin ci ricordano che ci sono altri buoni motivi per essere quantomeno razzisti: l’attaccante in panca, in genere straniero, che entra e segna al fantacalcio; l’intelligenza di Cassano; l’italiano degli Onorevoli Razzi e Cesaro; la coerenza di Giovanardi. Sull’ultima componente mitologica, va posta una luce: un uomo tutto d’un pezzo (non fate facili ironie! Alcune cose che “feci” hanno una loro dignità), un vero statista che, prima, evita uno scandalo sulla nipote di Mubarak e, poi, ci salva da due ragazzi che si amano. “Meno male che il Giova c’è”, ragazzi miei. E questo lo paghiamo ..Quanto tutti gli altri! “Skantalo!!1 Incredibile: klikka cui!!1”.

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Nella speranza che nessuno ci tocchi più Giovanardi (altrimenti come potrebbero sopravvivere rubriche come questa?!), passiamo alla posizione numero 4, detenuta da Spinoza, che pone l’accento sulle primarie di Milano. Premettendo che il loro post contiene un alto tasso di “Gufi”, “Civette” e tutto lo zoo di animali renziano, c’è da dire che certi satiristi esagerano per davvero e non dicono la verità: con tre non ce la si fa! Una vera sinistra si presenterebbe con almeno quattro candidati, di quattro aree diverse, che si concentrerebbero su quattro micro-problemi tranquillamente risolvibili attraverso un unico programma, ma vuoi mettere l’unitarietà con la libido della scissione pre-atomica?!

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Alla numero 4-bis, ancora Spinoza coglie l’imponenza del flusso migratorio delle primarie, insomma: che fine hanno fatto tutti i cinesi che hanno votato a Milano? Nel loro esilio, hanno trovato la loro Sant’Elena a Sanremo (avevano una santa relazione da un po’) ed eccoli in coda per televotare.

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Alla numero 3 c’è il peggio, come inevitabile, della satira sul Festival di Sanremo ed il ritorno di Giovanardi, ma procediamo con ordine.

Prima di tutto, Spinoza viene giustamente criticato perché fa satira su un ragazzo con alcune disabilità e certe cose davvero infangano l’etica della satira (i buffoni/giullari hanno un’etica, non lo sapevate?!). Tutto possiamo accettare, ma mai che un sito satirico tratti un disabile come una persona normale, scherzandoci, altrimenti dove andremo a finire?!sanremo

Alla numero 3-bis, Soppressatira ci ricorda che i guai sono inscindibili, salvo conseguenze nefaste, come Franco e Ciccio, Totò e Peppino, Stanlio e Olio, i componenti della sacca scrotale. Cosa potrebbe accadere peggio di Sanremo?

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Alla 3-ter, ancora quei bomber Colorz by Spinoza ci dicono perché Elton John ha ricevuto tante critiche. Siamo un popolo buono, positivo, solare e tollerante del fatto che tu sia “Frocio”, ma che ci cacci un’immagine di Giovanardi dal salotto proprio no, Elton! “We hoped you don’t mind”.

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Kotiomkin, alla numero 3-quater, sottolinea il pensiero di tutte le mamme d’Italia alla vista di Patty Pravo. A parte la conversione in massa di atei, agnostici e credenti di ogni specie, che ora credono nella risurrezione, è questa l’osservazione più acuta sulla cantante.

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Alla numero 3-milleduecentemilesima, troviamo la numero 2: severo, ma giusto, direbbe Zaza o Spalletti mentre vede gli avversari trafitti da un altro caso di resurrezione conclamata come quello di Dzeko. La medaglia d’argento va al solito Mauro Biani, che manda “una carezza in un pugno” al nostro Presidente della Repubblica, ah no Presidente del Consiglio, ah no Presidente del Senato, Cardinal Bagnasco. Proviamo a scherzare, ma su certe cose è giusto esser seri: Bagnasco, il presidente della CEI (Comitato Ego Infinito), che aveva suggerito il voto segreto sul ddl Cirinnà.

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E proprio in tema di amore libero, alla numero 1, Il Triumvirato manda un messaggio chiaro: sei spossato perché fai poco sesso e/o non riesci a trovare la persona che più ti si conFA? Non temere! Noi abbiamo la soluzione per te. L’Impero non si affida agli stupidi Borriello, Vieri o Icardi, ma a genti molto più rodate. Storici Jedi e stoici geni: dateci tre cappelli perché toglierne uno solo sarebbe insufficiente.

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Appuntamento a lunedì 22 con l’ennesima settimana di Satire Wars.

Ferdinando Paciolla

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